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Martin Amis

Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 467 p.
  • EAN: 9788806204433
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Recensioni dei clienti

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    Enzo

    09/06/2013 14.57.18

    Stavo per fare il madornale errore di abbandonare Money poco dopo le cento pagine. Forse lo stile inusuale(un rapsodico miscuglio di virtuosismo e grossolanità)e l'assenza di un filo narrativo strutturato mi hanno scoraggiato. Le pagine necessarie a metabolizzare tanta novità e ho capito l'approccio adatto a questo romanzo: leggerlo, goderselo con la massima semplicità. L'elemento più succoso e sorprendete è l'introduzione dello scrittore stesso, Amis, nella ridda di personaggi. Che se all'inizio si presenta semplicemente come un'idea originale e bislacca, verso la fine del romanzo si svela un perfetto esempio di meta-romanzo, un gioiello della letteratura postmoderna, con Amis nel ruolo del Dio-autore onnipotente che spiega minuziosamente(con squisita auto-ironia)a John quali siano state le dinamiche nascoste della grande messa in scena che è stata allestita nel corso della storia a opera dello psicopatico fittizio, ma anche a opera dello stesso Amis. Emblematica la partita a scacchi che inneggia con lui e che è ovviamente destinata a perdere. Per il resto è una sarcastica e caustica riflessione sul ruolo primario che il denaro occupa nelle nostre vite, inteso come una tossico-dipendenza non dissimile dall'alcolismo, dal cibo spazzatura,dalla pornografia di cui è affetto Self. E quale scenario migliore se non la capitalistica e soldi-centrica America? Chiuso il libro mi ha attaccato la nostalgia. Le telefonate con FrancoSquillo, i tete-à-tete con Selina, gli incontri e le discussioni su Orwell con Martina Twain, i parodistici preparativi per il lungometraggio e le trattative con gli snervanti attori, lo sguazzare compiaciuto di John nei suoi vizi ed eccessi, il suo modo confidenziale schietto e vulcanico di rivolgersi a me-lettore... tutto ciò mi mancherà.

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    Patroclo

    25/11/2009 17.35.38

    il migliore tra gli Amis "primo periodo". leggendolo si capsice cosa intendesse Bellow quando parlava di "linguaggio elettrico". é Amis come lo si conosce - comprensivo di nomi "tendenziosi" e qualche comprensibile caduta nell´autocompiacimento - ma ogni pagina é a modo suo supremamente divertente

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    silvia

    10/07/2009 10.54.12

    Decisamente, un libro non per tutti. Mai letto nulla di simile! Eppure non riuscivo a staccarmi da questo libro...volgare, irriverente, tragico, comico...un turbinio di emozioni contrastanti. Un protagonista decisamente fuori dalle righe, fuori di testa. Mi fa morire quando parla direttamente con il lettore! Pornografia, sesso, alcool a fiumi, violenza, insomma il peggio del ventesimo secolo!

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    gianni

    04/05/2009 10.10.21

    Libro scorretto, irriverente, autoironico, spassosissimo. E’ il primo libro che leggo dell’autore e devo dire che mi ha colpito moltissimo. Buona la scrittura, la storia è narrata in prima persona dal protagonista John Self che si rivolge direttamente al lettore, cercando di instaurare una conversazione-monologo. Il protagonista, come da lui stesso affermato, è drogato di ventesimo secolo, ma più in particolare è drogato della seconda parte del ventesimo secolo, la parte che sancisce il trionfo del capitalismo, della pornografia e degli stravizi in generale. Il protagonista ha una scarsa consistenza morale e culturale, ma nonostante tutto è, apparentemente un uomo di successo: regista affermato di spot pubblicitari, deve compiere il grande balzo per passare al cinema. Ma è anche estremamente ingenuo e quindi si lascia fregare inesorabilmente dai presunti finanziatori del progetto cinematografico. A quel punto perde tutto quello che di materiale possedeva e quindi, nella mentalità consumistica del possesso fine a se stesso, è un uomo finito. Nonostante tutto il protagonista non risulta antipatico, anzi direi che il lettore (almeno con me a funzionato così) tende a simpatizzare con lui. Il libro però non è per tutti, dato che il libro parla di sesso, droga, alcool, in termini anche abbastanza espliciti. Credo che leggerò altri libri di Amis.

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    raffaele rispoli

    13/10/2008 14.35.44

    alla fine noioso. troppo lungo e quasi senza finale. eccede nella volgarità strizzando l'occhio quasi a dire "l'ho sparata grossa eh amico?"... buttatevi sui racconti se dopo money riuscirete ancora a sentir pronunciare il nome Amis.

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    LANFRANCO

    22/04/2008 09.40.41

    Semplicemente il miglior Amis!

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    alex

    11/04/2008 11.20.16

    racconto sconclusionato, un flusso di coscienza (o meglio, di INcoscienza!) che non segue alcun filo logico e soprattutto non porta a nulla nemmeno nel finale .. segnalo un unico punto a suo favore: mi ha fatto appassionare al protagonista .. praticamente sono arrivata ad odiarlo! è ciò che di pessimo il genere umano ha da offrire.

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    STEVENFAUST

    08/02/2008 10.49.56

    Vedo che su questo libro non si sono recensioni dal 2005. Forse Amis non e'troppo amato in Italia, magari sarà riscoperto oggi che si deve difendere da accuse di razzismo. Il libro, questo libro, mi e' piaciuto. Mi e' piaciuto soprattuto il finale, un finale triste e amaro. La sconfitta del protagonista, la dissoluzione di un sogno, dove tutto e' messo in discussione, tutto scompare per scontrarsi con la cruda realtà. Spesso ci si perde lungo le 464 pagine, con la miriade di storie, dialoghi, riferimenti, allusioni, parole e situazioni "forti", spesso sgradevoli.... "Money" e' un libro scritto negli anni 80' del secolo scorso, manifesto della decadenza della nostra civiltà, fondata sempre più sull'inseguimento della felicità sotto forma di PIL, dollari e, da qualche anno, Euro....

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    Mimmo

    16/11/2005 15.42.02

    Ho la vaga sensazione che questo John Self mi mancherà.La fine della lettura del libro,mi ha lasciato lo stesso dolce dispiacere del termine della saga Malaussene di Pennac;un amico,questo diventa John con i suoi vizi, le sue paure,la sua "ventesimosecolodipendenza", il suo parlare diretto al lettore.Un bravo a Martin Amis che,scrisse questo libro divertentissimo(altro che "Una banda di idioti"di Toole)poco più che ventenne,e un grazie a Lella Costa che in una trasmissione di Gabriele Vacis parlò de "La freccia del tempo"(a proposito quando lo ripubblicherete?)facendomi conoscere l'autore.

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    guido

    22/03/2005 17.20.29

    Un romanzo un pò impegnativo per lunghezza e quantità di spunti. A tratti spassoso a tratti non molto scorrevole ma sempre molto intelligente e godibile. Mi è sembrato quasi una versione di barney ante litteram. Da leggere.

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    STefano

    28/11/2004 22.27.29

    Cinico. Sarcastico. Dissacrante. Ma alla lunga anche un po' noioso. Per gli amanti di Brett Easton Ellis.

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    Simucca

    09/11/2004 16.12.17

    Ho bisogno di essere amato, ergo, ho bisogno di Soldi, e tanti. mi servono. per frugare nel cassetto della biancheria intima della mia Selina e decidere cosa farle indossare, per saziare la mia sete d'alcool, per prestarli a chi me li chiede, per la pornografia, le sigarette, la mia adorata Fiasko che continua a lasciarmi a terra, per curarmi il mal di denti, per rifarmi da capo a piedi in una clinica laggiù, in California. questo è John Self, un personaggio romantico in uno scenario postmoderno. uno che parla proprio a te fratello, e a te sorella, e che ti chiede consigli, che ti tira in ballo. ben scritto, davvero. non ho amato il finale, ma tutto resta aperto, basta rimettere insieme un altro po' di quei maledetti $$$$ Soldi...

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    Vincent

    22/10/2004 11.46.21

    Martin Amis è uno scrittore geniale e Money uno dei must della letteratura postmoderna. Genio e postmoderno racchiudono già in sé tutte le contraddizioni cui va incontro il lettore consapevole che affronta le sue quasi 500 pagine. Digressivo e citazionista, divertente e un po' noioso, comico e drammatico e chi più ne ha più ne metta, Money è Tutto, contestualizzato nella decade di consacrazione delle Apparenze.

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    Jack

    16/05/2003 22.50.19

    Il vero capolavoro di Amis. Un romanzo spassoso e ferocemente sarcastico. Raramente riso più di gusto. I suoi personaggi sono perdenti snob da antologia. Ed è questione di money, senza dubbio. Gustosissimo.

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    stefano

    12/11/2002 15.52.18

    Assolutamente geniale, uno dei migliori libri che ho letto negli ultimi tempi! Amis riesce a passare dal comico al quasi commovente, dal realista all'inverosimile con estrema naturalezza. I personaggi che agitano questo romanzo sono assolutamente fantastici e lo stile di scrittura è elettrizzante. Consigliato agli amanti dell'ultimo Bukowski e del mix di genialità e contraddizione rappresentato dagli anni 90.

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    MarcoM

    04/02/2002 11.10.04

    Storia debole e troppo diluita (forse Amis è pagato un tanto a pagina). Ripetitivo e originale, divertente e noioso, superficiale e profondo... comunque sia... lo stile, i personaggi e alcune trovate sono affascinanti. Voto (purtroppo necessario) tra il 3 e il 4.

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