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Chaim Potok

Traduttore: D. Saroli
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2011
Pagine: 317 p., Brossura
  • EAN: 9788811632153
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Recensioni dei clienti

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    Simona Soci

    04/06/2015 16.07.12

    Una storia ricca, dolorosa e forte. La scrittura è asciutta, come l'educazione del protagonista, come i gesti di affetto condizionato e profondo di un padre a cui è impossibile uscire dal proprio credo, come gli imperativi imposti dal talento artistico. Bellissimo. Consiglio la lettura in lingua originale.

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    Davide

    01/05/2015 00.21.28

    piatto, sciatto, banale. la tecnica di scrittura è buona, ma nei fatti non esprime nessuna emozione, i personaggi sono stereotipati e privi di realtà. Quando non annoia, stanca. Fortemente sconsigliato tanto a chi ama la letteratura ebraica (da Kafka ai fratelli Singer) quanto a chi ama i romanzi di formazione (dalla Burnett alla Rowling).

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    B63

    23/09/2014 17.20.58

    Bellissima storia di un sogno caparbiemente inseguito. Ottimo lo stile letterario.

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    Anna

    13/10/2013 19.22.35

    Trattato di estetica sotto le spoglie del romanzo di formazione. Un grande esempio di letteratura contemporanea che propone, con originalità e rigore stilistico, un insieme sorprendentemente armonico di argomenti: uno spaccato di cultura e religione ebraica, un bignami di storia dell'arte e la delicata magia di sentimenti, passioni e fatica nella migliore tradizione del Bildungsroman.

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    barbara

    06/12/2012 21.11.01

    E'la storia di un genio dell'arte, dalla sua infanzia all'età matura. Non solo, è la storia di un dono che nasce in una famiglia ebrea ortodossa che non è in grado di capirlo, quel dono. Eppure in qualche modo viene rispettato. Il ragazzino cresce assecondando la sua passione a costo di calpestare le tradizioni della famiglia, della religione. La bellezza di questo libro sta, secondo me, nelle contraddizioni e nei conflitti che racconta spostando le prospettive senza mai perdere il fuoco sul protagonista. Io che, se mi mettono una matita in mano, al massimo riesco a disegnare un omnino come quello del gioco dell'impiccato, ho provato, leggendo, la magia del disegno, la sensazione potente e involontaria dell'espressione artistica. E' un libro leggibilissimo, scorre veloce. Ma è coinvolgente come un fiume in piena.

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    Lupo '58

    25/11/2012 17.27.54

    Romanzo molto intenso e profondo. Chaim Potok esprime meravigliosamente l'intenso travaglio interiore dell'Io narrante, Asher, bambino ebreo nato con il "dono" dell'arte, continuamente combattuto tra il suo irrinunciabile bisogno di esprimere i propri sentimenti attraverso la pittura e il suo credo religioso, in netto contrasto con le sue aspirazioni, in quanto condanna l'arte figurativa come contraria a Dio. La crescita di Asher, fino alla sua definitiva affermazione come grande artista, crea intensi contrasti fra lui e la sua famiglia, soprattutto con il padre,rappresentante di spicco della comunità Ladover di Brooklyn. La lettura è impegnativa, ma molto interessante, soprattutto per quanto concerne alcuni aspetti della tradizione e dell'ortodossia ebraica ed i suoi riflessi sulla vita dei membri della comunità. Ho trovato assolutamente stupenda la parte del libro in cui si sviluppa il rapporto tra Asher e Jacob Kahn, scultore ebreo non osservante, che per decisione del Rebbe, il capo spirituale degli Chassid Ladover, gli farà da guida nella sua crescita artistica e umana. DA LEGGERE E MEDITARE.

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    ant

    19/07/2012 23.30.26

    Bel romanzo, avvolgente e pregno di umanità. Lo scrittore entra proprio dentro l'animo del protagonista, Asher tredicenne ebreo con la passione x la pittura, e ne sviscera ogni tipo di emozione e sensazione. Il romanzo è ambientato negli USA, dove vive la famiglia di Asher, ebrei chassidici molto rigorosi e rispettosi di forme,usi,costumi e tradizioni. Il piccolo Asher fin da subito capisce che il sacro fuoco dell'arte, e della pittura in particolar modo, arde dentro di lui e si esercita a modo suo prima , con accuratezza e ricercatezza poi. Quello che colpisce di questo libro è proprio la capacità di far emergere le proprie attitudini e predisposizioni a discapito di pregiudizi,preconcetti, chiusure mentali e tutte le forme possibili di impedimento che possano ostacolare il percorso verso il raggiungimento di un traguardo. Non sto qui a descrivervi tutte le traversie che capitano ad Asher nel corso del romanzo, dico solo che Potok è mirato e oculato e sa far percepire al lettore la carica e la passione che il protagonista mette sia nei quadri che dipinge, che nei rapporti umani con gli altri personaggi che incontra. Per concludere voglio riportare un breve passaggio estratto dal libro "Lo spirito dell'arte", testo ricevuto dal pittore Jacob Khan che risulterà fondamentale nella formazione artistica di Asher ...""ogni grande artista è un uomo che si è liberato della sua famiglia,della sua nazione,della sua razza. Ogni uomo che ha mostrato al mondo la via alla bellezza,alla vera cultura, è stato un ribelle, un "universale" senza patriottismo,senza casa,che ha trovato la sua gente in ogni dove""...

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    Valerio

    12/03/2012 14.27.52

    Dico solo: me-ra-vi-glio-so. Un libro emozionante che ti prende pagina dopo pagina fino alla fine. Il capitolo sul viaggio a Firenze da solo merita tutto il libro. Ho letto e riletto varie volte la parte quando Asher Lev vede la Pietà per la prima volta, ed ogni volta mi sono ritrovato con gli occhi umidi. Chaim Potok scrive da Dio.

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    Rain

    23/09/2011 17.22.38

    Onestamente, nonostante l'argomento indubbiamente interessante, non mi ha trasmesso granchè, i personaggi (i genitori di Asher, Asher stesso, i parenti) mi sono sembrati tutti molto vacui, solo accennati e comunque sempre con tonalità nagative. Solo Jakob Kahn mi ha trasmesso un'emozione. Peccato, avevo grandi aspettative quando l'ho iniziato. Rain

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    Anna

    20/05/2011 23.27.36

    Non bello come Danny l'eletto ma comunque piecevole e interessante per il contesto in cui si svolge la vicenda.

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    Gabriele

    21/02/2011 12.46.21

    Meraviglioso! travolgente e sconvolgente! denso, pieno e potente! Che farò quando mio figlio intraprenderà una via che non condivido? Come ho vissuto il rapporto con mio padre? E' impensabile che la storia di un piccolo ebreo osservante e genio della pittura abbia la forza di toccare così in profondo la mia persona e i passi della mia vita!! L'ho letto tutto d'un fiato, come se fosse un thriller ma è il cuore e il suo abisso che risucchiano nella lettura. Una vera passione veramente vissuta ha davvero la potenza di sconvolgere!

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    Standbyme

    14/10/2009 11.06.24

    Ben scritto i personaggi sono tratteggiati con molta abilità, traspare tanta forza interiore in alcuni di loro, primo tra tutti il piccolo Asher Lev, che sfiderà genitori, tradizioni, credenza religiosa pur di seguire e studiare la sua passione: l’arte della pittura. Troverà molti ostacoli nel suo lungo cammino, ma anche complici, comprensione, aiuto e, cosa più importante, la dimostrazione che nonostante tutto anche in una comunità ortodossa ebraica c’è tolleranza. Molto belle le figure del padre e della madre che faranno di tutto per comprendere e anche assecondare, fino ad un dato punto, il piccolo Asher. Cercheranno nel contempo di farlo desistere da ciò che lo porterà ad andare contro le radicate tradizioni della comunità in cui vivono e non potranno sopportare l’ultimo “affronto”, e qui sono dalla parte dei genitori, quando le loro immagini saranno raffigurate sul principale simbolo di un’altra religione. Non si può non fare un raffronto con “Chiamalo sonno” di Henry Roth ma mentre quest’ultimo è un vero capolavoro il romanzo di Potok può essere definito “solo” buono, intenso e significativo.

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    Tiziana

    16/03/2009 21.50.55

    E' un libro che non solo ci fa conoscere una dimensione sconosciuta, ma ce la fa anche vivere. Sembra, infatti, di vivere con lui, di respirare l'atmosfera di quella famiglia dalle tradizioni così forti e radicate e così diverse dalle nostre. Sembra di vivere con lui il conflitto che lo pervade: il suo dono e la sua religione che , pur convivendo perfettamente dentro di lui, non possono convivere nel mondo in cui vive. Lo consiglio vivamente soprattutto a chi ha voglia di conoscere altri insospettabili modi di vivere.

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    M. T.

    26/01/2009 11.37.51

    Un ebreo che invece di ascoltare guarda, ecco il vero rinnegamento della propria tradizione...Proprio un bel libro!

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    Monica

    18/01/2009 19.14.55

    Libro splendido, straordinario, imperdibile! L'autore ha saputo rendere con profondità psicologica il travaglio interiore del protagonista sospeso tra il suo genio artistico e la rigidità di un ambiente limitante.

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    Federica

    16/11/2008 19.46.39

    Davvero molto bello. Lo consiglio.

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