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Giorgio Israel, Ana Millán Gasca

Collana: Saggi. Scienze
Anno edizione: 2008
Pagine: 273 p. , Brossura
  • EAN: 9788833918716

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    vitaliano bacchi

    04/09/2008 18.46.21

    Libro fatto bene ed esattamente ricognitivo di una stagione culturale, il wiener kreis, che ha costituito la svolta in senso analitico e razionalistico della cultura del novecento europeo. Affetuosa, più che critica, la valutazione scientifca che l'autore fa di Von Neumann, ma sul piano epistemologico è esatta e fatta bene. Resta la questione dell'economia, che Israel lascia in secondo piano, ma è invece su questo versante che il panmatematismo di Von Neuman manifesta i suoi limiti. Se quindi il geniale matematico ungherese sul piano epistemico va considerato profeta del razionalismo nella versione del formalismo assiomatico hilbertiano, non altrettale risultato è ottenuto dalla analisi del suo panlogismo in campo economico e nella teoria dei giochi che vi si iscrive. Il calcolo di ottimizzazione di un problema di scelta, cioè l'essenza della teoria dei giochi, non è una questione economica reale. E' un problema formale, determinato dalla costruzione positiva di un modello teorico di cui si postula una soluzione razionale.Questioni di questo tipo, in economia, vengono inventate per fare sfoggio del vanto della loro soluzione e per la eleganza formale delle tecniche di soluzione che vi si postulano, ma l'economia reale di questi modelli nè beneficia nè risente, in quanto sono surreali inutili e non appartengono alla scienza dell'economia. Ad essa appartengono questioni come la dinamica di crescita dei salari reali in funzione dell'incremento della redditività aziendale (macro)oppure l'aspettativa razionale di sviluppo aziendale (micro) in funzione di variabili aleatorie come il livello della domanda.Queste sono questioni economiche reali.Rispetto ad esse la modellistica matematica misura ma non spiega, riproduce ma non deduce. E' perciò che la teoria dei giochi è giustamente considerata dagli economisti reali una specie di gioco a scacchi, non una legge scienitfica dell'economia; un modello elegante ma drammaticamente inutile barocco e irreale.

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