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Niccolò Ammaniti

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Pagine: 367 p. , Brossura
  • EAN: 9788806212407

Dopo aver pubblicato diversi romanzi, fra i quali Io non ho paura (trasposto in versione cinematografica da Gabriele Salvatores), e Come Dio comanda col quale ha vinto il Premio Strega nel 2007, Ammaniti torna alla scrittura, ma lo fa oggi in modo diverso. Stavolta infatti lo “scrittore cannibale” ha deciso di sfidare lettori ed editori pubblicando una raccolta di racconti. Il titolo è quanto mai significativo: il momento è delicato, a sottolineare che, nonostante le difficoltà economiche, nonostante la complessa situazione che il mondo dell’editoria sta attraversando, e nonostante il racconto sia una forma letteraria di scarso successo in Italia, lui non ha intenzione di arrendersi. Il suo gesto, in parte provocatorio, ha a che fare con la sua vocazione di scrittore: se scrivere un romanzo equivale a scalare una montagna e necessita della luce del sole, un racconto può essere scritto anche di notte, quando l’insonnia impedisce di dormire. È proprio in quei particolari momenti, al buio, che nascono delle idee, piccole intuizioni che, simili a lampi di luce o allo scatto di una corsa, poi si trasformano in storie.
Il momento è delicato raccoglie racconti brevi, brevissimi o più lunghi. I protagonisti sono quasi sempre persone comuni, il vicino della porta accanto, lo studente squattrinato o il marito fedifrago. Storie di vita quotidiana, come la morte di una donna anziana o la separazione di una coppia, ma anche vicende grottesche e quanto mai assurde, come l’apparizione improvvisa di un mostro o l’incontro di un maniaco sessuale con una presunta Alba Parietti a Villa Borghese, o ancora la storia di uno studente che rischia di essere colto in flagrante nel mezzo di un incontro con la figlia della sua professoressa d’italiano.
Dei 16 racconti che compongono il libro, due dei quali scritti a quattro mani con l’amico Antonio Manzini, alcuni sono già apparsi su rivista o su antologie varie, e coprono un arco temporale molto vasto, che va dal 1993 – quando Ammaniti, ancora studente all’Università, scrisse il suo primo racconto – al 2012. Ciò spiega anche la diversità stilistica e di genere che caratterizza la raccolta.
Lo stile scorrevole e leggero, il tono acceso e divertente, sono le cifre che caratterizzano la scrittura di Ammaniti e gli permettono, mescolando serio e faceto, di muovere la sua personale critica alla società e al tempo stesso di divertire il pubblico. Una lettura piacevole e “un po’ caciarona”, i racconti di Ammaniti suscitano la stessa ebbrezza di una notte di passione.

Recensioni dei clienti

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    Luca

    08/07/2015 14.25.32

    Mi aspttavo di più. Ho letto quasi tutti i libri di ammaniti, ma questo mi ha un po' deluso, a parte un paio di racconti veramente degni di nota, il resto sembra raffazzonato tanto per pubblicare qualcosa. Mi chiedo dove sia andato a finire l'Ammaniti di "Ti Prendo e Ti Porto Via", "Fango" e "Come Dio Comanda".

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    cristina

    13/05/2014 11.51.57

    Il "pulp" non è cosa per gli italiani. E probabilmente neanche lo splatter. Io odio lo splatter e il trash e in questa raccolta ho trovato entrambi. Preferisco l'Ammaniti "serio", profondo. Forse riesce a dare il meglio di sé solo con i romanzi dove riesce a tratteggiare meglio i personaggi e le situazioni, che sono perlomeno realistiche.

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    alessandro

    10/12/2013 19.19.03

    Nella prefazione l'autore dice che i racconti non vendono in Italia. Ora, non è un problema di racconti o romanzo qui. Il vero problema è che si passa dall'inverosimile al vuoto assoluto. La consistenza delle storie è pari a zero e il prodotto finale è la noia più disperata. Mi piace moltissimo Ammaniti e continuerò a leggerlo, ma solo quando sarà nuovamente capace di emozionare. Così no. Daje Niccolò!

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    Giancarlo Iacono

    21/10/2013 14.19.05

    La caratteristica migliore di Ammaniti è la sua maestria nel costruire i personaggi. I suoi personaggi "si vedono" tanto sono chiaramente dipinti. Altra cosa: con Ammanniti si ride e molto. Certe batture tipiche della romanità dei suoi personaggi mi hanno letteralmente fatto esplodere dalla risate. Non è poco e non è da tutti.

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    paolo

    13/09/2013 14.27.22

    Alti e bassi come in tutte le raccolte di racconti. A volte comico e grottesco, a volte noioso e troppo macabro. Tutto sommato mi e' piaciuto

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    Tiziana

    08/08/2013 16.53.10

    Illeggibile. Ho sopportato a stento i primi 5 racconti e poi ho mollato la presa. A me il genere Racconto piace molto (checché ne dicano gli editori che lo vedono poco commerciale), ma qui è tutto un susseguirsi di scene assurde, inverosimili, troppo sopra le righe. Splatter? Ma credevo che Ammaniti fosse un tipo profondo, mica uno che ha spregio di tutto! Altro non posso dire perché non l'ho finito.

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    farfallina

    02/08/2013 10.00.54

    sarà anche splatter, pulp e tutto quello che si vuole, ma secondo me Ammaniti è riuscito, dietro la surrealità e il grottesco e con un linguaggio stilisticamente semplice, e a tratti ironico, a far intravedere ai lettori attenti, le inquietudini del nostro tempo, e a farci riflettere, se riflessioni si è disposti a fare. Impresa non da poco, direi. Personalmente, a differenza della maggioranza, adoro leggere racconti :)

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    Cristina

    29/07/2013 11.29.33

    Ciao, premesso che non sono un'amante dei racconti, ho vuluto comunque acquistare questo libro perchè Ammaniti mi piace moltissimo e non mi ha mai delusa. Purtroppo "Il momento è delicato" l'ho trovato veramente assurdo e per la maggior parte dei racconti privo di senso. Forse l'unico racconto che mi sento di "salvare" è "Il mio tesoro" perchè ha un senso dall'inizio alla fine. Comunque credo che questa sia una parentesi della vita dello scrittore, sicuramente comprerò il prossimo libro. Ciao Cristina

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    Sebastiano

    28/07/2013 19.44.20

    Che dire?! A me lo stile di Niccolò Ammaniti piace e penso che questo libro si inserisca idealmente in quel percorso che l'Autore ha intrapreso con "Fango" e che poi ha trovato l'apice (almeno finora) con "Che la festa cominci"! Trattandosi di una raccolta di racconti ce ne sono alcuni che svettano sugli altri (ad esempio, l'Apocalisse, Sei il mio tesoro e Fa un pò male) e che da soli ne giustificano l'acquisto. Il voto (3) si giustifica sulla base del fatto che si può fare di meglio (conoscendo il talento dell'Autore)e che alcuni racconti sono francamente inutili (messi lì sono per arrivare ad un certo numero di pagine, sembrerebbe). Detto ciò, aspettiamo con ansia il prossimo.

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    Orne

    28/06/2013 14.59.14

    Io amo i racconti brevi e le raccolte di racconti brevi, ma la raccolta "I momento è delicato" non mi ha entusiasmato. Racchiuderei il mio giudizio in una parola:"Artificioso". Sembra che l'intento principale sia quello di stupire per forza il lettore, con un risultato complessivo non molto positivo. Scrittore di indubbia classe, ci aspettiamo da lui sempre il massimo.

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    Manuel

    30/01/2013 11.06.08

    SIGNORE E SIGNORI, VI PRESENTO NICCOLÒ AMMANITI. Surreale, splatter, "pulp", cinico, tragicomico, spietato, violento e volgare. Questi sedici racconti, secondo me uno più bello dell'altro, sopra le righe ed esageratamente grotteschi, fanno sorridere, rabbrividire dal disgusto e ridere a crepapelle. Per chi ha apprezzato Fango, questo è un vero regalo da parte dello scrittore romano che, come spiega nella prefazione, considera le raccolte di racconti come una sorta di sfogo delle sue fantasie più perverse, mentre i romanzi sono qualcosa di più superiore. Ecco, a mio avviso questo libro bisogna leggerlo in quest'ottica, cioè sapendo che tutto ciò che vi è stato riversato entro, è tutto frutto di una fantasia esagerata ed agitati pensieri notturni. Voto: (se si potesse) 6/5

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    Appians

    13/01/2013 19.01.55

    Vado controcorrente rispetto a tante recensioni. Il libro mi è piaciuto. Questi racconti sono Ammaniti. Il suo modo di scrivere è cosi: ridondante, esagerato, cinico, cattivo. Spesso sopra le righe, sfiorando e a volte superando volutamente di gran lunga la soglia del buon gusto.Io amo il suo coraggio, il suo modo di affrontare anche argomenti scomodi e sgradevoli senza trincerarsi dietro a uno stucchevole e comodo buonismo. Ammaniti spazza via tutti i luoghi comuni e lo fa essendo estremo. Mi rendo conto che come tutte le cose estreme o si ama o si odia. Ma Se si sta al suo gioco il divertimento è assicurato.

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    Brunella

    19/11/2012 19.04.37

    Violento, volgare, orribile. Lo definirei "splatter" come alcuni movie alquanto discutibili. Non potendo dare zero ho dovuto dare 1. Ho letto altri libri di Ammaniti ma ultimamente è caduto molto in basso. Con me ha chiuso.

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    John

    25/10/2012 13.02.17

    Non condivido la severità di alcuni lettori nei confronti di questa raccolta di Ammaniti. I racconti mi piacciono tutti, sono belli e profondi di quella profondità che lui riesce a dare alla superficie. Un talento raro negli scrittori, soprattutto in quelli italiani. La storia di Flavione è a tratti struggente, come si può dire che dileggi la disabilità? Mi pare invece che la comprenda in modo sincero e poetico, seppure sembrerà inadeguato questo aggettivo per un testo dai toni pulp. Tutti i racconti sono pieni di fantasia e realismo, di lerciume e pulizia. Secondo me, i meno efficaci sono invece quelli di "Rane e girini". La penna dell'autore sembra controllarsi, frenarsi per delicatezza e perdere, quindi, di autenticità. Li trovo più convenzionali. Condivido poi in pieno l'ironica denuncia di Ammaniti nei confronti del razzismo editoriale che colpisce i racconti. Io li amo molto, ma per trovarne di veramente belli bisogna rivolgersi all'eccellenza americana di qualche decennio fa. Mi chiedo quanti Carver ci siano in Italia, quanti Selby, quanti Gogol, quanti Ritchie che vengono completamente ignorati solo perché fanno il tema troppo corto. Soppiantati da Mazzantini, Bevilacqua, Maraini. Scrittori senza energia. In Italia i racconti non si vendono, dicono. Ma è perché ai lettori non piacciono o perché gli editori non provano neanche a pubblicarli e sono quindi loro stessi a prosciugarne - lentamente e inesorabilmente - il mercato? Io credo che in tempi di smartphone e di lettura digitale le storie brevi dovrebbero essere rivalutate. Ma da noi se ne accorgono in pochi, se addirittura un fuoriclasse come Ammaniti ha difficoltà a farsi pubblicare una antologia simile. Chissà quanti talenti ci perdiamo a causa di questa miopia troppo for profit. Leggete "L'investigatore" o "Il giorno perfetto per i pesci banana" e chiedetevi se nel nostro paese ci sia un editore che pubblicherebbe questi capolavori se fossero scritti oggi. Io credo di no ed è ben triste.

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    Romolo Ricapito

    21/10/2012 20.17.30

    In "Il Momento è delicato" Niccolò Ammaniti ripropone una lunga serie di racconti, genere -come spiega egli stesso in un prologo- inviso agli editori, i quali reputano che tale narrativa non sia destinata a vendere copie. Il titolo del libro si riferisce dunque a questo. Sono state allora assemblate storie non molto recenti con altre scritte qualche anno fa, in modo tale da formare un'opera da consegnare agli ammiratori di Ammaniti, ormai numerosi. Il guaio è che alcuni racconti sono dei veri e propri scarti editoriali, soprattutto quelli iniziali. Trattasi di prosa in stile pulp, irritante per melensaggine e cattivo gusto. Lo sforzo artistico è minimo : fin troppo evidente il fatto che il narratore si diletta in un gioco, senz'altro scopo che il risparmiarsi per qualcosa di più valido da produrre in seguito. "Giochiamo?" scritto a quattro mani con Antonio Manzini, ad esempio, ha il "coraggio" di irridere la disabilità e di fare a pezzi altresì, nel concreto, un giovane ladro occasionale, la cui agonia è descritta perfidamente. In Alba Tragica invece viene introdotta l'ossessione di Ammaniti per i personaggi televisivi o i cantanti anni Ottanta. In questo caso si tratta di Alba Parietti; più avanti viene introdotta anche Lorella Cuccarini, icona sessuale di un ciccione che si masturba compulsivamente seguendo in televisione il Telethon condotto dalla bionda showgirl. Ma la vera e propria ossessione di Ammaniti (oltre a Marcella Bella, presente qui come in" Io e te") è Donatella Rettore. La canzone Kobra di quest'ultima è nominata più di una volta. All'inizio di ogni capitolo del racconto "l'amico di Jeffrey Dahmer è amico mio" vengono inoltre citati versi di diverse altre canzoni della Rettore. Addirittura, le famiglie di serial killer che nella storia popolano lo stesso stabile suonano sui loro impianti hi fi unicamente cd di Donatella Rettore. Va detto che però che a metà libro Ammaniti recupera qualità e stile col lungo racconto "Rane e Girini".

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    laura

    15/10/2012 16.27.24

    peccato che non si possa votare zero, di Ammaniti avevo letto tutto, e mi era piaciuto molto, questo libro non sembra neppure suo, un vero orrore.

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    EMANUELA

    05/10/2012 08.56.37

    Abbastanza volgare nel linguaggio, storie senza senso e troppo fuori dalla realtà. Scarso come contenuto e lettura pesante da portare a termine

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    Angelo

    02/10/2012 10.41.11

    per lo più sono davvero mediocri, sia sul piano narrativo che su quello stilistico.

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    Annalisa

    27/09/2012 15.10.54

    Ammaniti lo trovo geniale!! può piacere o non piacere, "il momento è delicato" per quanto mi riguarda è assolutamente originale ed i racconti mi hanno lasciato veramente senza parole per la fantasia utilizzata. Il prologo termina con "...spero che vi divertiate" e con me è riuscito alla grande nell'intento, mi sono molto divertita a leggere questi racconti.

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    Luca

    25/09/2012 22.53.55

    Che Ammaniti sappia scrivere è fuori discussione, ma in questo libro le sue storie lasciano (troppo spesso) l'amaro in bocca. I personaggi sono tutti, in un modo o in un altro, senza scrupoli o bordenline e le storie, spesso, senza freni e con note gratuitamente pulp. Anche se non consiglierei questo libro, è indubbio che l'autore sia bravissimo a scrivere storie di bambini ed adolescenti, pertanto, se vi capita in mano, leggete: "a letto col nemico" e "rane e girini".

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