Traduttore: A. Tagliaferri
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 31 maggio 2005
Pagine: 222 p., Rilegato
  • EAN: 9788806176174
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Descrizione

"Molloy" è il primo capolavoro della "Trilogia": personaggi che cercano instancabilmente la propria identità, un movimento a spirale di riflessioni che ruotano sempre più vicine al nulla. Molloy, misero e inerme, è rinchiuso nella stanza della madre morta e scrive in continuazione. Ogni settimana uno sconosciuto porta via tutto ciò che ha scritto offrendogli del denaro. Molloy racconta la sua inutile odissea trascorsa in cerca della madre. Nella seconda parte, Moran descrive la stessa storia di Molloy da un punto di vista completamente opposto: egli è un agente privato, la sua follia paranoica si esprime in gretto sadismo e severo autocontrollo, il suo compito è dare la caccia a Molloy.

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Recensioni dei clienti

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    Borromini

    24/02/2015 11:53:27

    Il commento di rogopag99 descrive in pieno la grandezza di questo testo.

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    rogopag99

    20/06/2005 20:26:04

    Esce in versione singola, "Molloy" di Samuel Beckett, primo volume della trilogia già ripubblicata anni fa da Einaudi. "Molloy" è l'abbrivio verso quel punto zero della narrativa che Beckett raggiungerà con "L'Innominabile". Siamo già qui pienamente all'interno del caos, di quell'universo assurdo che è la cifra post kafkiana dell'intero Novecento. Le parole non possono più dire se non che non c'è niente da dire, quel "niente" che è la vita stessa, il suo vuoto di senso in cui galleggiano come relitti gli uomini, la civiltà, la cultura. Il grottesco e il tragicomico sono le possibilità espressive più consone per riuscire a dare forma all'informe, attraverso una comicità dirompente, abrasivamente nera, spietata. Macchina narrativa ancora joyciana, ricca di rimandi intertestuali, di mitologemi, di citazioni palesi e celate, "Molloy" è una delle creazioni poetiche insuperate del secolo che abbiamo da poco alle spalle. Per fare impallidire tutti quelli che dopo questo, dopo la trilogia, hanno creduto e ancora credono di potere contrabbandare i loro esercizi manieristici per Arte.

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