Categorie

Alessandro Morandotti

Editore: Mondadori Electa
Collana: Arte e cultura
Anno edizione: 2005
Pagine: 297 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788837032098
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

Prima ancora di addentrarsi nell'articolato montaggio delle sezioni che compongono il volume, già di per sé indicative di come il testo oltrepassi le coordinate della monografia, il lettore rimane affascinato dal corredo di immagini. Sapientemente distribuiti e organizzati all'interno del libro, gli inserti fotografici seguono un percorso parallelo a quello della narrazione, le illustrazioni dialogano autonomamente accostando i giochi d'acqua, le sculture e i dipinti della villa di Lainate a moduli decorativi tratti dal repertorio delle grottesche rincorsi nelle decorazioni musive del ninfeo, nelle cesellature di un'armatura o tra le incisioni di un vaso in cristallo di rocca, o, ancora, dove si susseguono giardini, animali fantastici, oggetti d'arte e di meraviglia.
La figura di Pirro Visconti Borromeo e il cantiere della sua villa di Lainate costituiscono il nucleo centrale da cui si irradiano spunti e di percorsi di ricerca, condotti attraverso documenti figurativi spesso trascurati dalla storiografia, utili per focalizzare quegli aspetti della produzione artistica profana sul territorio lombardo strategicamente messi in ombra dalla propaganda borromaica. Esaltati da Lomazzo nei Rabisch, opera edita significativamente nello stesso anno dell'inaugurazione della residenza, il 1589, per essere poi progressivamente ma inesorabilmente relegati nell'ombra dalla storiografia locale, la villa-ninfeo di Lainate e l'entourage riconducibile alla figura di Pirro Visconti, costituiscono infatti un importante polo culturale nel clima del tardo-manierismo lombardo, centro di formazione per diversi artisti, tra i quali Camillo Procaccini, che avvia a Lainate la sua produzione lombarda.
Esplorando le fasi del cantiere e della decorazione della villa e allargando il campo di indagine alle iniziative più eterodosse rispetto alla politica culturale dominante, Alessandro Morandotti traccia un itinerario alternativo ma non inteso in maniera antitetica, senza cercare, cioè, una linea netta di demarcazione tra due aspetti della produzione figurativa che vedono spesso coinvolte le stesse personalità, rispetto a quello della cultura artistica ufficiale della Milano di Carlo e Federico Borromeo, pervasa da un clima di ritorno all'ordine e da una mirata attenzione alle funzionalità devozionali dell'arte, e dove l'istituzione dell'accademia avrebbe inteso riappropriarsi della formazione degli artisti.
Il volume si concentra inoltre sulle vicende della "picciola quantità" di dipinti della raccolta Visconti Borromeo ripercorrendo così argomenti di ricerca cari all'autore fin dagli studi sulle raccolte Litta, dove nel XIX secolo approdano diverse opere già appartenute ai Visconti Borromeo, o dal testo sulla fortuna della pittura leonardesca nella Milano di primo Seicento. Inquadrando il collezionismo del conte Pirro nel panorama delle gallerie e delle raccolte milanesi delineato da Girolamo Borsieri nel 1619, Morandotti non esaurisce il tema nella rievocazione di vendite e dispersioni, ma lo rende esemplificativo per illustrare alcuni punti cruciali per la cultura figurativa lombarda dei primi decenni del Seicento, come la fortuna e la diffusione di temi e modelli correggeschi e il loro riflesso nella produzione contemporanea, o le declinazioni leonardesche che persistono sia come passione collezionistica nelle raccolte nobiliari, sia come dato stilistico nelle opere degli artisti attivi per il ninfeo.
Maria Beatrice Failla