Traduttore: E. Ciccarella
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 novembre 2013
  • EAN: 9788807881398
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Descrizione

Un giorno d'autunno, alla porta del dottor Kazunori, uno psicoanalista, si presenta un'affascinante ragazza che lo informa di non riuscire a sentire la musica. Da qui si sviluppa un'intricata vicenda in cui i tentativi di risalire alla causa del problema (la musica è una metafora dell'orgasmo) vengono descritti con una suspence da romanzo giallo. "Musica" si presenta come un'opera controversa, che mostra la doppia disposizione dell'autore nei confronti della scienza trattata: l'indiscutibile interesse che suscita in un intellettuale quale era lui e lo scetticismo di un nietzscheano convinto che non lascia troppo spazio alle giustificazioni e alle influenze esteriori.

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Recensioni dei clienti

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    Franco

    09/11/2018 13:44:18

    Yukio Mishima è considerato uno dei massimi scrittori giapponesi del Novecento e uno dei più importanti del secolo scorso a livello internazionale. Il libro in oggetto è “Musica” in cui l’Autore tratta un caso clinico nell’ambito della psicoanalisi, infatti Mishima scrive identificandosi con il dottore Shiomi Kazunori, appunto psicoanalista. Allo studio dello specialista si rivolge la giovane e affascinante Reiko che gli espone il suo problema: non riesce a sentire la musica. Il dottore allora con le tecniche che la psicoanalisi gli offre arriva a capire che il disturbo di cui soffre Reiko è la frigidità. Iniziano quindi le sedute e il rapporto tra paziente e analista si fa più profondo, Reiko gradualmente riesce a confidare al dottore i suoi ricordi più lontani e i desideri più nascosti. A un certo punto del romanzo entra in scena il malinconico Hanai, il quale soffrendo di impotenza, minaccia di uccidersi, ma la presenza di Reiko e l’aiuto del dottore lo faranno desistere dal suo intento. Hanai è un po’ il contraltare del fidanzato di Reiko, Ryuchi, il quale è prestante fisicamente, di bell’aspetto tutte doti che il suicida non ha; in più Hanai, prima di conoscere il dottor Shiomi, lo minaccia in una lettera dimostrandosi un fanatico di destra. La trama del romanzo è alquanto avvincente ed intricata, piena di suspense: un romanzo in cui Mishima affronta il tema della psicoanalisi mettendosi, come detto, dalla parte del medico e redigendo il libro quasi come una cartella clinica, coi classici aspetti della psicoanalisi, dall’iniziale diffidenza della paziente ai fenomeni di transfert, dai complessi relativi alle figure genitoriali alla consapevolezza che in questo campo della scienza il confine tra normalità e malattia è molto sottile, indefinito e sfumato. Un ottimo e consigliato libro nel quale il virile scrittore giapponese ( morto suicida nel 1970 col tremendo e spettacolare rito del seppuku, cioè l’harakiri) mostra tutta la sua delicatezza e sensibilità.

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    Monica

    22/09/2018 13:01:38

    Introspettivo, delicato, sensibile. Questo libro riesce a trattare il tema della frigiditá con eleganza e delicatezza. Ottima l'analogia della musica che la protagonista Reiko non riesce più a sentire con la mancanza dell'orgasmo durante gli atti amorosi con il proprio compagno. Un viaggio psicoanalitico decisamente interessante e innovativo.

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    Giulia

    21/09/2018 07:50:14

    Il romanzo è quasi interamente ambientato in uno studio di psicoanalisi. Il dottor Shiomi Kazunori, in un giorno d'autunno, accoglie una ragazza di nome Reiko che lo informa di non riuscire più a sentire la musica (metafora per intendere l'orgasmo). Da questo incipit la vicenda è permeata da un alone di mistero che farà da cornice all'intero romanzo. Alcuni momenti di suspance possono essere considerati degni di un romanzo giallo. Il romanzo viene considerato uno dei migliori di Yukio Mishima.

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    Federica lettrice.senza.tempo

    20/09/2018 08:29:43

    Un romanzo psicologico che mi ha piacevolmente sorpresa. Non sono partita con grandi aspettative ma mi sono ritrovata a leggere un libro meraviglioso che mi ha fatto scoprire molte cose della mente umana e sulla frigidità. Scrittura impeccabile e scorrevole non mi ha mai annoiata nonostante le spiegazioni siano molto precise e mediche.

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    Dino

    19/09/2018 17:20:13

    Ciò che ti aspetti è un libro dalla forte valenza psicologica e di fatto lo è. un libro difficile da capire l'ho trovato quasi doloroso, ma forse dipende dalla mia esagerata empatia.

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    Salvo

    18/09/2018 16:51:04

    Essendo un musicista di professione ho comprato questo libro perché ero più incuriosito dal titolo che dalla trama. Il sottotitolo originale ossia 'Un'interpretazione psicoanalitica di un caso di frigidità' non è stato riportato dalla Feltrinelli anche se lo considero un dettaglio davvero importante per poterne capire il reale contenuto. Come appassionato di psicologia non posso far altro che consigliarlo; oltretutto è un romanzo che Mishima ha scritto avendo come riferimento una relazione dello psicologo Shiomi Kazunori in cui riporta il caso complesso di una sua paziente. Lo consiglio a chi ama leggere le trame criptate e ricche di dettagli scientifici (in questo caso sulla scia freudiana).

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    sara

    18/09/2018 11:49:23

    Romanzo psicologico che racconta un caso di frigidità attraverso gli occhi di uno psicanalista. Non ha nessuna pretesa di scientificità, ma indaga, senza giudizi e pregiudizi, la mente umana e i suoi traumi. Peculiarità è che la frigidità della donna investe anche la scrittura: è un romanzo frigido, che racconta pulsioni e desideri senza lasciarsi andare, senza coinvolgimento emotivo e senza trascinare il lettore in un’identificazione sentimentale. Il romanzo procede come un giallo, in cui l’interesse è sciogliere l’intreccio e in cui l’indagine, tra indizi, bugie, scoperte ed errori, cattura la curiosità del lettore. Lo stile, in linea con la frigidità che racconta, è spoglio, scarno, scarnificato. Non un capolavoro, ma piacevole e interessante. Consigliato.

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    majj

    18/09/2018 11:05:13

    Quello che può sembrare essere uno dei tanti saggi psicologici sulla frigidità si rivela essere anche un romanzo in cui la storia di Reiko diventa per lo psicanalista un importante oggetto di analisi e un modo per mettersi alla prova a livello professionale. Tutto parte con un : " Dottore non sento la musica! " per poi passare tra una serie di melodie tra cui poter scegliere quella giusta smettendo di ASCOLTARE PER ASCOLTARSI.

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    Valentina

    18/09/2018 09:25:11

    protagonista è una ragazza che si rivolge a uno psicoterapeuta perché non riesce a sentire la "musica" - laddove musica sta per orgasmo. è una storia molto particolare, in cui transfert e contro-transfert giocano un ruolo molto forte; sono due dimensioni tendenzialmente sempre presenti nella relazione terapeuta - paziente, ma qui emergono con tutta la loro forza, e che andranno allentandosi solo a partire da un certo punto. i vicoli ciechi interiori in cui si imbatte la protagonista - cioè bugie e finzioni, a sé e al terapeuta - sono il presupposto di una strada che poi prende a farsi via via più lineare, ma che restituisce a noi la dimensione della precarietà emotiva in cui ciascuno è imbevuto, consapevolmente o meno, e quanto sia importante sospendere qualunque forma di giudizio morale per capire la vita e le sue complessità.

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    Olga Carlini

    04/08/2018 16:46:50

    Non amo particolarmente la letteratura giapponese ma avevo amato Confessioni di una maschera, che va oltre ogni stereotipo e ogni schema di una cultura - o meglio, di un certo tipo di rappresentazione letteraria di una cultura - che non potrei sentire più lontana dalla mia sensibilità. Le aspettative nei confronti di Mishima erano dunque molto alte, ma ho trovato Musica davvero poco interessante. Una rappresentazione del femminile, delle relazioni tra i sessi, della psicanalisi e del rapporto con lo psicanalista a loro modo tutte stucchevoli e superficiali. Ho ritrovato la disperazione e l'onestà di Mishima solo in alcune immagini che da sole reggono l'atmosfera e possono valere la lettura, ma poco di più

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    Gaia

    23/12/2017 21:21:49

    Questo romanzo è stato un pò deludente, troppo macchinoso, la figura dell'autore nei panni dello psicoanalista è poco credibile, ci sono troppi segni di ignoranza tecnica sebbene non così evidenti da poter essere colti da un profano. Forse il mio giudizio è influenzato dal fatto che si parli della mia professione e poi soprattutto dal fatto di avere come termine di paragone Confessioni di una maschera, molto più ispirato, coinvolgente, sublime. Se non l'avessi letto, probabilmente avrei avuto minori aspettative e sarei stata più indulgente nella valutazione. Comunque molto ben scritto. Poco condivisibile e riduttivo identificare con la risoluzione della frigidità lo spartiacque tra sanità mentale e malattia di Reiko.

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    patrizia balit

    04/05/2015 08:22:27

    Perché Reiko non sente la "musica" con il suo fidanzato? Cosa è successo? La ricostruzione puntuale del medico terapeuta raccontata in prima persona potrà forse dare una risposta? Un Mishima analitico e clinico che oscilla magistralmente tra i metodici percorsi della psicoanalisi, le inaspettate spire della mente e del desiderio, le rigide convenzioni sociali nipponiche. La bellezza giovane e ammaliante, la malattia e il piacere, "il desiderio che si insinua sottile e tentatore come il bisbiglio del diavolo". Difficile e bellissimo.

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