Il mondo deve sapere. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria - Michela Murgia - copertina

Il mondo deve sapere. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria

Michela Murgia

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Collana: Reprints
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 luglio 2010
Pagine: 144 p., Brossura
  • EAN: 9788876381928
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Gaia la libraia

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Nel gennaio 2006 Michela Murgia viene assunta nel call center della multinazionale americana Kirby, produttrice del "mostro", l'oggetto di culto e devozione di una squadra di centinaia di telefoniste e venditori: un aspirapolvere da tremila euro, "brevettato dalla NASA". Mentre, per trenta interminabili giorni, si specializza nelle tecniche del "telemarchètting" e della persuasione occulta della casalinga ignara, l'autrice apre un blog dove riporta quel che succede nel call center: metodi motivazionali, raggiri psicologici, castighi aziendali, dando vita alla grottesca rappresentazione di un modello lavorativo a metà tra berlusconismo e Scientology. Un racconto sul precariato in Italia, che fa riflettere, incazzare e, miracolosamente, ridere. Fino alle lacrime. Questo primo romanzo dell'autrice sarda ha ispirato il film di Paolo Virzì, "Tutta la vita davanti". Con una nuova postfazione dell'autrice.
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    Antonella

    11/03/2019 22:18:28

    Scritto nel 2006 su un blog, poi pubblicato, poi accompagnato da una postfazione del 2010. Fa sempre un certo effetto rendersi conto della tabella di marcia di un libro e della sua pubblicazione. Soprattutto fa effetto rendersi conto che nonostante i dodici anni, piuttosto che combattere, abbiamo dimenticato del precariato. Come se si potesse sempre peggiorare, sempre però con l’attitudine a fingere che ogni cosa sia al suo posto. Questa storia nasce nella forma di post, e conserva una certa immediatezza della comunicazione da blog, forse, anche una certa forma grafica. E direi che anche l’attitudine al semplificare il ragionamento con liste ordinate sia contributo della forma. Il libro sarebbe difficile da immaginare in altro modo. Questa storia fa effetto perché consente di addentrarsi a fondo nel sistema “a piramide”, nell’economia che sfrutta e lucra su chi viene assunto. Fa effetto perché la racconta una voce terribile, ironica e capace, ma terribile. Sì. Perché la Murgia dispensa poca pietà e molto livore. Questa sua disposizione è uno degli aspetti che ho più apprezzato del libro: perché esce fuori dalla retorica, dal pietismo, e ci sbatte in faccia la realtà, con rudezza anche. Uno dei momenti più terribili è stato quando Camilla (l’alterego) ha dovuto assistere al crollo psicologico di un suo collega, un uomo licenziato e che per il suo licenziamento sente di aver perso dignità e scopo. La Murgia lo racconta con forza, buca la pagina, ma si lascia trasportare soprattutto da una rabbia indignata; allora si rivolge a una nuova arrivata del call center e le dice che mai, mai dovrà permettere che la riducano così.

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    Teddy

    26/10/2017 14:23:17

    Si tratta in realtà della trasposizione in volume del blog che la Murgia tenne durante la sua esperienza in un call center di vendita. La giovane scrittrice sarda non aveva ancora vinto il Campiello, ma già si vede la ferocia e la rabbia che contraddistingue il suo stile, pur con una tendenza all'ironia che serve soprattutto da maschera. La Murgia starà poco più di un mese nel ruolo di telefonista, ma analizza con perspicacia le strategie di vendita e di violenza psicologica del sistema Call Center. Non solo verso i destinatari delle telefonate e dell’attività di vendita, anche se sotto mentite spoglie (prova omaggio), ma anche verso gli operatori stessi, che alla fine lavorano per quattro sghéi. Importante, e a tratti anche divertente.

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    angelo

    25/03/2017 17:14:43

    Ingredienti: trenta giorni di lavoro in un call-center del Kirby, tecniche di tele-marketing (tele-marchetting) subdole e asfissianti, un sistema motivazionale che sfrutta e umilia dipendenti sottomessi e precari, un lessico da tele-fottitrice fatto di parole magiche e rituali (gratis, occasione, dimostrazione). Consigliato: a chi vuol mettere a nudo il corpo repellente delle tele-vendite, a chi usa intelligenza e ironia per sopravvivere ai lavori più umilianti.

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    Francesco

    15/06/2015 09:42:31

    Il libro non dice nulla di nuovo (purtroppo), a tratti fa ridere ma in realtà fa pensare e non poco, la ripetitività delle situazioni forse aiuta a comprendere meglio l'alienazione alla quale sono costretti coloro che si trovano a lavorare in simili situazioni di precariato.

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    Sid

    14/09/2014 09:39:21

    Ma come si fa a pubblicare un romanzo in cui si ripete sempre la stessa cosa? Incredibile. E peccato perché all'inizio riesce a trarti in inganno questo libro, nel senso che all'inizio sembra molto divertente. Ma poi le situazioni si ripetono sempre uguali fino all'ultima pagina. Ho finito di leggerlo solo perché ero in aereo, non avevo altro, e non potevo gettarlo dal finestrino.

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    giorgio g

    03/09/2014 14:57:09

    Divertissement dell'autrice di "Accabadora", opera di ben altro spessore. Fra i pregi del libro, l'aver dato lo spunto ad un bel film con Sabrina Ferilli, visto qualche anno fa. Il libro fa riflettere sulla sorte tristissima di tanti giovani condannati ad un lavoro che non offre loro alcuna prospettiva per il futuro. Fra i difetti una certa ripetitività delle situazioni.

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    Alessandro Rogato

    08/04/2013 17:24:42

    Questo libro si può riassumere con una parola : lento. La ripetitività delle situazioni e dello schema narrativo hanno trasformato queste 140 pagine in una storia infinita. Sono a pagina 87 ma sto pensando seriamente di mollarlo. Io personalmente lo sconsiglio .

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    valentina

    30/10/2012 16:28:14

    Mordace, sarcastico, irresistibile spaccato di una realtà lavorativa mostruosamente surreale. Mi ha lasciata un po' perplessa il finale, tranciato di botto, contestualmente alla fine dell'attività di telefonista dell'autrice. Ma del resto in origine si trattava di un blog, perciò le si perdona. Un libro-denuncia, da leggere tutto d'un fiato per documentarsi. Sì, decisamente il mondo DEVE sapere!

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    Carla

    08/02/2012 12:36:54

    Questo libro è un vero gioiellino. Sì, non sarà un romanzo eccetera eccetera, però descrive bene e con irresistibile ironia quello che accade quando per guadagnarsi la pagnotta si è disposti a perdere la faccia, la propria dignità, tutto per consacrarsi al "puttanesimo". Questo libro io lo vedo anche come una metafora dei rapporti umani non solo in ambito lavorativo. E' stato veramente edificante leggerlo. Carla

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    alexej

    29/05/2011 15:46:44

    Libro-denuncia di una pesante e precaria situazione lavorativa. Non ho avuto esperienze nei call center, ma non ho difficoltà a credere che tutto ciò che descritto sia vero. Trovo, che pur essendo l'argomento interessante, il libro sia a tratti noioso e ripetitivo, anche se abbastannza corto. E',comunque, leggibile. Ora sotto con 'L'Accabadora'.

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    giuseppe

    06/05/2011 18:03:19

    ho letto questo libro perchè anch'io sono stato un SHARK e posso garantire che è tutto vero quello che c'è scritto. a parte questa premessa il libro è ben fatto, ti coinvolge e si fa leggere tutto d'un fiato.

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    Py

    25/01/2011 20:50:54

    Un libro che si legge in un pomeriggio. Con ironia e umorismo la Murgia ha descritto molto bene quella realtà lavorativa. Il libro è bello per la sua spensieratezza e per il fatto che diverte il lettore ma è anche molto interessante per capire quali sono le meccaniche del telemarketing con annessi e connessi. Consigliato ha chi studia il settore!

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    Giorgia

    18/10/2010 23:10:46

    No, quetsa volta non ci siamo proprio. Ho amato "Accabadora" ancor prima che vincesse il Campiello ragion per cui ho voluto leggere qualcos'altro dell'autrice che mi ha regalato, a parer mio, il miglior libro dell'anno e invece sono andata incontro ad una delusione. Diciamolo che questa collana di pensieri da telefonista in realtà era un blog e tale doveva rimanere, perchè in fondo l'ironia c'è ed è buona, ma la continua ripetizione delle situazioni è estenuante e nonostante il libricino abbia solo 140 pagine sembra quasi un mattone di 1000!

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  • Michela Murgia Cover

    Scrittrice, intellettuale e conduttrice radiofonica (Radio Capital) sarda. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn Il mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti. Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell'isola che non si vede, nel 2009 il romanzo Accabadora con cui ha vinto l'edizione 2010 del Premio Campiello, nel 2011 Ave Mary (ripubblicato nei Super ET nel 2012), nel 2012 Presente (con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta) e nel 2012 il racconto L'incontro. È fra gli autori dell'antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Francesco Abate, Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu e Paola Soriga), i cui proventi sono stati destinati... Approfondisci
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