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Manuel Vázquez Montalbán

Traduttore: H. Lyria
Editore: Feltrinelli
Collana: I canguri
Anno edizione: 2004
Pagine: 309 p. , Brossura
  • EAN: 9788807701603

Pubblicato un anno dopo la scomparsa dell'autore, questo romanzo di Manuel Vázquez Montalbán è il primo di due volumi che ritraggono il personaggio di Pepe Carvalho impegnato in un giro del mondo all'alba del nuovo millennio. Ispiratosi direttamente a tre archetipi della tradizione romanzesca europea – Il giro del mondo in ottanta giorni di Verne, il Don Chisciotte di Cervantes e Bouvard e Pécuchet di Flaubert – lo scrittore spagnolo regala ai lettori una storia che si distingue per la suspense e l'umorismo, l'eleganza e la semplicità della prosa, nonché per l'esotismo e la profonda riflessione socioculturale. L'itinerario del detective tocca infatti regioni e paesi del mondo che hanno svolto un ruolo da protagonisti nella cronaca degli ultimi anni. Accompagnato dall'inseparabile Biscuter, Pepe Carvalho lascia l'Europa per sfuggire a un'accusa di omicidio; il caso e gli eventi lo condurranno fino in Afghanistan, in una Kabul da poco sconvolta dalla guerra dove imperversano le lotte intestine tra etnie nemiche. In precedenza i due protagonisti avevano attraversato altre zone calde del pianeta: Egitto, Israele, il Libano, l'Azerbaijan, il Turkmenistan. Dopo Kabul li attende il Pakistan e in seguito l'India, da cui cercheranno di raggiungere il Triangolo d'Oro al confine tra Birmania, Thailadia e Laos. Ma questo viaggio nel cuore dell'Asia sarà il tema del secondo volume dell'opera. Tra le prime tappe dei due fuggiaschi non manca l'Italia, di cui Montalbán, attraverso gli occhi di Carvalho, ci regala un ritratto, tra gastronomia, arte e politica, che è pieno di ironia.
Inseguiti da bizzarre sette religiose, dalla mafia del narcotraffico e perfino dai servizi segreti israeliani, Carvalho e Biscuter sono anche affascinati e incuriositi da una donna misteriosa, chiamata madame Lissieux, che appare e scompare al loro fianco nei momenti e nei modi più inaspettati. Evidentemente qualcuno non crede che siano innocenti turisti e fa in modo che il loro viaggio si trasformi sempre più in una fuga vorticosa e piena di insidie.
Opera ultima e testamento letterario dell'indimenticabile autore spagnolo, Millennionon è solo una nuova incredibile avventura dell'amato Pepe Carvalho e un piacevole romanzo di viaggio, ma anche, secondo il medesimo Montalbán, "un ansioso pellegrinaggio laico per un mondo sempre più ipocritamente religioso, nel quale vengono chiamati ogni giorno gli dei per giustificare guerre sante ed egemonie economico-militari".

Recensioni dei clienti

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    Claudia Marà

    01/11/2013 11.31.05

    Ho letto Millennio come un esperimento politico, dove i contenuti meno criptici del solito si mescolano deliziosamente all'universo gastro-culturale. E' un libro che va mangiato in un boccone, lasciandosi cadere dolcemente nelle forti descrizioni del reale, che sia un piatto di olive o un disilluso commento politico rivolto ad uno sconosciuto incontrato durante il viaggio. Buona lettura!

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    migliettaser

    25/09/2013 09.44.26

    Bisogna leggerlo a stomaco vuoto perché riempie e dopo poche decine di pagine richiede una sosta in quanto sa essere assai pesante. A metà strada tra una guida turistica colta e un manuale di cucina etnica inserisce di tanto in tanto vicende legate ad un improvabile spionaggio internazionale e moraleggianti considerazioni filosofiche a volte stucchevoli. Alcune pagine sono invece bellissime come la descrizioni dell'attuale Afghanistan, veri diamanti letterari, ma è come lavorare in miniera, bisogna estrarli e lavorare stanca. L'ho abbandonato e ripreso più volte, perché il libro ha comunque grande fascino, ma non l'ho finito. Non ho letto le ultime 30 pagine, come al ristorante, arrivato al dolce non lo mangio, ero sazio. Non lo consiglio , anche se è straordinario. E' per appassionati, loro sapranno apprezzarlo.

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    marco-carmignano

    30/11/2006 21.24.24

    Premetto che non sono un grande conoscitore dell'autore, ma a parte alcune tirate politico-moraleggianti, giustamente già sottolineate da altri, e non sempre ben spese, è un libro scorrevole e in fin dei conti divertente.

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    Nico

    03/07/2006 23.48.58

    Bellissimo, in tutti i sensi, ve lo consiglio.

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    Andrea

    02/09/2005 16.01.08

    Peccato non poter più leggere nuove opere di Montalban. Alcuni luoghi descritti dall'improbabile coppia Carvalho/Biscuter li ho "vissuti": mi sembrava di essere là. Addio Montalban, degno compare di varie nottate. Domanda: i libri sono due ?

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    Romolo

    01/07/2005 17.50.37

    Nel posto giusto al momento giusto o nel posto sbagliato al momento sbagliato... attraverso gli occhi e le riflessioni di Carvalho e Biscuter alle prese con un giro del mondo che attraverso l'avventura li porta a toccare arte,politica, costumi e gastronomia, Vásquez Montalbán schizza pagine e ritratti divertenti, realistici e simpatici di personaggi e situazioni reali ed immaginarie. Gustosissimo l'incontro con Carlin Petrini e il movimento di Slow Food ( bellissimo in lingua: " loz cruzados del comer lento ")a Roma da Checchino. Una lettura piacevole.

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    Antonio Gatti

    13/06/2005 10.15.39

    E' terribile avvicinarsi all'ultimo libro del tuo scrittore prefrito, sapendo che lui non c'e' piu' e che tu hai letto tutto cio' che lui ha scritto... cerchi di centellinare le pagine, di assaporare ogni parola, ma poi capisci che lui avrebbe voluto che lo leggessi cosi', tutto d'un fiato... fantastico, come sempre, meno noir e piu' diraio di viaggio, la piu' lucida e spietata "inchiesta" di Pepe Carvalho

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    katapim

    22/02/2005 11.29.05

    Il pretesto di una spy story per un racconto alla scoperta del mondo. Non è una lettura semplice, richiede concentrazione e conoscenze pregresse, in una parola lo definirei semplicemente "pesante", con dei periodi che in quanto a costuzione sintattica mi hanno lasciato molto perplesso.

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    Carlo Parri

    10/02/2005 07.48.23

    Forse per apprezzare questo libro bisogna avere un'età vicina a quella del suo autore... Certo che in questo caso Carvalho è un semplice pretesto per un immersione delicatissima nella letteratura inevitabile degli archetipi più consacrati. Lo trovo pervaso da una poesia misteriosa anche se stilisticamente un po' stravagante (ma forse per un giudizio serio occorre leggere il secondo volume). Grazie di essere esistito Montalban.

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    Enrico De Rossi

    04/02/2005 11.49.13

    Che peccato! Pepe Carvalho che si mette a fare tirate politiche e moraliste (proprio lui!), tanto che a tratti più che di un'avventura sembra di essere capitati in un noioso saggio, che tra l'altro ripete banalità mille volte sentite. Un peccato davvero, perchè chi ha amato e ama Montalban merita davvero di più. Per fortuna che il nostro amico ci ha regalato capolavori come Tatuaggio o Gli uccelli di Bangkok, perchè altrimenti il giudizio sarebbe totalmente negativo. Enrico

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    Roberto

    03/01/2005 21.21.18

    E' un Carvalho che riesce ancora a stupirsi, anche se ha visto già tutto.....MVM ha scritto di meglio (vedi i Mari del Sud o Tatuaggio;)l'unico peccato è che sia il suo ultimo (o penultimo).....

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    tsuby 84'

    27/12/2004 14.55.05

    Wow,sono la prima! Che emozione!!!Vabbè, torniamo a fare le persone serie o almeno a provarci...non avevo mai letto niente di Montalban prima, ma questo libro mi ha attirata all'istante.Non è un libro per tutti, serve una buona dose di concentrazione per capirlo davvero e qui forse ho un pò sbagliato io, perchè in alcuni momenti ho faticato a dargli l'attenzione che merita. Ho trovato dei passaggi davvero illuminanti con delle vere perle di saggezza, e altri che secondo me rallentano un pò il ritmo.Ora come ora il mio giudizio è 3/5, ma comunque lo consiglio a tutti e anzi mi sono già proposta di rileggerlo quando magari sarò più pronta a recepire tutti i messaggi che questo grande autore voleva dare.Salutis!

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