La morte di Ivan Il'ic - Lev Tolstoj - copertina

La morte di Ivan Il'ic

Lev Tolstoj

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Curatore: P. Nori
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 8 gennaio 2014
Pagine: 94 p., Brossura
  • EAN: 9788807900815

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La morte di Ivan Il'ic

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Gaia la libraia

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Pubblicato nel 1886, questo racconto descrive la vita di Ivan Il'ic, un borghese di buona famiglia, di discreta intelligenza e qualità mondane, costantemente preoccupato del parere dei superiori, che con le loro azioni potrebbero agevolarne la scalata sociale. Anche il matrimonio sembra confacersi alla pratica di vita da lui perseguita nella vita professionale: ha sposato la moglie più per convenienza d'affetto e sociale che per reale innamoramento. Tutto procede per il meglio, fin quando il protagonista non subisce un banale incidente domestico. Cadendo da uno sgabello Ivan Il'ic accusa un forte colpo al fianco, un dolore che con il passare del tempo sarà sempre più costante, costringendolo a consultare numerosi medici per cercare di venirne a capo. Nella situazione di disagio indotto dalla malattia cambiano così le sue priorità. Nell'avere pietà di se stesso, comincia sempre più a essere insofferente verso la rumorosa indifferenza della gente sana. Nessuno lo comprende né gli presta ascolto, tranne un muzik, un paesano, che fin dal giorno dell'incidente aveva cominciato a prendersi cura di lui, peraltro con un atteggiamento improntato a una straordinaria serenità. La malattia lo induce pertanto a rivedere tutta la scala dei valori che aveva ispirato la sua vita, guidandolo alla comprensione della verità: tutto è stato falso, nella vita familiare come nel lavoro. Ma alla fine della sua vita la menzogna si ritira, e Ivan Il'ic riuscirà a morire sereno, con il sorriso sulle labbra.
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    Giorgio Minucci

    18/08/2020 13:33:18

    Ivan guarda alla vita con borghese intraprendenza, come ragguardevole ascesa sociale, in un percorso professionale che lo porterà da aiutante a procuratore nella magistratura, a procurarsi una donna di buona famiglia con figli e a realizzare il sogno tutto suo di una casa come quella dei ricchi, per il benessere proprio e della famiglia. Ma in questo percorso in salita, nonostante la sua affabilità, affidabilità e scrupolosità, incontra sempre degli ostacoli: nella professione qualcuno tenta di fargli le scarpe, ma riuscirà ad averla vinta, a detenere le redini del potere e per questo stimato e venerato. In famiglia la moglie, dopo una prima fase di gioia e intimità, inizia a manifestare, soprattutto con la prima gravidanza, segnali di gelosia, a volte di disistima. Ma Ivan non si dà per vinto, si rifugia nel lavoro e nel gioco innocente delle carte, in più, quando le cose gli vanno veramente bene, progetta la ristrutturazione della nuova casa. Un banale incidente, un forte colpo al fianco durante la ristrutturazione, diventa oggetto di battute domestiche che esaltano la forza vitale del corpo di Ivan. Ma da qui in poi ci sarà una lenta discesa nella malattia, con i medici che avanzano ipotesi sul rene e sull'intestino cieco, con tanto di medicinali da assumere. Male sordo al fianco e alito cattivo. Sempre più frequente. Ivan non riesce a comprendere che non si tratta di malattia e guarigione, ma di vita e morte. E quando comprenderà che è oramai la morte a chiamarlo, capirà, con attonimento, che tutta la vita vissuta e il mondo in cui ha vissuto erano tutta una farsa, e che solo la morte può liberarlo. In questo racconto si assiste a una vera e propria fenomenologia del malato e del morire, come il suo mondo si restringa sempre più; vi è un approccio senza dubbio esistenziale ma anche una critica sociale del mondo borghese, con le sue etichette e superficialità. Decisamente un capolavoro.

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    Gianpaolo

    23/07/2020 14:27:56

    Non capita spesso di poter leggere un capolavoro di solo cento pagine. È stato uno dei pochi libri che è riuscito a farmi piangere. Forti emozioni e tante riflessioni dopo la lettura di questo libro. Da leggere possibilmente tutto di seguito per poter vivere ogni momento con tutta l'intensità che merita.

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    Giarkomo

    27/06/2020 05:47:06

    Opera non eccelsa in relazione al tema trattato, né aiuta la brevità del racconto in quanto la prima parte (dedicata alla visione materialista e arrivista del protagonista) risulta non incisiva e quasi vanifica la seconda (dedicata alla malattia). Il giudizio risente poi della ferma posizione del sottoscritto riguardo al tema: laddove si vorrebbe affermare che l'idea della morte viene allontanata in quanto ritenuta generalmente "faccenda altrui" è invece vero che questo contegno si spiega proprio al contrario; giacché vi è consapevolezza permanente della morte, allontanare l'idea che essa perennemente incombe è l'unico modo per continuare a vivere.

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    Giacomo

    23/05/2020 17:34:25

    Un libro non ha bisogno di migliaia di pagine per poter ricevere il crisma di capolavoro, e Tolstoj, a cui pure le parole non mancavano, qui ne dà dimostrazione. Crudo, da toglierti il sonno; con facilità disarmante nullifica tutte le anche innocenti futilità cui siamo soliti confortarci. Tuttavia, di una profondità commovente. Da leggere, con fegato, ma da leggere, senza alcun dubbio

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    ale_lovebooks

    17/05/2020 19:33:03

    perché acquistarlo? ⠀ 😂Vi farà ridere. Anche se questi giorni di chiusura forzata in casa sembrano finiti, non fa mai male farsi distrarre dai libri, buttarsi su una storia divertente è sempre la cosa giusta e da questo punto di vista Felicia è imbattibile! ⠀ 🥰Vi farà innamorare. Al contrario degli altri libri dell'autrice che sembrano sempre così lontani dalla nostra quotidianità, questa è molto vicina a noi e ambientata in un periodo che tutti abbiamo vissuto, certo se ci fosse stato un vicino sexy a farmi compagnia sarebbe stato meglio😉 ⠀ 🤔Vi farà riflettere. Ogni volta che vedrò la copertina di questo libro da qualche parte non potrò non pensare a questi mesi, capisco che per molti non sarà un bel ricordo, ma io credo che in futuro ricorderò questi giorni con un sorriso... in fondo in questa quarantena ho scoperto molto di me e di chi mi sta accanto. ⠀ 🤝Vi farà fare del bene. Acquistando questo libro farete del bene e darete il vostro contributo alla battaglia contro il #coronavirus in quanto l'intero ricavato dell'autrice andrà in beneficenza all'ospedale di Modena, in particolare al reparto di pneumologia. Godendovi una bella lettura potrete salvare delle vite, io lo comprerei anche solo per questo😉

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    plex82

    15/05/2020 20:59:51

    In questo romanzo il protagonista dopo un banale accadimento si trova ad avere una percezione della vita radicalmente differente. La situazione che ne scaturisce lo porta a ripensare a tutto ciò che lo circonda, dal rapporto con la moglie alle falsità dei colleghi di lavoro ed anche al cinismo della società che lo circonda. Racconto breve ma denso di contenuto e di senso, che pone a mio avviso quest'opera tra le più importanti della letteratura.

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    Maria

    15/05/2020 09:53:17

    Amo tutti i romanzi di Tolstoj, in particolare questo che ci rammenta l'imprevedibilità della vita. Rimane un classico d'eccezione perché, pur essendo ambientato in un periodo e in un luogo completamente diversi da quelli in cui viviamo, ha la capacità di cambiare gli animi consigliando con leggerezza, ma non superficialità, la ricerca del vero senso della vita e il non Attaccamento alle cose materiali, perché queste alla fine, servono a poco e a nulla. Super consigliato!

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    Simo

    13/05/2020 08:54:10

    La morte di Ivan Il'ič è un racconto angosciante. Inizia con una classica nota russa per scivolare sapientemente in un precipitare claustrofobico. Ivan Il'ič sei tu e gli altri personaggi fastidiose mosche di contorno. E tu vuoi concentrarti solo su Ivan Il'ič perché assieme a lui, tramite lui, stai aspettando di captare la voce della morte. E l'angoscia sale e poi esplode in un grido soffocato quando infine giunge. Ma è Ivan Il'ič ad essere morto. Impieghi un momento a mettere a fuoco questa realtà che ti suona stordente. Torni a respirare. Forse è meglio non misurare la pressione per oggi.

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    Verena

    13/05/2020 08:18:09

    Un libro brevissimo e intenso, gli ultimi giorni di un uomo semplice che si trova costretto a pensare improvvisamente alla morte e alla vita. Modernissimo seppur pubblicato 150 anni fa. Ivan riflette sulla falsità della vita e sulla concretezza della morte.

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    elisabetta

    12/05/2020 08:27:19

    Breve ma allo stesso tempo pieno di significati e sottigliezze. Da leggere

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    Carla

    11/05/2020 18:33:33

    Neanche lo so quante volte ho letto questo libro. Io amo Lev. Io amo questo libro. E ogni volta che lo leggo lo trovi diverso. Ci trovo qualcosa di nuovo.

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    Leonardo Punginelli

    11/05/2020 13:15:33

    In poco più di cento pagine, Tolstoj descrive, in modo asciutto e penetrante, la discesa della psiche di un uomo comune negli abissi angoscianti della morte. Morte che non è solo fine, cesura ma innesco per uno spietato bilancio della vita del protagonista.

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    Luca

    03/05/2020 14:00:48

    Un racconto breve, perfettamente in sintonia con lo stile dell'autore e con la specificità della letteratura russa. Le parole del libro, oltre a raccontare le vicende di Ivan, ci svelano le profondità dell'animo umano, con sincerità e senza ipocrisie, mettendo a nudo la natura dell'uomo.

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    natt

    25/03/2020 00:13:32

    Ottimo per chi si vuole approcciare alla letteratura russa senza partire subito da qualche pesante mattone,si legge in poco tempo e non è per niente pesante. Sarà anche di 200 anni fa ma è molto attuale visti i temi...la malattia,la sofferenza,l indifferenza e il fastidio che il malato porta alla famiglia...da leggere anche per arricchire se stessi e pensare che ogni giorno potrebbe essere l ultimo o essere la causa di morte piu in là Vi consiglio anche il racconto breve "il cappotto" di Gogol

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    Francesca

    13/01/2020 03:14:52

    Racconto piacevole, carino , del grande Tolstoj. Certo non un grande capolavoro, ma cmq godibile e apprezzabile, soprattutto se si è appassionati di letteratura russa !

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    Claudia

    25/09/2019 13:41:02

    Io adoro e ammiro la letteratura russa per la loro capacità di svelare l’animo umano, per come era ieri e continua ad essere oggi. E questo romanzo non è da meno, anzi, nella sua brevità mira subito al suo obiettivo: la critica per una vita apparentemente piena di soddisfazioni, quelle soddisfazioni che la società definisce come indispensabili e necessarie, che cadono davanti ad un imprevisto, un incidente futile e inevitabile. È un romanzo fin troppo attuale, che, sinceramente, mi ha colpito duramente.

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    Salvatore

    23/09/2019 14:07:51

    Romanzo breve da di grandissima intensità. L'empatia nel confronti del personaggio ti trascina con lui verso una fine crudele ma inesorabile. Una volta letto rimarrà sempre dentro di te.

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    Laura

    22/09/2019 17:57:25

    Questo è un libro che, se uno non sa bene cosa sia la morte, dopo averlo letto lo capisce.

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    jds

    20/09/2019 18:03:04

    Un racconto bellissimo e che fa riflettere. E' molto scorrevole e si legge velocemente, ma l'importanza dei concetti espressi da Tolstoj non possono essere banalmente ridotti e sottovalutati. Non è molto facile digerirlo e lo adoro soprattutto per come l'autore tratta il tema della morte e della malattia. Credo che sia uno di quei libri che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita, nel mio caso una volta sicuramente non basterà!

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    silvia c.

    19/09/2019 12:40:21

    Un classico che non delude, anzi. Dalla penna sopraffina del grande scrittore russo fuoriesce una descrizione perfetta della società russa dell'800 e della quotidianità di un funzionario pubblico e della sua triste sorte. Se vi volete rifare gli occhi leggendo qualcosa di valore e di grande interesse, questo è il libro giusto. Lo consiglio!

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  • Lev Tolstoj Cover

    Nato in una famiglia di antica nobiltà, rimasto orfano della madre a due anni e del padre a nove, fu allevato da alcune zie molto religiose; trascorse l’infanzia e l’adolescenza tra Mosca, la grande tenuta familiare di Jasnaja Poljana e Kazan’, dove nel 1844 si iscrisse all’università, frequentando prima la facoltà di studi orientali, poi quella di giurisprudenza, che concluse nel 1850. In questi anni, disordinati e tempestosi ma anche nutriti da intense letture (J.-J. Rousseau, A. Puskin, N. Gogol’, L. Sterne), cominciò a tenere un diario, che continuò poi per quasi tutta la vita. Nel 1851-53 partecipò alla guerra contro il Caucaso, prima come volontario, poi come ufficiale di artiglieria. Il suo debutto letterario (Infanzia,... Approfondisci
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