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John Irving

Traduttore: P. F. Paolini
Collana: Contemporanea
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 510 p. , Brossura
  • EAN: 9788817065382

Recensioni dei clienti

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    sabrina

    22/01/2015 23.38.02

    A me è piaciuto moltissimo. Ho trovato la storia bella ed originale, personaggi che rimangono nella memoria. Mi ha fatto ridere e piangere....lo consiglio.

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    alessandradifra

    08/12/2014 17.18.22

    Dopo un inizio brillante il libro si rivela una delusione. "Anche il più piccolo dettaglio è una manifestazione di paura". Come vivere la vita nella maniera meno serena possibile.Un libro la cui lettura non consiglio.

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    elena

    16/06/2014 11.43.01

    Un libro davvero molto particolare. Non mi è piaciuto.

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    Annarita

    19/03/2014 21.38.38

    Che strano personaggio è Garp. Un uomo solitario, non particolarmente coraggioso ma determinato e ostinato, fragile e affettuoso. Scrittore, marito e padre prima di ogni altra cosa. Sa da sempre di voler essere uno scrittore e di volere Helen per moglie e raggiunge questi obiettivi apparentemente senza profondere alcun particolare impegno, semplicemente con la naturalezza con cui il destino si autorealizza. Anche sua madre è una donna particolare e anche lei è determinata. Ma soprattutto ha il coraggio e la forza per vivere una vita controcorrente: madre senza un padre, donna sola che mantiene sé e il figlio lavorando, scrittrice e femminista ante litteram. Irving racconta una storia a volte molto normale, altre al limite del surreale ma comunque con una sua coerenza e credibilità. E lo fa con ironia, tratteggiando caratteri molto ben delineati e vicende altrettanto originali. Tutti i personaggi contribuiscono con i loro vissuti e le loro storie alla vita di Garp, unico, tra loro, ad avvicinarsi alla "normalità". Il romanzo può essere idealmente diviso in tre parti: la nascita, l'infanzia, l'adolescenza e la gioventù di Garp, la sua vita matrimoniale e, ultima, la resa dei conti. Tra queste, ho senz'altro preferito la prima, molto ben raccontata e dotata di una particolare dose di umorismo. Definirei la seconda un racconto di vita piuttosto ordinario e la terza il momento di maggiore emozione e malinconia. Nel complesso è un libro interessante, non un capolavoro.

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