Il mio Carso

Scipio Slataper

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Anno edizione: 2011
In commercio dal: 16 giugno 2011
Pagine: 132 p., Brossura
  • EAN: 9788842547341
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Il Carso, regione aspra e composita, abitata da popoli e lingue diversi, in cui gli elementi selvaggi della natura e barbari della gente si contrappongono alle convenzioni borghesi cittadine, offre rifugio all'Autore in un momento di profonda crisi personale. Nasce così un'"autobiografia lirica", come amava definirla Slataper, che seguendo il flusso dei ricordi racconta particolari della sua infanzia e della sua adolescenza, gli amori, Trieste e l'irredentismo, i suoi tormenti di giovane di una terra di confine alla ricerca di una propria identità linguistica, culturale e morale. La sua scelta di essere italiano lo porterà, pochi anni dopo, a morire per l'Italia, come tanti giovani intellettuali della sua generazione, caduti nella Grande Guerra. Pubblicato per la prima volta a Firenze, nel 1912, nella Libreria della "Voce", Il mio Carso è il primo capolavoro della letteratura triestina del Novecento e l'opera più importante di Scipio Slataper.
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  • Scipio Slataper Cover

    (Trieste 1888 - monte Podgora 1915) scrittore italiano. Ancora liceale, fu introdotto negli ambienti irredentisti e socialisti di Trieste dal suo maestro e amico F. Pasini. Trasferitosi a Firenze nel 1908 per frequentare l’Istituto di studi superiori, cominciò a collaborare con le Lettere triestine a «La Voce», di cui (dopo un viaggio in Austria e in Germania fertile di esperienze umane e culturali) divenne segretario di redazione per pochi mesi, dal dicembre 1911 al marzo 1912. Lasciato l’incarico in seguito a uno scontro con Papini, scrisse novelle per ragazzi sul «Giornalino della domenica» di Vamba (L. Bertelli); intanto traduceva la Giuditta (1910, in collaborazione con M. Loewy) e il Diario (1912) di F. Hebbel, curava un’edizione dell’Epistolario di T. Tasso (1912) e portava a termine... Approfondisci
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