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scheda di Bigliosi, C., L'Indice 1998, n. 9

Una delle immagini più familiari ai lettori di Verlaine è il ritratto di Cazals dove il poeta, di spalle, è avvolto da un mantello blu e si appoggia faticosamente a un bastone. L'impressione di tormentata solitudine racchiusa nel piccolo disegno e le note vicende che videro Verlaine protagonista della burrascosa avventura con Rimbaud, non sono modificate in modo determinante dalle "mémoires" della sua giovanissima moglie, Mathilde Mauté. L'intento dichiarato di Mathilde è smentire le forzature contenute nella biografia di Verlaine a cura dell'amico Lepelletier che la dipingerebbero moglie impaziente di un artista esigente. L'apologia di Mathilde tratteggia la breve convivenza della giovane donna con il poeta: a sedici anni si innamorò delle sue poesie e si fidanzò, si sposò a diciassette e si separò a diciannove, abbandonata da un obnubilato Verlaine. "Verlaine divenne un essere cattivo, odioso, brutale, sempre ubriaco, bugiardo, fiacco, ipocrita, di una malvagità tetra e raffinata (...) Quali furono le cause della mia infelicità, della mia vita spezzata e, più tardi, della triste e avventurosa esistenza di Verlaine? Rimbaud! L'assenzio!" Pur non aggiungendo molto a ciò che vi è di noto nella biografia del poeta, le "mémoires" di Mathilde rappresentano tuttavia uno dei ritratti più originali e vividi della Comune e della Parigi fine secolo.

Le memorie di Mathilde Verlaine sono uniche perché, mentre gioca a fare la moglie bambina nel suo salotto di seta ciliegia, la storia è feroce, e gli eroi e gli artisti più grandi del tempo e la leggendaria passione dei poeti maledetti le attraversano la vita. Racconto vivace della vita quotidiana parigina nell'Anno Terribile.