Monamour di Tinto Brass - DVD

Monamour

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Regia: Tinto Brass
Paese: Italia
Anno: 2005
Supporto: DVD
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Marta, una giovane veneziana, ha scoperto grazie a Leon, un enigmatico francese, che il tradimento e la menzogna possono essere intriganti e afrodisiaci. Dario, il marito, leggendo le pagine del diario di lei, vi trova emozioni incredibili e scopre così una fiamma di rinnovata passione per la donna che ama.
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    FEDERICA D'ALESSIO

    30/04/2020 14:23:48

    Film sensuale ma non volgare. Da vedere.

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    HULK

    20/07/2007 10:16:39

    Carissimo Nathnael quando sono un poco giù, leggo i tuoi commenti ...sono fantastici. Purtroppo non ho la tua forza , Tinto mi fa sc... in primis come persona e di film ne ho intravisti ben pochi. Preferisco un M. Ninn, A Blake, sai cosa trovi. Finiti i tempi eroici di Moana, Cicciolina, Karin etc, ora ce n'è per tutti i gusti. Di conseguenza non sono un moralista, ma hai PERFETTAMETE RAGIONE. L'unica nota 'positiva' per un attimo è stata Claudia Koll, non chiappona, poppona, etc, ma molto bella, prima che scomparisse.

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    Nathanael

    16/12/2006 01:33:50

    Il film perduto di Tinto Brass, censurato dal perbenismo reazionario e cattoborghese imperante in Italia da anni. Talvolta mi piace essere italiano.

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    Paola

    05/11/2006 10:36:08

    La solita, apprezzabile, solarità ed ironia di Brass, ma, nonostante il soggetto si sarebbe prestato, il film rappresenta un passo indietro rispetto a "l'uomo che guarda" e a "fallo!", in quanto troppe scene sono veloci, troppe inquadrature sono solo scorci, troppe "promesse" non sono matenute. Comunque sempre un bell'esempio di grande capacità cinematografica...

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    Vittorio

    25/05/2006 10:46:36

    Sono un estimatore di Tinto Brass, ma questa volta devo adeguarmi al giudizio dei distributori. Non era da distribuire, e neanche da girare. Remake sfacciato di Cosi' fan tutte, con tutto in peggio e in economia: la protagonista, le scenografie, la recitazione in generale e la regia in particolare. Persino gli onnipresnti falli finti sono troppo finti. Al confronto, Fallo era un capolavoro...

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    Carlo

    01/05/2006 23:19:14

    Non sono un cultore dei film di Tinto Brass. La reazione ad una prima visione del film mi ha fatto pensare che si sia spinto un po' oltre la decenza... mi ha fatto capire perché non ha trovato un distributore per i cinema. La mia opinione comunque è che siamo di fronte ad un capolavoro unico nel suo genere. Bisogna dare atto a Brass di essere un grande provocatore senza falsi moralismi. Ama le donne e questo traspare chiaramente dai suoi film. Che dire poi della Jimskaia? Assolutamente splendida. Se proprio vogliamo trovare un difetto del film, a mio modesto giudizio sono i dialoghi doppiati in lingua italiana con volute inflessioni dialettali mantovane che suonano piuttosto ridicole.... forse era meglio decontestualizzarli. Ripeto, nell'insieme un ottimo film erotico.

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    Giuliano

    24/04/2006 17:22:14

    Il film è tra i peggiori di Tinto Brass. Ha praticamente fatto un collage di scene e situazioni già viste in altri film: La Chiave- Così fan tutte- l'uomo che guarda - Fallo, ecc. Anche sotto il ponto di vista erotico e ironico, lascia molto a desiderare. Le immagini, accezionali in altri film, di masturbazione e fellatio sono quasi ridicole. Non mi è piaciuto.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente
  • Produzione: CVC - Cine Video Corporation, 2012
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 90 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Tinto Brass Cover

    "Propr. Giovanni T. B. (Milano 1933) regista italiano. Si segnala nel 1963 con Chi lavora è perduto, provocatorio film su un giovane anarchico che gli crea problemi di censura, che si accentuano con il successivo L’urlo, altra decisa provocazione antiborghese, realizzato nel 1968 ma dissequestrato solo nel 1974. Seguono Dropout (1970) e La vacanza (1971), in cui dirige la coppia F. Nero e V. Redgrave, in due vitali e ispirate storie di antieroi matti ed emarginati. Cineasta fino a quel momento atipico e «impegnato», dalla metà degli anni ’70 si lascia gradualmente trasportare dal suo gusto per la dissacrazione e lo sconvolgimento delle regole precostituite verso il filone erotico. All’inizio, con Salon Kitty (1975) e con il rinnegato Io, Caligola (1979), in forme non sguaiate e «tutelato»... Approfondisci
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