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Mariolina Venezia

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2006
Pagine: 250 p. , Brossura
  • EAN: 9788806184742

Recensioni dei clienti

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    Gaia

    20/12/2015 13.33.39

    Il mio voto per questo romanzo è 3,5. Non so perchè non mi ha entusiasmato come avrei voluto. Manca un pò di innovazione nello stile, piuttosto tradizionale. Appartiene al genere delle saghe familiari che cercano di spiegare l'eredità esistenziale dei posteri attraverso l'elemento transgenerazionale. Il passato non ci lascia via di fuga, bisogna prima o poi farci i conti, affrontarlo. Attraverso meccanismi inconsci i drammi si riversano da una generazione all'altra ripetendosi e perpetuandosi; i figli pagheranno i debiti dei loro padri. Quando i debiti saranno saldati, si potrà andare avanti, sicuri della propria identità. Quest'elemento mi pare sia ben esemplificato nel rapporto che lega Lucrezia, Rocco suo figlio e Gioia, la figlia di Rocco. Rocco non si è mai affrancato dalla missione di rendere felice sua madre, tutta la sua vita ruota intorno a questo perno e Rocco ne risente annullandosi, cancella i propri bisogni e la propria identità e quindi è infelice. Gioia, anche a causa dei conflitti irrisolti ereditati da Rocco che li aveva a sua volta ereditati da Lucrezia, non riesce a vivere, fugge alla ricerca di Utopia, vaga di qua di là senza mai sostare a lungo nelle esperienze, senza mai capire chi è e cosa vuole. Sarà solo quando capirà di non poter più fuggire, di non poter più rifugiarsi nell'identità dei personaggi che interpreta nel suo lavoro di attrice e tornerà alle origini per affrontarle che potrà andare avanti. Carino, consigliato

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    faffa

    20/06/2014 22.37.28

    "Mille anni che sto qui" è un romanzo il cui protagonista è il Sud dell'Italia:il Sud lucano,infatti,fa da sfondo alle vicende della famiglia Falcone da quella fatidica data dell'unità di Italia fino agli anni '90 del '900.La Storia scorre con il suo susseguirsi di date e pietre miliari, il ritmo del Sud, invece,ha un suo tempo e una sua dinamica ancorata ancestralmente a usi, costumi e tradizioni locali. A farsi portavoce di questo mondo lucano sono i vari personaggi della famiglia Falcone, da Concetta e Francesco Falcone (possidente terriero), ai loro figli, ai loro nipoti, a Candida, a Gioia. Quest'ultima erede della famiglia decide di tagliare i ponti con il suo Sud: il Sud è un peso, è un macigno che da cafone è diventato troppo borghese (e lei ne diventa vittima), è un mondo che deve essere sostituito da quello ribelle ed hippy. Ma è veramente possibile liberarsi dal macigno tanto doloroso quanto "incantevole", primigenio ed ancestrale del Sud?La Francia può veramente sostituirlo? Gioia lo dovrà riscoprire al momento giusto: quando lo riscoprirà si renderà conto di aver soffocato la sua vera natura, si renderà conto, infatti, che è "mille anni che sto qui". Il romanzo di M.Venezia è scorrevole (salvo qualche espressione dialettale) e dal sapore vivido ed immaginifico (tanto nella narrazione delle scene, quanto nella rappresentazione di tutti i personaggi).

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    barbara

    23/04/2014 10.26.39

    Libro letto nel 2009: la bellezza che lascia la lettura di questo romanzo rimane impressa nel cuore anche a distanza di 6 anni. Una splendida saga di famiglia che testimonia, attraverso il racconto, un secolo di tradizioni del nostro sud Italia.

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    marina

    06/04/2014 19.26.18

    Carino, ma nulla di piu'. Da un premio Campiello pretendo qualcos' altro. Pur essendo molto legata ai luoghi in cui e' ambientato il romanzo, non lo considero all'altezza del premio che ha vinto. L'ultima parte del romanzo mi e' apparsa anche molto confusa ed il personaggio di Gioia meno interessante di quelli che lo precedono nella narrazione.

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    Winston

    16/02/2014 01.13.49

    Romanzo raffazzonato, zeppo d'incongruenze e di anacronismi. Ad esempio, Rocchino che nel 1861 gira per il paese con un ratto appeso ad una corda e intinge il ditino nell'olio sparso per terra: o è un bambino oppure ha problemi mentali; in entrambi i casi risulta arduo credere che un anno e mezzo dopo sia già stato arruolato nel Regio Esercito, abbia disertato e sia stato accettato in una banda di briganti. Anche le età delle sorelle della prima generazione sarebbero da controllare più attentamente prima di credere a quanto viene loro attribuito. Non l'ha certo ordinato il medico alla scrittrice di metterci anche le date, il minimo che il lettore può pretendere è che allora queste date siano coerenti con la narrazione.

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    Olga

    25/05/2013 15.46.37

    Veramente un bellissimo libro, forse ci sono troppi sbalzi temporali ma che comunque riescono a non distrarre e confondere il lettore!! La scrittura è meravigliosamente elegante ma nello stesso tempo chiara e scorrevole, lo consiglio a chi ama le saghe familiari!

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    Monica

    30/10/2012 09.02.18

    Crudo, ironico, evocativo, commovente... Un libro veramente bello, profondo, scritto con sapienza ed eleganza. Lo consiglio, da leggere e da regalare.

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    maria

    07/09/2012 07.42.24

    Indubbiamente è un gran bel libro A momenti mi faceva pensare ad alcune scene dei film di Gianni Amelio. Bellissimi i personaggi, molto ben descritti. Estremamente ben documentato, ottima conoscenza della nostra storia (molto piu di quanto la conosca io, confesso)- e anche del privato, un esempio : la ruota per allisciarsi i capelli (me la facevo!) e anche bello il seguire lo sviluppo della moda che va di pari passo con la mentalità delle persone. Perde fiato dalla nascita di Gioia- Ho trovato pagine inutili quelle dei pensieri del feto, sembrava volesse a tutti i costi rimanere in una situazione onirica e quindi ha esagerato e cosi ha fatto fino alla fine del libro. Ma pur volendo darle 3 , le dò 4 per la documentazione storica notevole e per il ritmo sostenuto e interessante.

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    Anna Stewart

    29/11/2011 23.04.49

    Trovare questo libro, improvvisamente, a casa mia, tornando da un viaggio in Italia. E' stato un miracolo perche' non l'ho comprato io, non avevo seguito il premio Campiello del 2007, rimane il mistero di come sia capitato qui. Dal momento che l'ho iniziato non ho potuto metterlo giu' e' di una bellezza antica e celebra una regione e una civilta' che sembrano scomparse e alle quali Mariolina ha ridato vita. Posso fare una domanda? Ho amato tanto il personaggio di Gioia e, alla fine non so cosa le sia accaduto. Un incidente, un'aggressione, una malattia? Forse non e' importante... Gioia e' tornata a casa. Da non paragonare a Gabriel Garcia Marquez, bravissimo, ma troppa muffa, Mariolina rende tutto lindo e fresco.

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    roberto

    27/07/2011 16.19.40

    Finalmente un'autrice che parla di una terra spesso dimenticata : la Lucania . Il romanzo è appassionante e rievoca sapori di altri tempi per chi ,come me ,data l'eta anagrafica, non li ha vissuti . Da leggere e da consigliare .

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    Barbara

    27/04/2011 18.24.47

    Lo stile è accattivante e scorrevole. Una lettura piacevole ed evocativa che ha il sapore di cose antiche.

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    serena

    10/06/2010 22.08.50

    nonostante la capacità descrittiva, e l'ottima sceneggiatura (si nota molto l'esperienza nel cinema, le sequenze, le pause, le entrate in scena sono sempre accurate e ad effetto), non perdono all'autrice l'abuso delle "pance di luna piena" e soprattutto le analogie con la Allende e con Marquez, dei quali tra parentesi non possiede il talento. non sono abituata a non terminare le mie letture, ma più andavo avanti più mi veniva il nervoso. dove voleva andare a parare? non l'ho capito.

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    Fiorella

    26/04/2010 15.15.41

    Bello! da leggere tutto di un fiato. Una scrittura scorrevole, profonda e ricca di particolari e tanto vicina a chi quei posti li abita. Io sono pugliese e ogni pagina che leggevo riuscivo chiaramente a immaginarmi la casa immensa , il profumo del bucato e i pizzi del corredo, lo consiglio a tutti, soprattutto a chi ha un pò di nostalgia dei tempi che furono.

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    francesca

    04/11/2009 22.42.19

    una bellissima opera, rovinata solo dal finale un pò approssimativo che stona con la incredibile piacevolezza del resto del libro...lo consiglio davvero a tutti, lucani e non! Poi, non so voi,ho trovato anche tanta simpatia ed ironia. Leggetelo, leggetelo, leggetelo!!!!!!

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    Giorgio

    18/06/2009 09.05.37

    Ogni volta che giro per casa ed ho voglia di bei pensieri prendo dalla libreria questo libro fantastico avvolto da un'aurea magica e ne sfoglio le paginbe per riassaporarne quel retrogusto di antica dolcezza che vi aleggia. MARIOLINA, in attesa del tuo nuovo libro che spero non tardi ad arriuvare sugli scaffali delle librerie, un 5 alla tua immensa bravura ed infinita, reale tenerezza!!!! Un bacio!!

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    Nunzia Dimarsico

    11/03/2009 21.42.38

    Ho letto più volte il libro e desidero fare i complimenti all'autrice per la dovizia di particolari con cui ha saputo raccontare la storia di una famiglia Grottolese. La chiarezza di linguaggio che caratterizza il romanzo, mi ha appassionata e mi ha spronata a ricercare in quella storia alcuni particolari che mia nonna (Lucia Venezia zia del padre dell'autrice, tutt'ora vivente a Miglionico e nativa di Grottole) mi ha sempre raccontato della sua vita e quella dei suoi cari, di suo fratello Giuseppe (nonno dell'autrice) morto giovanissino. Infatti ho ritrovato in alcue di quelle pagine le sue stesse ed identiche emozioni. Ringrazio Mariolina Venezia per aver dato vita a personaggi che con la loro determinazione e i tanti sacrifici sono andati avanti nella vita senza soccombere allo scoramento e rimanendo fortemente ancorati ai sani principi morali. Ringrazio l'autrice a nome mio e quello della mia nonna che è orgogliosa e fiera di avere una pronipote così BRAVA. Se fosse possibile e se all'autrice facesse piacere sentire la voce dei suoi parenti di Miglionico, soprattutto della zia quasi novantenne, desidererei ricevere l'indirizzo e-mail di Mariolina Venezia. Nunzia Dimarsico

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    osta mora

    02/02/2009 10.30.22

    ..forse perchè mio padre è di grottole, forse perchè è una storia che è stata simile a molti idealisti che da quelle terre si sono trovati al nord nei grandi anni del turbamento e si trovano oggi questa italia piccola e razzista....forse per quella piazza e quei vicoli stretti e quel cimitero sulla collina, forse perchè ho trovato le mie radici e mi sono ritrovato nelle storie di questi anni ...e con la tristezza un po' velata sono contento di poter dire ...confesso che ho vissuto...e di sentirmi vicino a quel mondo sempre ingannato e offeso...tante storie sono ancora da raccontare..... grande mariolina

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    gra

    07/01/2009 14.43.46

    Adoro le saghe familiari e ho molto amato questo libro. Mi è piaciuto anche il modo in cui è scritto, con una prima parte lenta come lo scorrere dei tempi antichi ed il finale un po' frenetico dei giorni nostri.Bello.

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    francesca

    15/11/2008 20.14.43

    Troppo bello questo libro...questa grande famiglia unita nelle gioie e nelle infinite tragedie della vita.Si legge tutto d'un fiato anche se nelle ultime pagine si poteva fare meglio.Brava Mariolina !

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    LUISA

    15/10/2008 17.54.05

    HO ADORATO QUESTO LIBRO,MI RICORDA MOLTO LA POETICITA' TIPICA DELLA LETTERATURA SUDAMERICANA. FINALMENTE UNA SCRITTRICE ITALIANA CHE SI STACCA DAL CORO, MI SONO DETTA.POETICO, FATALISTA, LENTO, A VOLTE IRONICO MA SENZA MAI ECCEDERE. TUTTI I PERSONAGGI DESCRITTI CON PROFONDITA. MA POI... COS'E' SUCCESSO ALLA SIG RA VENEZIA? HA AVUTO FRETTA DI FINIRE IL LIBRO? UN CAMBIAMENTO COSI' FORTE NON ME L'ASPETTAVO! SFORTUNATAMENTE SI E' ALLINEATA CON LA MOLTITUDINE DEGLI SCRITTORI ITALIANI.IN FRETTA E FURIA HA TAGLIATO DELLE PARTI, NON HA PIU' DESCRITTO BENE I SUOI PERSONAGGI, NESSUN SENTIMENTO... FORSE CHE CON L'AVVICINARSI AI TEMPI MODERNI ANCHE LA SCRITTURA DOVEVA ESSERE MODERNA?PECCATO... SAREBBE STATO INTERESSANTE SENTIR NARRARE I NS TEMPI MODERNI CON LA POETICITA DELL'INIZIO. LO CONSIDERO SEMPRE UN BUON ROMANZO MA .. CON L'AMARO IN BOCCCA ALLA FINE. LU

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