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Recensioni dei clienti

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    Silvia Mia

    04/01/2018 12:56:30

    No non ci siamo: troppo semplicistico, troppo copiato, manca di originalità. Scrivere gialli credo sia molto difficile e questa scrittrice non ha le qualità.

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    Roberta

    15/12/2010 16:59:31

    Un racconto godibile. Si basa molto sui gialli di Agatha Christie con effetto finale alla Poirot. L'idea della libreria come scena del delitto e i probabili sospettati, degli scrittori di libri gialli, e' un'idea carina ma la storia non e' eccezionale con colpi di scena o suspence. Una lettura nel complesso tranquilla.

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    Chiara

    31/10/2007 17:03:05

    Avete presente quando a scuola un professore dice ai genitori dell'allievo "E' INTELLIGENTE, MA NON SI APPLICA" ? Ecco, questo è il libro. Ne avevo grandi aspettative (gia' dal titolo ): tutte deluse. Poco trascinante fin dall'inizio, prevedibile e scontatissimo e soprattutto, troppo infarcito di citazioni e riferimenti alla letteratura giallo/thriller/poliziesco che denotano solo irritante saccenza piu' che cultura in materia .

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    andrea

    07/03/2003 22:53:45

    Sarebbe il mio sogno avere una libreria come "Delitti a richiesta" ma preferirei non trovarmi coinvolto in un quadruplice omicidio ed esserne considerato l'artefice. L'idea di base del romanzo è ottima e risulta inoltre arricchita dalle frequenti citazioni "noir" di cui fa menzione l'autrice, sebbene non tutte siano riconducibili ad opere realmente esistenti. Tuttavia il linguaggio non sempre lineare,la poca personalità espressa dai protagonisti e la eccessiva meccanicità di alcune situazioni fanno di "Morte in libreria" un giallo incapace di lasciare il segno. La mera gradevolezza infatti non è considerabile un pregio nel campo della letteratura.

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scheda di Visintin, G., L'Indice 1998, n. 3

Alzi la mano chi - volendo immaginare o addirittura progettare una libreria ideale - non penserebbe ad arredare un angolo del negozio con comode poltrone, dove sedersi a sfogliare qualche libro, fare salotto coi librai e gli altri clienti, bere una tazza di caffè o di tè. Ora, a parte le fantasmagorie newyorkesi di Barnes & Noble (di cui si è parlato in queste pagine nel novembre 1996), di solito queste idee risultano molto più attraenti nella fantasia che nelle loro realizzazioni pratiche. Tuttavia è raro che vi capiti ciò che succede nella libreria Delitti a richiesta, dove a essere ucciso è lo scrittore invitato a parlare ai clienti più affezionati, a loro volta quasi tutti autori di letteratura poliziesca. La vicenda che da questo omicidio si dipana non manca di aspetti prevedibili, e procede un po' stentata fra altri delitti fino allo scioglimento finale con ambizioni giallo-rosa. Le indagini (come di rigore) dei dilettanti sono infarcite di citazioni da romanzi gialli classici, e i ripetuti omaggi ad Agatha Christie arrivano fino a battezzare col suo nome la gatta della protagonista. Il romanzo patisce purtroppo di tanto in tanto una traduzione goffa ("Egli ovviamente stava tentando di fare il difficile"). Ma è da apprezzare la precisione nelle citazioni dei molti titoli di gialli famosi, ben resi nella forma (spesso non una traduzione letterale) con la quale sono noti in italiano.