Il miracolo scippato. Le quattro occasioni sprecate della scienza italiana negli anni Sessanta

Marco Pivato

Editore: Donzelli
Collana: Virgola
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 14 ottobre 2010
Pagine: VII-197 p., Brossura
  • EAN: 9788860365422
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Descrizione
Agli inizi degli anni sessanta, l'Italia vantava alcuni poli di eccellenza scientifico-tecnologici che il mondo le invidiava in quattro settori strategici: informatico, petrolifero, nucleare, medico. Oggi, in pieno terzo millennio, è il fanalino di coda tra i paesi più sviluppati proprio per scarsità d'innovazione e ricerca. Perché? Un libro-inchiesta ricostruisce la storia di quattro casi emblematici del modello di sviluppo avviato e smantellato in quegli anni a tempo di record, evidenziando il filo rosso che li lega e che spiega perché ciascuna di quelle esperienze è fallita. Il caso Olivetti, il caso Mattei, il caso Ippolito e il caso Marotta, vale a dire nascita e morte della rivoluzione informatica che ha portato alla progettazione del primo pc e dei primi microprocessori del mondo; inizio e fine dell'autonomia energetica del paese, oltre che della competizione col monopolio angloamericano del petrolio; soppressione del Cnen, che ci aveva portato al terzo posto per produzione di energia elettrica di origine nucleare; decapitazione dell'Istituto superiore di sanità, che fece dell'Italia uno dei primi tre produttori di penicillina grazie anche all'invenzione del microscopio elettronico. Quattro incubatrici di un modello di sviluppo economico e sociale basato sulla ricerca scientifica, gettate alle ortiche tra le faide politiche interne e le pressioni e i sabotaggi internazionali in piena guerra fredda.

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    Marco78

    20/07/2011 22:58:47

    Quattro coraggiosi tentativi di dare un futuro dignitoso al nostro Paese e quattro clamorosi fallimenti, non dovuti, però, all'incapacità di chi quei progetti li ha portati avanti ma alla miopia e limitatezza culturale di un intero "sistema Paese". Quello che emerge dalla lettura di questo libro non è solo l'incapacità della classe politica di guardare avanti (elemento tipico della politica italiana e ormai tristemente noto da tempo), quanto più l'ostruzionismo e la mancanza di appoggi provenienti anche dagli ambienti industriali dell'epoca, culturalmente inadeguati per comprendere le grandi potenzialità di progetti quali quelli di Mattei o Olivetti. La cronica e malsana commistione tra politica, economia, industria e sistema bancario ha poi contribuito a fare tutto il resto. E così, a oltre 40 anni di distanza da quelle imprese figlie del boom economico, ci ritroviamo ad essere dei pionieri che avevano delle buone idee e che avrebbero potuto imporsi a livello internazione in svariati settori. In Italia furono poste, infatti, le basi della fisica atomica grazie ai lavori di Enrico Fermi ma i vantaggi del nucleare civile se li sono goduti altri Paesi. In Italia nacque il primo Personal Computer della storia (la "Perottina" della Olivetti) ma il sogno del PC per tutti, negli anni '70, si concretizzava per mano della Apple mentre la Olivetti già viveva il suo declino. Ovviamente parlando di storie come quella di Mattei il rischio è quello di ricadere nella fanta-politica, negli intrighi internazionali e quant'altro; ma ciò che emerge da questo libro non va in questa direzione. Ciò che emerge è solo l'immagine di un Paese incapace di innovare e privo di cultura scientifico-tecnologica, purtroppo, ancora oggi: la disinformazione e molte leggende metropolitane riguardanti gli OGM, per esempio, non sono altro che la naturale conseguenza di quella atavica arretratezza che negli anni '60 portò al fallimento delle grandi imprese riassunte con dovizia di dettagli nel libro.

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