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Ilaria Mavilla

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2012
Pagine: 125 p. , Brossura
  • EAN: 9788807019159
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Il Miradar, che dà il titolo all'esordio narrativo di Ilaria Mavilla (fiorentina, classe 1980), è un locale fatiscente situato in una sorta di no man's land tra Campi Bisenzio e Prato: un ristorante decaduto e, quando occorra, albergo a ore che si trasforma, al calar della notte, in una discoteca nella quale le cubiste si esibiscono in danze erotiche sotto croci illuminate. Attorno a questo locale, destinato a imprimersi fin da subito nella memoria del lettore, ruotano le vite dei cinque personaggi (quattro donne e un uomo) che sono insieme i protagonisti e i narratori della vicenda romanzesca. Margherita è un'aspirante scrittrice di famiglia operaia che per pagarsi gli studi universitari inizia a lavorare come cubista nel locale. Qui incontra la romena Barbara, costretta a spostarsi continuamente da un luogo all'altro insieme al figlio Anghel perché il suo ex compagno la perseguita e la insegue; anche lei fa la ballerina al Miradar per sbarcare il lunario e risparmiare qualche soldo che le permetta di trasferirsi, con il figlio, in un luogo più sicuro. Nel locale lavora anche l'affascinante e malinconica Clarissa, la quale si illude di poter cambiare la propria vita affidandosi alle improbabili promesse del losco e violento fidanzato Cheese. Di lei è segretamente innamorato Sugar, il proprietario del Miradar, depresso e alcolizzato cronico, che si vede ormai costretto a mettere in vendita il locale a causa dei debiti. Tra i protagonisti-narratori c'è anche la prostituta Marilù, che negli incontri con il suo cliente più affezionato, il vedovo Pepi, recita la parte della moglie di questi, indossando una parrucca. Marchiati a fuoco dal dolore delle proprie rispettive esistenze, i personaggi principali del romanzo di Mavilla sono reietti, disadattati, frustrati; vivono ai margini della normalità: in questo senso l'ultraperiferico Miradar (collocato "in mezzo al nulla (…). Solo chi aveva la macchina in panne o voleva andare a puttane si fermava") è un luogo dell'anima assai più che un posto fisico. L'autrice riesce a intrecciare efficacemente le diverse storie, usando una procedura narrativa influenzata da modelli cinematografici (non per nulla, Mavilla ha al suo attivo alcuni testi per il cinema e il teatro), ancor più che letterari: penso specialmente al Quentin Tarantino di Pulp fiction, citato a più riprese nel romanzo, e all'Altmandi Short cuts. Come in questi film, le storie apparentemente autonome dei personaggi di Miradar confluiscono in un plot avvincente, non privo di colpi di scena. Margherita avrà una relazione con un membro di una banda di agguerriti neofascisti che propagandano le proprie idee in mezzo al vuoto ideologico che li circonda; quanto a Sugar, incoraggiato da Clarissa, avrà un appuntamento con un'inquieta e magrissima ragazza contattata attraverso il sito internet di un'agenzia matrimoniale; Marilù cercherà invece di far incontrare Pepi con la figlia dalla quale egli si era allontanato dopo la morte della moglie; mentre Barbara dovrà affrontare il suo ex compagno, che è riuscito a ottenere il suo indirizzo da alcuni malviventi. La vicende avranno esiti violenti e sanguinosi, e il finale, che non possiamo svelare, non sarà propriamente lieto; l'unico antidoto al male che dilaga sarà il filo esile ma resistente della solidarietà emotiva che si instaura tra i cinque personaggi: una segreta complicità cui sarà affidato l'ultimo barlume di speranza. Raoul Bruni

Recensioni dei clienti

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    Umberto Mottola

    23/06/2013 20.42.03

    Romanzo breve che per stile di scrittura e per atmosfere ricorda molto Charles Bukowski. Romanzo crudo, con personaggi disperati, che sembra ambientato a Los Angeles piuttosto che in Toscana. Anche se le storie in qualche modo sono collegate, la narrazione risulta un po' frammentaria. Non è uno scherzo accendedere e spegnere i riflettori su ben cinque personaggi diversi.

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