Il morso della reclusa. I casi del commissario Adamsberg. Vol. 9

Fred Vargas

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Traduttore: Margherita Botto
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2019
Formato: Tascabile
In commercio dal: 22 gennaio 2019
Pagine: 400 p., Brossura
  • EAN: 9788806240165
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Fred Vargas

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Gaia la libraia

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Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze per seguire le indagini su un omicidio.

«Nella nebbia ci vedo benissimo. Anzi, meglio che altrove. Quindi sarò chiaro, Danglard. Non credo a una moltiplicazione delle recluse. Non credo a una mutazione del loro veleno, cosí grave e cosí improvvisa. Credo che quei tre uomini siano stati assassinati».

Il caso è presto risolto, ma la sua attenzione viene subito attirata da quella che sembra una serie di sfortunati incidenti: tre anziani che, nel Sud della Francia, sono stati uccisi da una particolare specie di ragno velenoso, comunemente detto reclusa. Opinione pubblica, studiosi e polizia sono persuasi che si tratti di semplice fatalità, ma Adamsberg non è d'accordo. E, contro tutto e tutti, seguendo il proprio istinto comincia a scandagliare il passato delle vittime.
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    MauBau

    02/09/2019 09:23:18

    Direi che qui abbiamo toccato il fondo, come trama gialla, coincidenze assurde e improbabili romanticismi da commissariato...ma si legge in un battibaleno, per cui qualche pregio ce l'avrà...comunque voto tendenzialmente negativo.

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    fporty

    08/08/2019 11:16:14

    Non posso che ripetermi. Adoro la Vargas, ho tutti i suoi libri. Molto consigliato

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    Stefania

    27/03/2019 16:07:42

    Purtroppo ho avuto il coraggio, dopo due mesi che l'ho abbandonato a metà, di mollarlo del tutto. Di una noia pazzesca, sono arrivata con grandissima fatica a leggerne metà ma poi mi sono chiesta perchè continuare in questo supplizio! Almeno, fin dove ho letto io, non ne potevo più, dialoghi in commissariato, senza portare a niente e un inizio che non c'entra niente col resto del libro. Poi nomi difficili da memorizzare. Sarò io negata per i polizieschi ma mai più un libro di questo autore!

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    Francesco

    11/03/2019 07:04:31

    La scrittura incalzante rende la lettura scorrevole e appassionante. "Il morso della reclusa" è un libro da divorare: non si può smettere di leggerlo pagina dopo pagina. Adamsberg, lo strano commissario della Vargas, ha un modo tutto suo di indagare. I personaggi del libro sono ben delineati. Ho letto parecchi libri dello stesso autore e non sono mai rimasta delusa.

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    Rebecca

    09/03/2019 12:32:11

    È un giallo, che all'apparenza sembra molto intricato, però poi nel finale tutto quadra. Infatti, man mano che lo si legge si profilano diversi finali, sta poi al lettore capire quello giusto (e lo capirà nei capitoli finali). La storia è molto avvincente, anche se alcuni passaggi mi sono sembrati fin troppo irreali. La lettura è molto scorrevole. L'unico difetto è che spesso, nei dialoghi ci si perde, nel senso che non si riesce più a capire chi sta parlando e sei costretto a ritornare di qualche riga sopra per riprenderne il filo.

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    Sara

    09/03/2019 12:30:10

    Il commissario Adamsberg è una figura unica,quasi poetica nonostante il genere poliziesco. Il suo approccio ai casi in maniera svagata ma geniale,addirittura in questo libro l'indagine parte dalla foto su un pc della reclusa,un ragno velenoso. Penso anche che azzeccatissimi siano tutti i colleghi di Adamsberg,che abbiamo imparato a conoscere ed amare,ognuno personaggio a sè. E' un'autrice che ,come pochi altri,compro a scatola chiusa perchè so che non mi deluderà. La lettura è fluida,scorrevole ed avvincente. Di più non si può dire.

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    Sara

    09/03/2019 12:27:50

    Sono stata felice quando ho saputo che avrei ancora potuto seguire il commissario nel suo spalare le nuvole e mi è piaciuto il libro, ma...c'è un ma, generalmente l'Autrice mi lascia emozionata e sorpresa alla fine, qui ho riconosciuto il meccanismo che, a mio parere, aveva utilizzato per L'uomo dei cerchi azzurri e a meta romanzo mi era del tutto chiaro come sarebbe andata a finire. Questo mi è un po' dispiaciuto, ma se non si è letto nulla della Vargas in precedenza allora va tutto bene. Molto ben scritto, personaggi delineati anche meglio del solito, vicenda molto intricata e originale. da leggere.

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    Monica

    09/03/2019 12:25:20

    La storia di questi delitti è incredibile, elaboratissima, e si segue con grande difficoltà; anzi, in certi momenti non si segue proprio ed il racconto prosegue a fatica,sbrindellato e irreale. L'autrice ci vuole scuotere un po' creando un personaggio inutile e privo di vita, un fratello che non ricordavo di aver incontrato in altri romanzi (ma forse anche io ormai andavo senza briglie e non governavo più la mente) e che appare e scompare in un cammeo senza senso.Ne distrugge poi temporaneamente un altro, il povero Danglard, che viene sacrificato temporaneamente per creare un diversivo , anche questo inutile nell'economia del racconto.

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    Chiara

    09/03/2019 12:22:56

    Adamsberg è "uno che ci vede nella nebbia", ma questa volta deve anche entrare più a fondo nel suo cuore e nel suo passato. E l'inconscio, pure, ci mette la sua parte! come gli dice l'amico psicoanalista , lui (l'inconscio) "è uno che non chiude occhio mai, soprattutto di notte". Aiutato dalla sua squadra, ( Retancourt e Froissy al top, e Veyrenc investito qui del ruolo della maieutica socratica), e un poco anche dagli amici storico filosofi, a noi noti come 'Evangelisti", in un intreccio sorprendente che non lascia al lettore modo di distrarsi, nemmeno un attimo, arriva, arriviamo, alla soluzione del caso. E Danglard? Non voglio anticipare nulla, dico solo che il libro è splendido, e, benché la storia abbia una sua completa autonomia, sarà particolarmente apprezzato da chi conosce i precedenti, dell'una e dell'altra serie, a cui in particolare lo stra-consiglio !

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    Paola

    09/03/2019 12:20:45

    Come sempre la Vargas costruisce un intreccio mirabile nel quale si muovono i suoi personaggi tanto anomali quanto terreni e credibilissimi. Essendo questo il nono libro della serie, conosciamo ormai i tic, le manie, l’essenza di ciascuno di essi, ma continuano a stupirci ed intenerirci nella loro (im)perfezione. Ciascuno di essi è essenziale, unico, e tutti sono la perfetta cornice nella quale il nostro Adamsberg spala le sue nuvole, rischiara i misteri e le nebbie. Una scrittura raffinata che trascina nella lettura e conduce per mano nel gioco della scoperta, dell’introspezione, del riavvolgere il tempo. Compare nel romanzo, come cammeo, Mathias il preistorico, uno dei personaggi della serie degli Evangelisti, in un incontro con l’agente Violette Retancourt, la quercia celtica, l’albero leggendario del Commissario Adamsberg. Consiglio sempre di leggere i libri in ordine, poichè i personaggi si delineano via via che le storie si dipanano. Ottima, come sempre, la traduzione.

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    Noemi

    09/03/2019 12:18:13

    Anche per me - e lo dico da fan che ha letto la Vargas dal primissimo esordio per Einaudi - il libro è deludente. Come per i precedenti due o tre volumi, ha perso smalto. Qui la storia va singhiozzo in più direzioni creando una certa dinamica che in un giallo è più che benvenuta anche se alla fine risulta un po' prevedibile e tirata per i capelli. Quello che delude maggiormente è proprio il commissario Adamsberg; decisamente troppo tra le nuvole e preso dalle sue "bolle" (leggi proto-pensieri). Manca inoltre quasi completamente Danglard, che fornendo di solito un contrappunto razionale riequilibra la situazione. E se avete letto che tornano i tre evangelisti, beh niente illusioni; si vede giusto Mathias per qualche pagina a 3/4 libro. Infine, per chi ha divorato un buon numero dei suoi gialli, possono risultare fastidiose le frequenti puntualizzazioni sui vari collaboratori e le loro doti.. essendo il romanzo completamente slegato dalle altre storie, la cosa è totalmente inutile.

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    Nadia

    09/03/2019 12:14:51

    Premetto che sono una fan di Fred Vargas e che aspetto con ansia ogni nuova uscita. Anche questa volta sono soddisfatta! L'unico problema che l'ho già finito, e adesso dovrò aspettare il prossimo. Protagonista il commissario Adamsberg. Intreccio interessante e culturalmente stimolante, ben documentato come sempre. I suoi libri mi piacciono molto perché pur avendo al loro interno un giallo, delitto indagine e scoperta del colpevole, non è solo quello, ma offrono diversi spunti di riflessione. E poi si diventa amici dei protagonisti, persino del gatto pigro, e lasciarli andare alla fine del libro mette sempre un po' di malinconia.

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    Alberto

    09/03/2019 12:12:37

    Fred Vargas non delude! Aspettavo da un po' un nuovo romanzo con il commissario Adamsberg e appena l'ho visto l'ho subito acquistato. Questa scrittrice elabora delle trame veramente originali, con approfondimento dei personaggi che ti coinvolge fin da subito. La scrittura è elegante, raffinata e colta. Lo sviluppo della storia avvincente. I personaggi della Squadra Anticrimine del commissario sono tutti particolari e ben delineati nelle loro peculiarità caratteriali. Non vedo l'ora di leggere il prossimo!

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    Monica

    09/03/2019 12:10:18

    Premesso che amo Adamsberg e lo seguo dai cerchi azzurri, questo "Morso della reclusa" è superlativo, entusiasmante. Il commissario è in stato di grazia, più amabile che mai, e di casi ne risolve ben tre, i primi due senza sforzo apparente ma con quel di più di sensibilità che è tutto suo. Ma è il caso vero ad essere strepitoso. La Vargas come sempre intreccia, in questo caso tesse, una trama complessa, con le radici in un passato orribile, di abusi e violenze efferatissimi. Non è facile per niente dipanare questa tela, e Adamsberg, come un novello Magellano, conduce la squadra e l'indagine guidato da proto-pensieri, bolle che a volte vengono a galla ed esplodono trasformandosi in pensieri compiuti, alla ricerca del passaggio e della soluzione. L'intuizione e l'immaginazione del commissario procedono per associazioni verbali, di senso, per attenzione ai dettagli, per cura. Per amore. Nonostante gli orrori passati e presenti, è una storia piena di sentimento, di sentimenti. E non è un caso, credo, che il più cerebrale della squadra, Danglard, in questa puntata resti ai margini e sia Louis invece il co-protagonista. Quando poi è arrivato anche Mathias degli Evangelisti io ho avuto un vero moto di gioia. Che splendida lettura, mi dispiace solo averlo finito.

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    Maura

    09/03/2019 08:02:46

    La storia è intrigante, bello il riferimento storico alla reclusa e la presenza del medievalista amico di Adamsberg! Ci sono alcune citazioni molto belle una in particolare ! Unica cosa è che ad un certo punto della lettura mi sono perso invischiato in una serie di nomi e rimandi al passato e presente, forse per distrazione mia! Uno dei migliori della serie Adamsberg! La Vargas ci guida seminando indizi, soffiando sui sospetti , senza tralasciare l’inconscio di Adamsberg, i suoi rapporti familiari. Ed è l’intuizione la protagonista del romanzo, quella che prima ci farà scoprire il movente, poi chi ha ucciso e l’inimmaginabile arma del delitto.

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    Manuel

    09/03/2019 08:00:47

    Fred Vargas non delude mai. Giallo d'autore e come sempre di radici culturali. Adamsberg è ormai l'ispettore che viaggia in uno spazio-temporale tutto suo, fra le sue nuvole e piano piano si arriva ai fatti. Libro che non smentisce la fama dell'autrice anche se l'ho trovato forse un pò meno avvincente dei precedenti. Lo consiglio agli appassionati e non. Fred Vargas non si smentisce mai. Ormai adoro Adamsberg e mi sono affezionata a tutti i (a modo loro strambi) personaggi del commissariato: una delle cose che apprezzo di più di questa autrice di gialli, è proprio l'umanità dei suoi protagonisti, tutti con le loro fissazioni, paure, i loro problemi famigliari e relazionali... Nessun supereroe in questi libri. La trama è come sempre affascinante fino all'ultima pagina e mai scontata. Consiglio assolutamente (come tutti i libri della saga) agli amanti del genere!

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    Luca

    09/03/2019 07:58:41

    Adamsberg è un personaggio al quale ti affezioni sempre più e più lo conosci più ti piace. Questo episodio in particolare mette in risalto la complicità e l'amicizia tra il commissario e il suo tenente venuto come lui dai Pirenei, per l'inevitabile simpatia che si prova per chi ha compiuto i delitti e ovviamente per la scrittura dell'autrice che è sempre coinvolgente e con quel rimandare a storie del passato o leggende. Ad un certo punto compare anche Mathias, l'archeologo degli Evangelisti, che purtroppo non hanno avuto seguito dopo il terzo volume. Finito il libro l'avrei quasi ricominciato. Per me bellissimo, mi sento di consigliarlo a chi ama il genere

  • User Icon

    Katia

    09/03/2019 07:56:17

    Ne ho letti parecchi di libri dello stesso autore e non delude mai . La storia è veramente pazzesca e ha un'inventiva che va oltre all'immaginazione . Condotta bene fino all' ultimo non ti da' segnali di chi possa essere il colpevole . Unica cosa, la parte centrale rallenta e perde un po' di tono ma poi quella finale è galoppante e ti porta alla fine con il fiato sospeso fino alla cattura del colpevole . È il commissario Adamsberg è sempre buffo ti sembra incapace ma sa risolvere i casi sempre al di fuori della convenzionalità

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    Giorgia

    09/03/2019 07:53:46

    Una storia che vi "avvelenerà" e non potrete far altro che arrivare fino all'ultimo morso. Adamsberg, lo strano commissario della Vargas ha un modo tutto suo di indagare che rispecchia la sua personalità e il suo essere simile a un congegno rotto, come i suoi due inutili orologi e il suo cellulare che scrive una consonante per un'altra. La squadra che lavora con il singolare commissario rispecchia chi la dirige: un macchinario fatto di tanti pezzi che si muovono all'unisono, ciascuno tanto per non allontanarsi troppo da Adamsberg, fornito di qualche bizzarria o virtù nascosta.

  • User Icon

    Luigi

    09/03/2019 07:50:54

    La Vargas ci regala in questo romanzo ben tre indagini, di cui due (quella iniziale che richiama il commissario a Parigi e quella più "delicata" che vede coinvolto un membro della sua squadra) contribuiscono a riportarci nell'atmosfera che si respira all'11simo arrondissement. La vicenda principale si svolge tuttavia intorno ad una serie di decessi apparentemente imputabili al morso di un ragno tanto timido quanto letale. Una storia potente, un intreccio avvincente e complesso che sembra impossibile da dipanare e che affonda nel passato, un'indagine non ufficiale che richiede il supporto dei talenti di tutta la squadra e persino di uno degli Evangelisti. Da leggere assolutamente.

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  • Fred Vargas Cover

    Fred Vargas è lo pseudonimo che la scrittrice francese Frédérique Audouin-Rouzeau ha deciso di adottare in omaggio alla sorella gemella Jo, una pittrice che nelle sue opere si firma appunto Vargas (Vargas è il cognome del personaggio interpretato da Ava Gardner nel film La contessa scalza). È figlia di una chimica e di uno scrittore surrealista. È ricercatrice di archeozoologia presso il Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche (Cnrs), ed è specializzata in medievistica. Per cinque anni ha lavorato sui meccanismi di trasmissione della peste dagli animali all'uomo. Scrive ogni suo romanzo in ventuno giorni, durante il periodo di vacanza che si concede ogni anno. Rivede poi il testo per tre o quattro mesi, con il suo editor privilegiato:... Approfondisci
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