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Marek Krajewski

Traduttore: V. Parisi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Pagine: 288 p. , Brossura
  • EAN: 9788806188696

Recensioni dei clienti

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    Malfaino

    02/01/2013 15.46.36

    Un romanzo difficile da digerire e impossibile da ricordare alla pari del nome del suo autore. I gialli che si consumano all'ombra delle grandi guerre sono ormai un clichè, in apparenza inesauribile. Le didascalie di strade, piazze e palazzi, i riferimenti alle tradizioni culinarie (che verranno ancor più accentutate nei due successivi capitoli della saga Breslavia, imperdibili quasi quanto questo), l'ambiguità del luogo (sfido chiunque a voler visitare Breslavia dopo che la guerra l'ha rasa al suolo e, sopratutto, dopo aver letto che cavolo si mangiano a pranzo e a cena tutti quanti i suoi abitanti) e, infine, le descrizioni poco curate dei protagonisti hanno fatto il resto.

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    Anna (nata a Breslavia)

    01/03/2009 09.44.59

    E in Polonia le recensioni non sono negativi cosi! Invece, non solo i lettori ma anche gli esperti in literatura trovano i libri di Marek Krajewski bene i interesanti. Personalmente questi libri mi piacono molto. Mi sembra che si deve vivere a Breslavia per proprio sentire e capire la storia. Forse c'era un errore a a andare con queste libre al'estero? Comunque vi invito a Breslavia. Per vedere tutte queste strade...e forse leggere i libri ancora un volta...?

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    Giovanni

    12/01/2009 16.40.09

    davvero pessimo. l'autore sembra interessato solo a farci capire quanto caldo faccia a Breslavia e ad elencare i nomi delle strade. Scritto in uno stile clamorosamente pesante, le pagine scorrono molto lentamente verso un banale finale. sconsigliatissimo

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    nunzio

    03/11/2008 01.09.16

    penoso... il protagonista più insulso nella storia della letteratura; il finale poi è davvero patetico... peccato perchè l'idea era buona ma i personaggi fanno veramente pietà...

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    Silvia

    07/07/2008 19.36.44

    Darei un voto medio perché il romanzo risulta decisamente diseguale; l'idea è intrigante ma la narrazione a volte cade specialmente quando si parla di torture. A questo proposito mi sono chiesta se il giovane poliziotto fosse una specie di Superman viste le sevizie a cui è sottoposto! Oltre a questo l'intreccio è poco lineare per cui a volte ci si perde. Comunque mi ha incuriosita e l'ho portato a termine per conoscere il macchinoso epilogo. Non so se leggerò l'altro...

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    ENRICO

    24/06/2008 15.14.47

    A me il libro non è dispiaciuto affatto; se lo si legge senza aspettative esagerate risulta a mio parere decisamente buono.

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    Valentina

    28/12/2007 11.26.16

    Confuso, banale, noioso. Un romanzo davvero infelice.

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    Enrico

    23/10/2007 11.20.03

    Me l'hanno regalato per il compleanno, e direi che mi è andata fin troppo bene in quanto non l'ho dovuto pagare.

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    PB

    03/09/2007 13.00.54

    Senza infamia e senza lode. Il voto è basso perchè l'idea centrale del romanzo sembrava buona, ma troppa confusione in alcune parti, e troppa superficialità in altre, hanno reso il tutto piuttosto pesante e noioso. In conclusione, un libro "piatto".

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    agnese

    30/08/2007 15.30.40

    Mi associo alle criche negative.Illeggibile. Abbandonato dopo una ventina di pagine.Lo porterò al mercatino delle pulci. Peccato perchè adoro i gialli storici e sono stata attratta anche dall'ambientazione storica. Vivamente sconsigliato.

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    MarleneBlu

    30/07/2007 19.07.55

    Ho letto sui giornali di questo nuovo portentoso scrittore, vado in libreria e lo vedo edito da Enaudi Stile Libero Big, e in copertina strilla che ha incantato i lettori di mezza Europa. Lo inizio, e subito qualcosa non mi quadra. Alla gente non può piacere questa roba, penso, è scritto troppo male. Noia insostenibile, a ogni pagina ripete quanto fa caldo, che afa c'è, e descrive minuziosamente i percorsi, le strade, i palazzi in maniera del tutto didascalica. I personaggi sono confusi, senza fascino, senza carisma. La trama è un guazzabuglio. Oggi l'ho mollato, a tre quarti, non saprò mai chi ha ucciso la baronessina ma non me ne importa niente. Non ho retto una pagina e mezza di dialogo tra un bambino e la sua baby sitter, scritto da tema di terza media, in più del tutto inutile alla trama se non per ripeterci per la ventesima volta che l'ispettore di polizia è stato un povero orfanello che sperava il suo papà finisse di lavorare e lo andasse a prendere. Ancora incredula, mi viene in mente di venire qui e scopro che ci sono solo due commenti e la pensano come me. Questo non è un best seller, stanno tentando semplicemente di farlo diventare tale. Mi sento stupida: ho abboccato alle sirene del marketing.

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    nick

    30/07/2007 17.51.57

    Romanzo di una certa classe, rispetto all'invasione di noir sciatti e scritti male. Originale l'ambientazione agli albori del nazismo, quando fazioni interne del regime si sopraffacevano per annientarsi, ma non erano ancora del tutto prevedibili i funesti anni a venire. Una buona lettura, in cui anche i "buoni" sono degli antieroi, autori di misfatti.

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    lalli

    26/07/2007 11.24.15

    NON SO CHE VOTO DARE PERCHE' E' UN ROMANZO ALTALENANTE:L'INIZIO E' BELLISSIMO CON LA DESCRIZIONE DELLA CITTA CON I SUOI CAFFE' E LE SUE CASE DI TOLLERANZA...LA PARTE CENTRALE DI UNA NOIA INSOSTENIBILE...LA RIVELAZIONE POCO PRIMA DELLA FINE BEN STUDIATA MA IL FINALE CONFUSO E DELIRANTE! BHO!

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    stefano66

    23/07/2007 11.52.50

    bello per la cornice storica....per il resto un noir classico con l'innesto di una vicenda esoterica .... vicenda tutto sommato anche poco credibile..... speriamo sui prossimi libri dello stesso autore

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