Traduttore: M. K. Archibugi
Curatore: D. Archibugi
Collana: Il divano
Anno edizione: 1993
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 novembre 1993
Pagine: 104 p.
  • EAN: 9788838909757
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scheda di Cresto-Dina, P., L'Indice 1994, n. 7

È noto come la presenza a Praga del sessantatreenne Giacomo Casanova nell'ottobre del 1787, alla vigilia della prima rappresentazione del "Don Giovanni", abbia da tempo alimentato la leggenda di un suo diretto coinvolgimento nella stesura del libretto dell'opera. Confermerebbero questa ipotesi i rapporti di Casanova con Da Ponte e il ritrovamento, tra le sue carte postume` lasciate nel castello di Dux, di una diversa redazione della scena del sestetto nel secondo atto. Rendendo omaggio a un filone narrativo che annovera in Morike il predecessore più illustre, Louis Furnberg, drammaturgo e giornalista nato in Moravia nel 1909, costruisce su questa esile circostanza la sua "Mozart Novelle", non tanto per sposare la problematica tesi di un'effettiva collaborazione professionale, quanto piuttosto per registrare il punto in cui l'apparente affinità tra Mozart e il libertino, la debole identificazione tra due esistenze pur segnate dalla comune collocazione sociale ai margini dell'ambiente aristocratico, cede il passo alla radicalità degli interrogativi posti dall'arte e introduce alla solitudine del genio. Il racconto, che si svolge nell'arco di una giornata, si apre con una splendida sequenza corale nella casa di campagna dei Duschek per concludersi con la passeggiata notturna dei due protagonisti nella città deserta. L'impressione di una loro crescente estraneità non ci sembra attenuata dall'ipotesi di un contributo casanoviano alla genesi del capolavoro. Ed è in fin dei conti la "modernità" del "Don Giovanni" - lascia intendere Furnberg - a eliminare, in: proposito, ogni equivoco.

Louis Fürnberg, «per nostalgia di Praga», scrisse questa Mozart Novelle nel 1945, durante l'esilio - pubblicata nel 1947 a Vienna, col titolo Amadeus und Casanova. E a Praga, nell'ottobre del 1787, mentre attorno alla prima del Don Giovanni si articola una congerie di avventure, aneddotiche o reali, fili intricati e interrotti, ma tutti storicamente certi, collegano un Mozart trentenne e irrequieto, al vecchio Giacomo Casanova, prigioniero del suo passato, e del suo estremo lavoro di bibliotecario nel castello dei Waldstein a Dux, vicino Praga appunto. Riannodando questi fili - la riscrittura casanoviana di una scena del Don Giovanni, l'amicizia di Casanova con Da Ponte, la comune muratoria nella Massoneria, un movimentato aneddoto circolante sull'Ouverture del capolavoro mozartiano -, Mozart e Casanova finge l'incontro inevitabile tra il libertino veneziano e il musicista.