Categorie

Jared Diamond

Traduttore: A. Rusconi
Editore: Einaudi
Collana: Saggi
Anno edizione: 2013
Pagine: IX-504 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788806214524

“Subito in cima alle classifiche degli Stati Uniti”: è lapidaria la frase con cui l’editore presenta questo nuovo avvincente saggio di Jared Diamond. Per noi lettori italiani è difficile comprendere come un volume prettamente dedicato alla paleo antropologia possa aver riscosso un tale successo, eppure se si pensa che l’autore è il medesimo che ha pubblicato nel 1998 il long seller “Armi, acciaio e malattie”, si comprende bene che, in certi casi, anche l’argomento più ostico può essere divulgato con discreto successo.
Questa volta Jared Diamond si concentra sulle bande e le tribù che presentano maggiori differenze con i popoli moderni, ovvero quelle che hanno vissuto fino a pochi anni fa nel completo isolamento, lontani dalla civiltà, negli angoli più remoti del pianeta.
Tra questi luoghi la Nuova Guinea è senza dubbio uno dei più straordinari: lì esistono ancora più di un migliaio di tribù «primitive». A decenni dalle sue prime esperienze sul campo - il suo primo viaggio in Nuova Guinea risale al 1964 - il grande paleoantropologo racconta le repentine trasformazioni di questa terra in un libro ricco di storie e di avventure straordinarie, che ci insegna cosa da quel mondo possiamo ancora imparare.
Un intento davvero ambizioso, in teoria questo libro potrebbe abbracciare tutti gli aspetti della cultura umana di tutti i popoli vissuti negli ultimi 11.000 anni. Invece, onde evitare di scrivere un volume dalla mole enciclopedica, l’autore si sofferma solo su alcuni campi di indagine: l’infanzia e l’educazione dei figli, le pratiche della vita quotidiana, il trattamento degli anziani, l’uso delle lingue, gli stili di vita salutari, la risoluzione pacifica dei conflitti, la religione e la guerra.
Un’analisi approfondita delle società tradizionali, ma anche un racconto avvincente esposto con grande affabulazione, il libro di Diamond ha l’ambizione da un lato di indicare le buone pratiche che i popoli hanno perso, come la capacità di evitare le malattie, ma anche il permanere delle cattive abitudini, come l’aggressività verso gli altri popoli e il senso di possesso del territorio.
Il mondo fino a ieri è «un passo ulteriore, personale e sentito» rispetto ad Armi, acciaio e malattie , un libro in cui l’autore si muove con grande abilità tra passato e contemporaneo suscitando quella particolare fascinazione che deriva dalla possibilità di conoscere persone a noi tanto simili sebbene, per molti versi, incomprensibili.