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J. Gottlieb Fichte

Curatore: D. Fusaro
Editore: Bompiani
Collana: Testi a fronte
Anno edizione: 2013
Pagine: 477 p. , Brossura
  • EAN: 9788845272387

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    Stefano Bosio

    24/06/2016 20.01.47

    Molto completa e dettagliata questa edizione della "Missione del dotto" curata dal preparatissimo Diego Fusaro. L'introduzione ricostruisce abilmente il clima culturale e sociale di Jena, della Germania e della Rivoluzione francese di fine '700. Precisi i riferimenti dell'autore rispetto al fatto che il centro della Grundlage intesa come fondamento metafisico è connesso con la missione del dotto che con le pubblic lessons tenute a Jena, ma non solo, si occupa della vita e della prassi del popolo. In Fichte trionfa l'esigenza di denunciare con la pagina scritta la corruzione dei governanti. Questo dice è il compito della sua vita. La critica fichtiana alla dialettica del lusso sfrenato, già cara a Mandeville, ma come non ricordare Adam Smith e Adam Ferguson con l'etica della simpatia il primo e con la necessità dei legami comunitari il secondo, ci porta a riflettere sulla mancanza delle virtù sociali, sul rischio di infiacchimento delle anime nella prima società capitalista. Insomma come Socrate, Fichte dialoga con e nella piazza. Di Hegel l'affermazione che Fichte ha il genio di Socrate per capire la filosofia di Kant. E Holderlin dice che Fichte è "Un titano che combatte per l'umanità" e che la sua filosofia non resterà chiusa nelle aule universitarie. Dal lavoro di Fusaro emerge con chiarezza divulgativa e con rigore scientifico la vicenda biografica fichtiana e il contenuto straordinario teoretico della sua filosofia. L'Idealismo è la vera scienza della libertà e scienza della scienza. La scansione meno convincente di Fusaro è il modo in cui fa rientrare la prassi fichtiana all'interno del fondamento teoretico della Grundlage. Si sarebbe dovuto dare spazio al fatto che il non-Io è ammesso dallo stesso Fichte come cosa in sé non dommatica. La realtà esterna al soggetto esiste all'interno del soggetto stesso. È un suo prodotto. Come disse Salvucci, "Cosa resterebbe da fare all'uomo se l'Io fosse posto una volta per tutte?" E al dotto aggiungo Io?

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