La morte a Venezia - Thomas Mann - copertina

La morte a Venezia

Thomas Mann

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Editore: Einaudi
Edizione: 2
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 gennaio 2015
Pagine: 118 p.
  • EAN: 9788806225667
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Una Venezia estiva ammorbata da una peste incombente ospita l'inquieto Gustav Aschenbach, famoso scrittore tedesco che ha costruito vita e opera sulla più ostinata fedeltà ai canoni classici dell'etica e dell'estetica. Un sottile impulso lo scuote nel momento in cui compare sulla spiaggia del Lido la spietata bellezza di Tadzio, un ragazzo polacco. Un unico gioco di sguardi, la vergogna della propria decrepitezza, la scelta di imbellettarsi per nasconderla, sono i passi che scandiscono la vicenda. In pieno Novecento, Thomas Mann ha colto e rappresentato la grande cultura borghese in via di dissoluzione, in un'opera emblematica che fonde la perfezione formale con la rappresentazione degli aspetti patologici di quella crisi.
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    giuseppes

    12/05/2020 23:06:38

    Splendida edizione. Da leggere, soprattutto in questo periodo di quarantena.

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    leogaro

    30/04/2020 20:59:11

    A lungo indeciso se dare 3 o 4 stelle, ho scelto per la prudenza. Il libro è abbastanza interessante, la trama è limitata e gira intorno all'imprevista infatuazione di un maturo scrittore per un giovane polacco; purtroppo, non sempre convince appieno e alcune scene sembrano un po' forzate. Lo stile di Mann è abbastanza aulico, a volte poetico; la storia è scritta quasi come già fosse una sceneggiatura da film e si muove fra le umide calle veneziane, i sontuosi palazzi e l'opprimente atmosfera di precarietà data dall'incalzante colera. Ne esce una vicenda mediamente piacevole, che mescola i dualismi eros-ragione e vita-morte, in cui il coevo Decadentismo letterario si intreccia con la decadenza dei costumi della società del tempo.

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    sofia

    27/09/2019 16:24:59

    Bello

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    Berardo

    24/09/2019 06:38:46

    A volte il linguaggio risulta difficile da capire, ma è normale, data l'epoca nella quale è stato scritto. È un libro che, comunque, va letto almeno una volta nella vita.

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    sofia

    12/09/2019 16:00:58

    Bello

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    Andreas

    08/09/2019 03:52:10

    Ho solo la terza media ma questo mi è sembrato uno dei più alti punti raggiunti dalla letteratura di ogni tempo. Il decadentismo è la formula scelta dall'autore per esprimere le peregrinazioni del protagonista. Decadentismo,ricordiamolo, significa tra le altre cose esaltazione della bellezza che oltrepassa la morale. Da recuperare nella versione dei Meridiani (romanzi brevi Thomas Mann) con accuratissime note del curatore.

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    Francesca

    10/06/2019 23:20:53

    Riconosco che lo stile di scrittura merita . Ma sinceramente la trama , lenta ,non mi ha appassionata . Semplicemente credo non sia il mio genere .

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    Beatrice

    11/03/2019 13:09:15

    “La Morte a Venezia” è uno struggente romanzo di Thomas Mann, uno dei più famosi dell’autore. Pubblicato nel 1912. Protagonista assoluto Gustav Aschenbach, un famoso scrittore che, spinto dalla ricerca della Bellezza assoluta, consuma il suo spirito nella consapevolezza che l’uomo è un essere imperfetto e limitata. Compie un viaggio a Venezia, immersa in un’atmosfera lugubre e spettrale e qui conosce Tadzio, un giovane che sembra incarnare i canoni di una bellezza neoclassica; pur di farsi notare finirà per coprirsi di ridicolo. La narrazione si snoda in una Venezia colpita da una terribile epidemia di colera che contribuisce ad incentrare sul romanzo atmosfere ancora più cupe e tormentate. E’ un capolavoro della letteratura del ‘900 ma dire che è una lettura facile è un po’ azzardato. In poche pagine tutto sommato per un romanzo, si condensano parole e significati molto intensi. Uno stile quello di Mann particolarmente scelto. Con tutti questi sentimenti di passione irrefrenabile, torbide attrazioni, inafferrabile perfezione, sembra più un romanzo della corrente dello Sturm und Drang (impeto e assalto) della tradizione Romantica del secolo precedente. Consiglio la lettura!

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    Simone

    10/03/2019 16:24:08

    Gustav Von Aschenbach è un famoso scrittore che, rimasto vedovo, sente l’impulso di viaggiare. Egli sceglie Venezia come sua meta, ma tra i canali, tra le calli e in spiaggia, serpeggia una costante sensazione di angoscia e malessere. La spensieratezza estiva si trasforma in caldo afoso e i canali in un potenziale covo di malattie. L’unica fonte di gioia e piacere è la vista di un giovane straniero dai bei lineamenti del quale Aschenbach s’innamora. Il suo nome è Tadzio, e presto diventa la sua ossessione e la ragione unica della permanenza a Venezia. In cento pagine Mann descrive alla perfezione la psicologia di un protagonista complicato, con uno stile e un’eleganza inconfondibili.

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    Robu

    10/03/2019 15:30:46

    Libro stupendo. Viene raccontato l'amore platonico di uno scrittore - punto di riferimento della società - per un ragazzo, un fanciullo molto più giovane di lui. E questo amore diventa autodistruzione. Crollano le sue certezze e crolla la sua salute, tant'è che la morte è quasi involontariamente cercata dal protagonista. Molto psicologico ed introspettivo.

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    Filo

    09/03/2019 11:34:46

    Che Mann sia un narratore eccezionale non c'è dubbio e in questo racconto (o romanzo breve, che dir si voglia) si avverte tutta la carica potente della sua scrittura, sublime e decisamente di altri tempi. Il tema, lo ammetto, mi ha un po' disturbato, ma credo che questo sia un fattore inevitabile. Consiglio questo libro a chiunque voglia approcciarsi a tale immenso autore e cerchi un'opera non eccessivamente lunga o complessa (per intenderci, non come la montagna incantata).

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    Jeremy

    08/03/2019 20:23:06

    In questo racconto lungo ci viene narrato di Gustav von Aschenbach, uno scrittore tedesco di successo, che una mattina, osservando una strana figura in strada, è colto dall’improvviso desiderio di andar via, da un impulso irrefrenabile alla fuga che, dopo vari tentennamenti, lo condurrà a Venezia. Qui, avvistato un giovane polacco, comincia a nutrire per lui un sempre maggiore interesse che si trasformerà in innamoramento, ma soprattutto in ossessione folle. L’intero processo lo porterà ad abbandonare ogni morale e ritegno, fino alla totale presa di coscienza di questo degenerare che è inevitabilmente accompagnata ad una serie di inutili giustificazioni. Mann attraverso un stile a tratti aulico, che incanta il lettore, ci narra la decadenza di un’epoca e dell’uomo, del genio in particolare, la vittoria della componente sessuale su quella intellettuale, l’incontro tra Eros e Thanatos.

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    Fanny

    08/03/2019 18:09:14

    Questo romanzo narra la storia di un noto scrittore, Gustav Von Aschenbach e della sua fuga dall'impeccabile ed austero lavoro artistico che lo attanaglia nella morsa dell'incessante produttività. Il protagonista è quindi in cerca di pura evasione dalla sua rigida disciplina letteraria, dopo una vita solitaria, di lavoro incessante che gli dà quasi assuefazione. Per questo si reca a Venezia, dove viene a contatto con vari soggetti che suscitano in lui una curiosità tale da meditarci sopra. Un libro da leggere almeno una volta nella vita.

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    Manuela

    22/09/2018 21:11:26

    Certamente un racconto di gran valore artistico in cui l'attrazione omosessuale del protagonista verso il giovanissimo Tadziu viene trattata lievemente, con grande sofferenza, in un reciproco gioco di sguardi. Anche stavolta, però, come mi è già capitato con altri classici della Letteratura, non ho potuto evitare di constatare che il linguaggio e la tecnica narrativa, così descrittiva dei fenomeni naturali (tramonti, vento, ecc.), siano inevitabilmente datati e rappresentativi dell'epoca in cui sono stati scritti. Resta certamente un capolavoro, soprattutto se contestualizzato al periodo della sua pubblicazione e in relazione al tema trattato. Consiglio di affiancare a questa lettura anche la visione del film di Visconti ad esso ispirato.

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    Nicola

    20/09/2018 15:20:45

    Un bel libro, una storia avvincente descritta con molta attenzione per i dettagli, quasi un taglio cinematografico nella descrizione. consigliato.

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    Antonio

    17/09/2018 20:30:40

    Rimasto vedovo, Gustav Aschenbach sente il bisogno improvviso di partire, fino ad approdare a Venezia. Qui scorge il giovane Tadzio, un quattordicenne che gli ricorda gli ideali di bellezza greca, rimanendone folgorato. Durante tutto il suo soggiorno la sua vita ruota ossessivamente attorno alla figura di Tadzio, simbolo sia del canone di bellezza ellenica sia della gioventù svanita, nonché oggetto di impulsi omosessuali che il protagonista non sapeva nemmeno di possedere in latenza. Più che un romanzo, è un racconto lungo. Un racconto che con meno di cento pagine (e infatti è un premio Nobel) riesce a esprimere la dicotomia umana, sull'inconciliabile dissidio interiore tra Eros e Thanatos, tra lo spirito apollineo e quello dionisiaco, il tutto mentre sulla città incombe la presenza inquietante del colera, ossia la morte che aleggia costantemente mentre gli uomini si interrogano sui propri sentimenti.

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    Gaia

    24/08/2018 17:22:55

    Che dire di questo romanzo? Perfetto, si non mi viene in mente molto altro, tutto scorre con naturalezza ed equilibrio e in poche pagine si delinea una storia dalle proporzioni perfette con personaggi delineati in pochi tratti, ma destinati alla memoria eterna (rileggendolo mi sono resa conto di aver conservato intatta in memoria la descrizione del ridicolo commesso di Pola falso giovane incontrato da Von Aschenbach nella traversata verso Venezia, avevo letto quel brano la prima volta circa venticinque anni fà nell'antologia della terza media!). Tra i tratti che gli conferiscono la perfezione estetica, mi viene in mente che oltre all'armonia e alle proporzioni possiede anche la simmetria, infatti proprio l'episodio del commesso vecchio che vuole fare il giovane è speculare a quello di Von Aschenbach stesso che, per piacere a Tadzio, si lascia agghindare dal barbiere, con trucchi, tinta per capelli, ecc. Com'è facile giudicare, come si invecchia rapidamente..

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    CyberDracula (il maresciallo)

    15/05/2018 15:17:53

    Mah,gli do 2/5 voti per il semplice motivo che lo trovo noioso e scarso,lento da leggersi. Sapendo però che è l'opera di un maestro del primo '900 e i suoi altri romanzi sono eccellenti opere narrative...questo mi ha deluso,trattando in penombra lo spettro dell'omosessualità maschile. Di gran lunga ben riuscita la versione cinematografica del Visconti. (Anche se la versione da me letta e una stampa dei primi anni '90 ,comprata su una bancarella,ora introvabile da molto tempo.)

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    Cristiano Cant

    28/03/2018 05:07:43

    Tutta la bellezza forse è come un'idea sospesa sull'acqua, quella fragilità che fissa l'eterno e insieme lo perde fra le vite che passano, impronta e caducità, firma e ricordo, presenza e polvere. O forse la perfezione ha come madre la musica. Una laguna solcata da un adagio, l'indicibile di cui le note si appropriano e che supera lo sforzo delle sillabe, i languori di nostalgie sorgive, mentre un uomo scende da un vecchio vaporetto avvertendo già dentro come un senso di fine, di addio alle logiche e ai misteri della propria ricerca, di un'Estetica che legge nel proprio intimo il morale e l'immorale come alleati da sempre inestricabili e che non può che flettersi in rassegnata obbedienza a quelle leggi: "L'arte è una vita più intensa. Essa dona felicità più profonda, e divora più in fretta. Scava nel volto del suo servo le tracce di avventure spirituali e immaginarie, e anche nella pace claustrale della vita esteriore porta a lungo andare un'ipersensibilità, un raffinamento, una stanchezza e una curiosità di nervi che nemmeno la vita più piena di sfrenati godimenti e passioni saprebbe suscitare". Ma poi c'è anche l'adolescenza a scolpire il tempo coi suoi tratti assoluti, c'è Tadzio, il ragazzo "dai capelli color miele" che divora il desiderio di Aschenbach e gli impone i brividi del controllo, una vera febbre mortale, incandescente, lungo ogni solco di sguardo che li fa incrociare. Lui che aveva sempre sentito "l'incontentabilità come l'essenza e l'intima natura del talento letterario, perché sapeva che questo tende ad accontentarsi di un'allegra approssimazione e di una mezza perfezione" adesso è lì, sfiancato e perso fra le linee, l'andatura e le mosse di quel ragazzino, un angelo nordico che è preludio drammatico, l'annuncio del grande magistero della morte conficcato nella sensibilità del poeta. Capolavoro assoluto, mirabile viaggio nella lucente malattia di un'anima, dolore e esaurimento diretti a meraviglia dal Mago.

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    Giuseppe Florio

    11/10/2016 22:52:39

    Considerato uno dei vertici del decadentismo europeo, questo romanzo narra la storia di un noto scrittore, Gustav Von Aschenbach e della sua fuga dall'impeccabile ed austero lavoro artistico che lo attanaglia nella morsa dell'incessante produttività. Il protagonista è quindi in cerca di pura evasione dalla sua rigida disciplina letteraria, dopo una vita solitaria, di lavoro incessante che gli dà quasi assuefazione. Per questo si reca a Venezia, dove viene a contatto con vari soggetti che suscitano in lui una curiosità tale da meditarci sopra. Uno di essi in particolare, un ragazzino polacco di bell'aspetto, richiama la sua attenzione al punto di farlo innamorare. Si tratta di un'attrazione all'inizio celata, che Gustav fatica ad ammettere, ma che in seguito è costretto ad ostentare, seppur con ritegno considerata la sostanziale differenza di età. E' la prima volta che mi capita di dare un voto basso a un romanzo considerato da un'elevata percentuale di lettori come un'opera perfetta. Si nota ovviamente la magnificenza stilistica dell'autore, ed è assai toccante il fatto che fosse ispirato a personaggi e fatti reali, ma non è stato semplice e scorrevole come lettura. La storia rappresenta una fuga dell'intellettuale dalle convenzioni borghesi, quindi un'indagine introspettiva accurata, e tutto questo lo rende assai degno di nota, ma al tempo stesso non dal semplice ritmo. In ogni caso si tratta di una fonte d'ispirazione musicale da parte di Benjamin Britten, e cinematografica da Luchino Visconti; rappresentazioni di complemento alla lettura.

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  • Thomas Mann Cover

    Dopo la morte del padre si trasferisce prima a Monaco con la famiglia, poi soggiorna con il fratello a Roma e Palestrina. Tornato a Monaco, lavora nella redazione del Simplicissimus, ma presto si dedica esclusivamente alla letteratura.Il primo dopoguerra segna la sua definitiva affermazione, diventando massimo rappresentante della letteratura tedesca. Nel 1929 vince il Premio Nobel per la letteratura e pochi anni dopo decide di lasciare la Germania per trasferirsi prima nei Paesi Bassi e in seguito negli Stati Uniti dove rimane fino al 1952 per poi spostarsi in Svizzera.Mann sin da subito imposta la problematica dell'isolamento dell'individuo di fronte alla società borghese, e porterà avanti tale questione in tutti i suoi romanzi e racconti. Decisivo per il suo sviluppo intellettuale... Approfondisci
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