Il mugnaio urlante

Arto Paasilinna

Traduttore: E. Boella
Editore: Iperborea
Edizione: 9
Anno edizione: 1997
Pagine: 280 p., Brossura
  • EAN: 9788870910667
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 13,60

€ 16,00

Risparmi € 2,40 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

€ 8,64

€ 16,00

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    n.d.

    16/10/2017 10:34:55

    Prima esperienza con questo prolificissimo autore. Scrittura al limite dello scolastico e storia inverosimile e di scarso interesse. Se poi ci aggiungiamo la veste grafica, vanto della casa editrice, abbiamo il quadro completo: sconsigliabile.

  • User Icon

    nihil

    03/09/2015 07:45:16

    Uno splendido libro delicato seppur dolente. Le verita sono relative: c'è quella di Gunnar, quella del paese e quella che si vuole far passare per ufficiale. Il finale inevitabile si stempra nel surreale, forse all'autore stesso spiaceva e ha cercato di alleggerirlo con una conclusione fiabesca da interpretare.

  • User Icon

    angelo

    23/12/2014 23:40:54

    Ingredienti: un mugnaio lappone col vizio di ululare, un paesino di perbenisti che lo condanna al manicomio, la fuga nei boschi per mantenere la libertà, la vendetta della natura sugli uomini carnefici. Consigliato: a chi teme gli effetti di un mondo sempre più umanizzato e sempre meno naturale, a chi considera ogni diverso un malato, un folle o un criminale.

  • User Icon

    Michele

    17/01/2011 23:24:51

    Stupendo! Coinvolge, sa divertire ed essere struggente al tempo stesso. Personaggi e situazioni rese con realismo nel contesto sociale e nella descrizione di un meravoglioso ambiente naturale. Obbligatorio per chi ama la Finlandia.

  • User Icon

    Ginevrina

    22/06/2007 15:40:54

    E' il secondo libro di Paasilinna che leggo e dopo "Il figlio del Dio Tuono" appare tanto diverso.... Però è molto bello e anche questo, sotto una situazione forse talvolta paradossale e ironica, fa molto riflettere, sull'ipocrisia della massa, sulla mediocrità dell'essere umano che tende smussare ogni spigolo tagliente della personalità. La lotta al diverso, all'emarginato è un argomento attuale da sempre, perchè ciò che non si capisce fa paura e ciò che fa paura si tenta di eliminare, non di capire. Ed è pure un bel saggio sulla malvagità di fondo di molti umani, che sfogano la propria insoddidfazione e scarsa abilità sugli altri. L'ho trovato ironico ma anche molto inquietante; che il mugnaio ci stia simpatico o meno si finisce per cadere nell'inquieta magia dell'inseguimento, della fuga, forse una delle paure ancestrali più forti nell'uomo. E ancestrale è anche la paura di un uomo che ulula come un lupo, il cui lugubre canto rieccheggia nei boschi del nord. Ho apprezzato molto la conclusione, solo accennata in sostanza e di grande effetto, in cui un lupo ed un cane si vendicano alla mediocrità. Ho letto in un commento che il mugnaio non ama gli animali: al contrario, secondo me è talmente vicino all'istintività e alla libertà degli animali da essere più vicino alle bestie che imita che ai propri simili

  • User Icon

    Marco1967, il Guardiano

    01/03/2007 16:39:41

    Si legge senza gravi controindicazioni, anche perché i capitoli sono brevi e la scrittura è agile e talvolta ironica in un contesto malinconico. Il romanzo, che vuole essere "naif", si perde nella descrizione di capanni, cassette della posta, attrezzi per distillare grappe ed altri accrocchi vari per parlare dei quali Paasilinna si scorda perfino di scrivere un finale significativo. Mah. Delude le aspettative e non mi invoglia a leggere altri libri dell'autore. Voto: 2 / 5

  • User Icon

    Standbyme

    22/02/2006 18:21:14

    Di tanto in tanto capita che un regalo sia indovinato e apprezzato! È il primo romanzo che leggo di questo originale e spassoso autore finlandese e l’ho trovato molto gustoso. Sotto una scorza di allegria e situazioni paradossali si nascondono tematiche profonde che toccano la sensibilità del lettore. L’incomunicabilità, la non accettazione del “diverso” da parte di una piccola comunità, l’amore clandestino per evitare che i “benpensanti” non si scandalizzino, la stupidità e l’arroganza delle persone, lo spirito di libertà, la reclusione nel manicomio (volutamente ho usato questo termine) che tanto ricorda il celeberrimo film “Qualcuno volò nel nido del cuculo”. Come non parteggiare con Gunnar e mangiar rabbia di fronte alla stupidità del dottore che finché imita lui i versi degli animali tutto bene ma quando lo fa il mugnaio lo prende per matto e lo scaccia di casa? Una scrittura scorrevole e piacevole ti fa arrivare all’ultima pagina in un lampo lasciandoti il rimpianto che sia finito troppo presto.

  • User Icon

    Michela

    28/09/2005 09:26:57

    La tristezza c'è anche nello Smemorato e in Linnea, ma in quelli è abilmente dissimulata sotto l'umorismo... invece qui qualche sorriso c'è, ma la tristezza prevale. Il finale aperto da una parte delude, dall'altra lascia al lettore la libertà di immaginare cosa è successo veramente.

  • User Icon

    Giacomo

    29/08/2005 22:32:55

    Sì, forse è vero che rispetto agli altri questo libro è un pochino più triste, anche perché tutti quelli che circondano il povero Gunnar Huttunen sembrano più crudeli del solito e meno inclini ad accettare il prossimo. E' così che all'emarginato rimangono poche vie di fuga e poche speranze di far cambiare opinione agli altri... Non per questo il libro è da meno degli altri, anzi, forse rappresenta meglio il mondo d'oggi e i trattamenti riservati ai diversi.

  • User Icon

    dipassaggio

    12/07/2005 14:25:07

    E' in assoluto uno dei libri più belli che abbia mai detto. Fresco, scorrevole, divertente. Un ritratto ironico e affettuoso della Finlandia e dei suoi abitanti. Fa venire voglia di visitare quei luoghi.

  • User Icon

    Red

    10/07/2005 17:40:08

    Ho scoperto ibs da poco ed è per caso che sono entrato a vedere i commenti dei lettori su un libro uscito da anni come "Il mugnaio urlante". Anche io mi sono sorpreso di quanti estimatori abbia Paasilinna. Credevo di trovare al massimo uno o due commenti se non nessuno. Comunque sono d'accordo con Angela: secondo me è il miglior libro di Paasilinna. Mi sono piaciuti abbastanza anche il Bosco delle Volpi e L'anno della lepre. Un po' meno Il figlio del Dio del Tuono e ancora meno I veleni della dolce Linnea e Lo smemorato di Tapiola. Rinnovo comunque la fiducia in uno dei miei autori preferiti: continuerò a leggere i suoi prossimi libri, sperando di trovare un altro capolavoro come Il mugnaio urlante.

  • User Icon

    Gino

    17/05/2005 09:19:32

    Sono d’accordo con Michela, il libro è diverso dagli altri scritti da Paasilinna. Vi si trovano le solite situazioni comiche, ma qui è sempre presente un velo di tristezza. Tale sensazione traspare forse dalla sensazione d’inferiorità del mugnaio abbandonato, ostacolato, deriso da tutti gli abitanti del villaggio; oppure da tutte quelle situazioni in cui il lettore avverte che il mugnaio è stato trattato ingiustamente. Comunque un bel libro che come gli altri di Paasilinna ho letto con piacere.

  • User Icon

    Michela

    18/01/2005 12:04:46

    Se avessi previsto un abbassamento di voto, avrei dato anch'io 4 nei miei precedenti commenti... a me Paasilinna piace moltissimo, ma questo libro mi è piaciuto un filo meno degli altri, forse per le scene in manicomio un po' crude o forse perchè mi delude che Sanelma non si conceda al mugnaio... comunque io, come tutte le persone che non vogliono rinunciare alle comodità, sono affascinata dalle storie di persone che lo fanno, perchè mi chiedo come fanno: la fuga di Huttunen ha dei risvolti quasi da "isola dei famosi".

  • User Icon

    barbara

    28/12/2004 09:04:19

    Amo un certo tipo di letteratura, amo il Nord e la natura ma... questo romanzo proprio non mi ha convinto. Dissento con chi vede nei normali i "cattivi": secondo me neppure il protagonista è veramente buono. E' un diverso, ma solo perchè ulula ed è disadattato. Non ha comprensione o amore per le altre creature (vedi gli animali)... Grande delusione e voto basso.

  • User Icon

    Michela

    17/06/2004 10:32:11

    Vorrei aggiungere qualcosa a quello che ho già scritto: mi delude che la storia d'amore del mugnaio non vada a buon fine. Sanelma, pur essendo molto innamorata di Huttunen, si lascia condizionare da quello che dicono di lui e questo condizionamento le impedisce di lasciarsi andare. Un'ulteriore prova del fatto che Paasilinna è un fustigatore, che non ama i conformisti e quelli che vanno a rimorchio. Un bel conflitto fra cuore e ragione. E il nostro evidentemente vuole dirci: andate dove vi porta il cuore!

  • User Icon

    Michela

    11/06/2004 14:45:02

    Che sorpresa vedere il massimo dei voti per questo libro! Sorpresa perché Paasilinna è uno dei miei scrittori di culto, ma questo libro mi è piaciuto un pochino meno degli altri. Non per la qualità, nè per l'umorismo che è sempre presente, ma... non lo so nemmeno io. Forse è un po' triste... forse ho trovato un po' crude le scene in manicomio, mi è parso meno crudo I veleni della dolce Linnea, malgrado la descrizione della brutalità dei tre ragazzacci. Forse mi delude che la storia d'amore del mugnaio non vada a buon fine. Comunque non me la sento di abbassare il voto e dò ugualmente il punteggio massimo, che è all'opera complessiva di uno scrittore che tutto sommato adoro.

  • User Icon

    Angela

    22/10/2003 21:40:41

    Mi è piaciuto così tanto che ho sentito la necessità di leggere anche tutti gli altri romanzi di Paasilinna. Recentemente ho poi riletto "Il Mugnaio urlante" ad alta voce in tandem con un'altra persona e ci siamo divertiti tantissimo. Grazie alla Iperborea che riesce a regalarci tante chicche di letteratura nordica.

  • User Icon

    dario

    05/11/2002 15:15:37

    Semplicemente fantastico e coinvolgente. Un esempio di grande letterartura nordica

  • User Icon

    Davide

    12/05/2001 12:29:35

    Un libro che sfrutta in modo impeccabile il tema della diversità per offrire un quadro ironico e incisivo dei rapporti umani e della manie individuali.

Vedi tutte le 19 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione


scheda di Baggiani, A., L'Indice 1997, n.11

Via di mezzo tra Candide e il soldato Sÿvejk, il mugnaio Kunneri Huttunen, uno spilungone alto quasi due metri, dalle mani d'oro, ha, solo saltuariamente per fortuna, la singolare abitudine di mettersi nottetempo alla finestra a ululare, sconvolgendo i vicini - e i cani del vicinato. Quanto basta per farlo rinchiudere in manicomio nonostante le sue evidentissime prove di buon senso e capacità logiche - Kunneri è piuttosto uno stralunato alla Benigni - e l'altrettanto evidente prova di folle malvagità da parte del circondariato. Di qui una serie di esilaranti avventure e una vera vita da Walden nei boschi della Lapponia, con utili quanto affascinanti descrizioni del come si fa una capanna, ecc. - ma non manca una timida storia d'amore con la dolce Sanelma, consulente orticola - finché la storia si volge a un finale imprevedibile. Imprevedibilità e originalità del raccontare sembrano confermarsi la vera straordinaria vocazione di questo scrittore finlandese al di fuori di schemi consueti e al quale i verdi dovrebbero fare un monumento se non altro per la sua capacità di celebrare una natura ancora intatta e selvaggia - quella del suo profondo Nord - che fa da sfondo a tutte le sue storie.È questo il suo terzo libro pubblicato in Italia da Iperborea ("L'anno della lepre", 1994; "Il bosco delle volpi", 1996, è forse il migliore; ma segnaliamo anche, per una volta, lo humour dell'appassionato prefatore Fabrizio Carbone).