Million Dollar Baby. Special Edition

Paese: Stati Uniti
Anno: 2004
Supporto: DVD
Numero dischi: 2
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    Mr Gaglia

    21/01/2016 20:45:14

    Lo ammetto senza vergogna: questo film mi fa commuovere ogni volta che lo guardo. Million Dollar Baby, un titolo che poteva suscitare qualche timore, è una delle prove più convincenti di questo grande regista californiano pacato e lungimirante. Ispirato ai racconti dello scomparso F.X.Toole, Eastwood ci parla di sentimenti, di coraggio e di paura con un pudore, una grazia e quella pacatezza registica che è di fatto uno stile consolidato. La spietatezza di William Munny, il malinconico cow boy de "Gli spietati", è stata rimossa, Frankie Dunn riflette sul suo passato con amarezza, con ironia, con l'amore paterno per questa giovane creatura. Ed a questi temi si aggiunge quello forse più inquietante, che riguarda l'eutanasia e che Eastwood affronta con consapevole fermezza. L'ortodossia della religione viene sfidata senza spocchia, mostrando quanto siano differenti in ogni essere umano i temi della vita e le scelta che da esse derivano. Ed il pugilato, con sequenze magistrali, non è il tema centrale, quanto lo sono quelli riguardanti la crudeltà dell'esistenza, la generosità e l'amore ritrovato. E non solo. Clint Eastwood attore, Hilary Swank e Morgan Freeman, fondono mirabilmente i loro stili di recitazione commuovendoci senza colpire basso, con quella partecipazione che ogni attore e regista dovrebbe iniziare a considerare indispensabile per chi fa quel mestiere. Capolavoro, con tutte le lettere maiuscole!

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    elynewyork

    22/04/2012 15:28:18

    L'ennesimo capolavoro del grandissimo Clint Eastwood che quì da ancora il meglio di sè sia come attore sia come regista. Trama avvincente e mai noiosa, drammatica e malinconica ma mai amara. Un'opera d'arte insomma!

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    saverio fabio

    12/04/2010 17:42:01

    non l'ho mai visto in dvd, voglio conservare l'impressione straordinaria di quando l'ho visto al cinema, la stessa cosa mi è successa con "elephant" di gus van sant, film memorabili che preferisco rimangano avvolti dall'aura mitica della sala buia. solo una cosa voglio dire: qui clint è il vero angelo che cura e lenisce le ferite, prima i suoi pugili, poi hillary...allevia il dolore di noi mortali

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    luca68

    12/12/2007 23:51:50

    Non avevo voluto vederlo al cinema perchè la trama proprio non mi interessava. Poi l'ho comprato per caso: una folgorazione! Piango ancora adesso a ripensarci. Hilary Swank straordinaria nel lasciare trasparire la fragilità interiore del suo personaggio. Mostra i muscoli, fa la dura, ma ti fa venire voglia di coccolarla come una bambina impaurita. Peccato solo che, secondo il mio modestissimo parere, il Clint attore sia sempre un pezzo di legno e non valga nemmeno un'unghia del Clint regista. Un'ultima considerazione: rispetto i gusti di tutti (o quasi: i film di Von Trier o Malick per me rimangono ancora completamente indigesti e non capisco come possano piacere), ma come si fa a definire questo film una americanata? Vogliamo paragonarlo a Troy o Independence Day? Ma per piacere! Grazie Clint! Che tu possa aprire le nostre menti e i nostri cuori ancora per anni e anni!

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    Claudio

    03/03/2007 22:22:44

    Clint Eastwood è certamente uno dei più grandi registi americani in attività, ormai lontanissimi i giorni de “gli spietati” si conferma con questo piccolo capolavoro, dove non mancano momenti da “cinema americano” che non finiscono però per guastare il tutto. Non vedetelo , l’hanno fatto in molti, come un film esclusivamente anti-eutanasia, cercate di andare a scovare il vero senso di questa storia: i sogni, l’amore per l’arte della boxe (perché la boxe per molti è davvero un arte), rapporto padre-figlio, riflessione sul senso della vita e della morte. Con una regia “essenzialmente” perfetta.

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    ale89

    07/12/2006 15:49:57

    Caro Ceaser, concordo con te..un vero e proprio capolavoro..il "buon vecchio Clint" è uno dei migliori registi esistenti su questo pianeta..inferiore solo (forse)a Scorsese...Voto 9, inferiore a Mystic River..

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    Umberto

    10/09/2006 22:38:02

    Americanate sono quando nel film compare la bandiera a stelle e strisce in ogni dove e senza motivo. In questo film non c'è niente che riconduce il film all'america niente di niente tutte le scene sono all'interno nessuna che inquadra grattaceli e scorci da cartolina neppure gli esterni delle case in stile americano questo è un film sena riferimenti di luoghi tipici americani.

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    cora

    09/05/2006 13:46:36

    Quando l'ho visto l'anno scorso al cinema, per un mese non ho fatto altro che avere questo film in mente. Sono tornata a vederlo perché il colpo che avevo ricevuto era stato troppo forte. La seconda volta ho avuto la nitida coscienza di trovarmi di fronte a un vero capolavoro. Decisamente uno dei film più intensi, complessi e eticamente alti mai visti nella mia vita. Una grande prova registica e attoriale, che ha confermato Clint uno dei più grandi maestri del cinema.

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    Satine

    28/12/2005 21:12:03

    Purtroppo tutti i film di Clint Eastwood emanano lo stesso profumo di "americanata" se non a 360°, quasi. Gli stereotipi si sprecano, tutti i personaggi vi restano intrappolati dentro, appaiono irrimediabilmente "semplici", privi di attrattiva. Il peggio è che non sembra trattarsi di una messa in scena volontariamente sobria, una scelta di stile, appare proprio come un totale menefreghismo. L'intento di Eastwood sembra essere uno solo, concludere il prima possibile, arrivare in fretta e furia al cuore della storia, il drammone strappacore, non regala sufficente carisma alla parte centrale, sembra affrontare tutto con una sorta di distacco. Ma va chiaramente ammesso anche che... 1)non c'é traccia di evidenti ipocrisie o retorica nella morale di fondo, e questo lo si deve proprio al realismo di alcuni punti (in particolar modo al crudo passaggio in cui la "famiglia" -così per modo di dire- di Maggie, viene mandata a farsi benedire come giusto che fosse, quando magari in un film meno "sincero", alla fine mamma e figlia si sarebbero riconcigliate come vuole la migliore tradizione, troppo affezzionata all'idea che i figli sò pezzi'e core e che la mamma è sempre la mamma), perché quello che Eastwood sa fare abbastanza bene, 2)è mettere in scena tutti i lati meno gradevoli dell'esistenza, tutti i graffi sul cuore di uomini qualunque, tutta la malinconia dietro la forza e la tenacia, e i sorrisi che solo un sogno può dare, questo, con tanta (ripeto, forse troppa) sobrietà e lucidità. E' inoltre piuttosto interessante come questo film non riesca a diventare neanche per un secondo un dossier sull'eutanasia, un pretesto per difenderla o condannarla. Perchè Clint non è scemo, non sarebbe mai andato oltre dove sapeva di non poter andare. Tanto di cappello, sta di fatto che in effetti alla fine 3)è impossibile non commuoversi, e sentire il cuore che si rivolta e si scioglie inebriandoci di un dolore dolce e pungente.

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    Letizia

    22/09/2005 15:41:36

    In assoluto il mio film preferito. Non ci sono parole x definirlo, sa colpirti al cuore come un montante destro.....

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    Mike

    17/09/2005 23:50:59

    Non ho parole, non ho da dire niente, perché questo non servirebbe a niente: il film è solo da vivere. Clint Eastwood ancora una volta riesce a dipingere con grande sensiblità la natura umana. DA VEDERE IN MANIERA ASSOLUTA!

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    maigret

    17/09/2005 09:06:08

    E' uno dei grandi film della mia vita. Uno dei pochi il cui ricordo mi fa venire sempre i brividi. Inutile parlarne. Bisogna vivere le emozioni di un film straordinario, inquadratura per inquadratura, fotogramma per fotogramma. La visione a casa farà perdere parte del fascino dell'opera, da vivere al cinema (come apprezzare, tanto per fare un esempio, l'apparizione di Clint, che emerge dal buio, a Hilary che si sta allenando?). Assaporate comunque il film a casa, al buio, meglio di notte, in silenzio, senza telefonini e altre distrazioni, lasciandolo scorrere su di voi.

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    cinemanta

    12/09/2005 12:59:29

    Strappa oceani di lacrime! TRIONFA IL GRANDE CLINT!!! Hilary Swank: veramente brava!

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    Russell

    05/09/2005 01:22:47

    Il binomio cinema/boxe non sempre ha dato buoni esiti (personalmente ho amato alla follia solo Alì di Michael Mann); ma del resto si sa che quando dietro la macchina da presa c'è Clint Eastwood possiamo aspettarci tutto fuorchè una cosa banale. E infatti chi si aspetta la solita storia della "ragazza povera che trova nello sport le rivincite che la vita non le ha mai concesso" rimarrà spiazzato. In effetti l'inizio sembra proprio quello: una protagonista troppo vecchia x potersi considerare una giovane promessa della boxe (una Hilary Swank strepitosa), un ex pugile (lui si vecchio davvero) costretto al ritiro prprio un incontro prima di fare cifra tonda e poi un Clint Eastwood (mai così bravo) nei panni del dolente e disilluso coprotagonista che trova nella "Ragazzina da un Milione di $" il rapporto che con la figlia non ha mai potuto avere. Un terzetto di grandi personaggi, oltre che di grandissimi attori, che x la prima ora del film sembra davvero viaggiare a vele spiegate verso un sogno. Un sogno che si disintegra sul + bello, spiazzando lo spettatore in maniera netta, definitiva. Da li in poi è un'autentico saggio di bravura della Swank (che attualmente come talento sembra aver superato anche Nicole Kidman, che da un anno a questa parte non ne azzecca una). Come sempre Eastwood sceglie la strada + difficile e spiazzante, interrogandosi su temi scomodi come l'eutanasia o la fede (messa costantemente a dura prova e spesso motivata in modo banale dal prete che Frank va a trovare quotidianamente) come pochi altri hanno fatto. Un film praticamente perfetto, meritatamente premiato dall'Academy e dal pubblico; una pellicola difficile, che lascia poco spazio alla speranza ma che ha il merito di non essere mai fine a se stesso. E anche se tutta la seconda parte, finale compreso è all'insegna della malinconia (devastante la sequenza in cui la famiglia di Maggie la va a trovare in ospedale a battere cassa e x giunta dopo essere stata in un parco giochi) è impossibile togliersi dalla testa il pubblico che incita Macushla

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    Caesar

    29/08/2005 11:21:42

    Clint, Clint, Clint... Buon vecchio Clint. Se c'è una cosa che ultimamente gli sta a cuore è l'introspezione, unita all'evoluzione psicologica dei suoi personaggi. MILLION DOLLAR BABY infatti parte lentamente sfornando minuto dopo minuto ogni singolo particolare fisico e psicologico dei ruoli, prende corpo nel senso più giusto fino a spegnersi dietro la finestra sudicia di una taverna che prepara torte di limone fatte in casa. Un pò come MYSTIC RIVER, Eastwood infatti fa dell'evoluzione il punto forte del film. Attenzione, non è un film propriamente sulla boxe; è un film sulla solitudine, sull'amore paterno, sui fantasmi che ogni giorno bussano alla nostra porta, mentre il mondo fuori appare sleale (l'incontro di Las Vegas, ma anche il ricondurre temporaneo di Eastwood al destino, affibbiando le colpe ad altri), e per certi versi demenziale (che carriera potrà mai avere il rimbambito Danger, che scruta inebetito una bottiglia d'acqua ghiacciata?). Capitolo Eastwood: il regista è sobrio, asciutto, classico, ma l'Eastwood regista resta da vedere, secondo me, nell'insieme di tutto, soprattutto del cast; l'attore invece appare leggermente soffocato dall'età, ma è perfetto per come è rappresentato, volutamente sottotono e rimuginante nei suoi silenzi. Niente più Poncho, niente più 44 Magnum, vedere Clint che piange fa capire il suo stato di maturità assoluta, la sua faccia contratta e la sua barba incolta lo portano a svestire i panni dei vari Callaghan e Gunny o i pistoleri con i pezzi di stufa al posto del cuore, ma gli fanno comunque indossare panni di altrettanto bellissimi personaggi. Capitolo Swank: gli scettici si ricredano. Bravissima, se le danno un altro Oscar se l'è meritato di brutto. In effetti c'è una certa affinità con il suo ruolo di BOYS DON'T CRY, quella persona dalle mille sfaccettature, tra l'insicuro, il determinato e il tenero, tutto riconducibile al passato, ma anche ai bastardi che le vivono intorno (si vedano le due scene con la madre). Quindi pollice alzato per una grande performance. C

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2005 - Oscar [Academy Awards] - Miglior attrice - Swank Hilary
2005 - Oscar [Academy Awards] - Miglior attore non protagonista - Freeman Morgan
2005 - Golden Globe - Miglior attrice in un film drammatico - Swank Hilary

  • Produzione: 01 - Home Entertainment, 2005
  • Distribuzione: Rai Cinema - 01 Distribution
  • Durata: 137 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital EX 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Inglese; Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: interviste; trailers; spot tv; speciale
  • Allegati: confezione speciale