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Charles King

Traduttore: P. Arlorio
Editore: Einaudi
Collana: La biblioteca
Anno edizione: 2014
Pagine: XV-319 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788806217969
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  A meno di un anno di distanza dalla traduzione della storia di Odessa, Einaudi presenta al pubblico italiano la storia del Caucaso scritta dallo stesso autore. Il volume offre una ricostruzione complessiva delle vicende delle diverse popolazioni di questo massiccio montuoso, concentrandosi soprattutto sull'età moderna e contemporanea. Considerata la grande complessità dell'intreccio culturale e linguistico caucasico, King ha saputo svolgere un lavoro eccellente, scegliendo nella miriade di eventi e di storie personali quelle che meglio illustrano la contrastata storia di questa regione. Il titolo è una citazione dal poema Il prigioniero del Caucaso di Aleksandr Puškin e anticipa una delle linee interpretative più interessanti del libro: King dedica infatti molto spazio alla ricostruzione dell'immaginario russo ed europeo del Caucaso a partire dalle prime spedizioni geografiche del XVIII secolo. Sicuramente ispirato dal celeberrimo Orientalismo di Edward Said, King non si perde però in disquisizioni teoriche e, avendo bene in mente anche il lettore completamente digiuno di post-modernismo e linguistic turn, presenta con grande chiarezza le origini delle immagini stereotipate degli abitanti del Caucaso (dal montanaro guerrigliero alla fatale donna circassa) svelando quanto di vero e di inventato ci fosse in ciascuna rappresentazione. Altrettanto interessante è l'ultimo capitolo, dedicato al periodo post-sovietico: il trionfo dell'ideologia nazionale e le sue dolorose conseguenze, come la guerra in Cecenia, vengono analizzate con uno sguardo attento e obiettivo. Non resta quindi che rammaricarsi che nel volume manchino i più recenti sviluppi, come l'invasione russa della Georgia del 2008, che avrebbero sicuramente fatto gola al lettore.   Simone Bellezza