La morte corre sul fiume

Davis Grubb

Traduttore: G. Oneto
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 7 novembre 2007
Pagine: 259 p., Brossura
  • EAN: 9788845922305
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Descrizione
Anche in assenza di precise notizie, non è difficile immaginare che nella sua carriera di pubblicitario Davis Grubb mai aveva lanciato un prodotto con un accorgimento efficace come quello con cui nel 1953, al suo esordio, presentò Harry Powell alias II Pastore, cioè lo psicopatico più seducente e abominevole che si ricordi: quattro lettere tatuate sulle dita della mano sinistra ("Hate") e quattro su quelle della destra ("Love"). Il resto - e si intende la costruzione di un gotico tutto americano, dove le luci dell'espressionismo proiettano lunghe ombre sul paesaggio spettrale del Midwest - lo ha fatto il film diretto l'anno dopo da Charles Laughton e interpretato da Robert Mitchum: ogni scena sembra girata per imprimersi, come in effetti è avvenuto, nella memoria. Tanto più sorprendente sarà allora tornare al testo d'origine: la storia è qualcosa di più, se possibile, dei fatti che la compongono (e che ruotano intorno a un bottino di cui solo i ragazzini nelle mani del Pastore conoscono il nascondiglio), è un'omelia nera, una lunga e cupa ballata atroce almeno quanto le filastrocche infantili che di tanto in tanto la interrompono, risuonando nel vuoto.

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    riccardo tuechtel

    25/03/2009 11:17:33

    Storia scritta con maestria in cui i tempi sono dettati con estrema precisione. Essenziale senza sbavature. 5/5

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    mauro

    09/09/2008 21:17:11

    Gran bel libro ! Scritto in modo molto particolare e con la capacità di lasciare al lettore un'ampia possibilità di immaginare, costruirsi i personaggi, le situazioni, sentirne i rumori e i profumi. Ben Harper è un bianco oppure un nero ? Boh...tutta immaginazione. Un punto in meno per il finale che non mi ha entusiasmato come il resto del libro. Da leggere.

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    standbyme

    28/11/2007 20:07:35

    Da questo romanzo fu tratto un film che, nonostante la mancanza di effetti speciali, tenne gli spettatori incollati sulla poltrona togliendo loro il respiro. Il libro non è da meno. Non ci sono descrizioni cruente di omicidi: solo poche righe. Non ci si sofferma sui dettagli macabri: solo un accenno. Le donne assassinate sono tante: ma non per questo il lettore è mosso a pietà o sdegno. Eppure la tensione sale massimo, la paura ti attanaglia, ti immedesimi così tanto nelle piccole prede che il terrore ti prende lo stomaco e il cuore fa un balzo. Siamo nel pieno degli anni della grande Depressione, un giovane padre di famiglia, per offrire un futuro migliore ai suoi bambini, rapina una banca: due impiegati uccisi e un bottino di 10'000 dollari, un’ingente somma per l’epoca. Ferito viene catturato dopo poche ore ma i soldi non si trovano: solo John, 9 anni, e Pearl, 4 e 1/2, sanno dove sono nascosti ma hanno giurato al padre di non svelare mai il segreto mai. Un uomo, Harry Powell soprannominato il “Predicatore”, intuisce qualcosa e, quando esce dalla prigione che ha condiviso per un po’ di tempo con il rapinatore, ha inizio la caccia. Una caccia fatta di lusinghe, ammiccamenti, sottili pressioni psicologiche, plagi, velate intimidazioni, chiare e dirette minacce. Una delle figure più negative che io ricordi e d'altronde cosa ci si può aspettare da qualcuno che sulle dita della mano sinistra ha tatuato la parola “hate” e sulle quelle della destra “love”? Al “Predicatore” si contrappone Rachel Cooper una donna energica, buona e severa con un alto senso della giustizia. L’ipocrisia chi si appella alla religione per compiere i più raccapriccianti misfatti contrapposta a chi ha vera fede in Dio. Ma su tutti il più coraggioso, il più forte, chi non tradisce, chi fermamente crede che un giuramento deve, a costo della vita, essere mantenuto è John. Non voglio dirvi altro per non rovinarvi il piacere di leggere questo bellissimo romanzo. No, aspettate, sto guardando la mia mano sinistra: “i soldi sono nascosti nel”. Eh, eh

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