Categorie

Daniel Barenboim

Curatore: E. Cheah
Traduttore: L. Noulian
Editore: Feltrinelli
Collana: Varia
Anno edizione: 2007
Pagine: 185 p. , Brossura
  • EAN: 9788807490637

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Tinama

    18/01/2016 18.14.28

    La lettura è stimolante sul piano umano, filosofico, storico, politico oltre che musicale. E' un libro che va letto per capire come costruire la pace, partendo dal proprio vissuto. Il libro potrebbe essere inteso come un inno alla pace, non quella spesso teorizzata ma quella testimoniata da esperienze di vita.

  • User Icon

    Alessandro Martinisi

    31/03/2009 15.16.11

    Un inno a quello che è capace di insegnare la musica. Baremboim si dimostra non solo un eccellente musicista e direttore d'orchestra ma anche un fine intellettuale, un profondo filosofo. Secondo me alcune parti andrebbero anche imparate a memoria. Esagero?

  • User Icon

    Luigi Talerico

    29/01/2009 20.30.56

    Libro molto entusiasmante e comunque piacevole da leggere soprattutto per musicisti di natura classica... E' un libro in cui l'autore narra argomenti (veri) che rispecchiano i giorni di oggi come ad esempio la guerra tra Israele e Palestina, ma personalmente non lo consiglio a chi non ama la Musica in se stessa!

  • User Icon

    Simone

    21/04/2008 18.41.14

    Un libro molto profondo, un libro per la musica e per la pace.

  • User Icon

    alessia

    09/03/2008 11.39.42

    Sono amante della musica e questo bel libro mi ha aiutato anche a capire alcune caratteristiche importanti per approfondire il mio ascolto; anche il parallelismo musica/politica/vita sociale è ben azzeccato e comprensibile.

  • User Icon

    melo

    03/03/2008 16.38.24

    Un libro splendido.Che può essere letto in due parti.La prima su come la musica,la cultura possono dare un senso alle nostre vite e viceversa.Nella seconda parte la dimostrazione degli assunti suddetti.E Barenboim lo dimostra con la fondazione della sua orchestra,con E. Said palestinese.Edward Said affema:"che la musica ha in sé qualcosa di sovvrivo".Pe tale ragione ,con tutte le più impensabili difficoltà ,fondano la West-Eastern Divan.Un'orchestra dove suonanano musicisti :palestinesi,israeliani,siriani,egiziani.La cultura favorisce i contatti fra le persone e le avvicina promuvendone i processi di inclusione e di repiproco, vero rispetto.Di fronte ai venti di guerra di questi giorni tutti dobbiamo ripensare alla lezione di Borenboim.Il rispetto e la pace contrapposti all'intolleranza ed alle guerre,in tutte le parti del mondo.Sicuraente il capitolo che parla dell'Orchestra,a pag 61 a pag.86 è quello più intenso ed emozinante.Si intreccano le storie individuali di ragazzi,musicisti che attraverso la musica superano i conflitti con i icini di casa e si aprono al mondo.Il mondo non può vivere e basarsi sullo scontro di civiltà ,le civiltà sono tali se vivono e convivono in armonia fra di loro.Una volt si dceva che il onno della ragione genera mostri.Oggi è il caso di dire che il sonno della cultura,della musica ,delle arti genera mostri.Borenboim ci dice a tutti di rimanere svegli,vigili,attenti.Un'altra catastrofe come la "shoa",che in ebraico vuol dire catastrofe non c'è la possimo permttere.Concludo facendo un'umile proposta che qualcuno pssa rilanciare con forza l'idea di assegnare il prossimo nobel per la pace a: Daniel Barenboim ed a Edward Said lo meritano davvero per la grande lezione che ci hanno dato a tutti.Il mondo si fermi e rifletta prima ce sia toppo tardi.

  • User Icon

    marta

    20/02/2008 17.32.00

    Bellissimo libro! Conoscevo Barenboim come grande pianista e direttore d'orchestra, in queste pagine ho scoperto un essere umano di grande levatura intellettuale e morale, qualcuno dalle cui idee i nostri giovani, musicisti e non, avrebbero moltissimo da imparare. I temi che affronta sono scottanti, ma la visione della musica, del mondo e della vita in generale che affiora dalle sue parole è qualcosa di universale, un valore che DEVE essere ritrovato; per questo regalerei il libro ai miei figli e a tutti i ragazzi, perchè in loro sono depositate le speranze e i sogni che Daniel Barenboim e oserei dire tutti noi, speriamo di vedere un giorno realizzati.

  • User Icon

    Marina Finigan

    05/02/2008 15.40.29

    Ho letto il libro, l'ho regalato a più persone, ed ho partecipato ad un incontro di Baremboim alla Feltrinelli. Sì è vero è ebreo con passaporto palestinese per protesta, e si vede. Ma è anche un maestro, un grande esecutore pianistico ed un direttore d'orchestra bravissimo. Io non sono esperta di musica, semplicemente mi piace ascoltarla e leggere qualcosa di più da chi sa scriverne. Il maestro è un uomo speciale, come tutti quelli che fanno un mestiere tanto particolare. Non può nè dire ne scrivere cose diverse. Lui è la musica e questo libro ne è una immagine completa: musica, ebraismo, cultura e voglia che le cose cambino in meglio, a partire dall'educazione scolastica tanto decaduta da noi.

  • User Icon

    Giacomo

    01/01/2008 15.21.59

    L'autore di questo libro ha voluto esplorare i parallelismi fra musica, filosofia, società e storia. Nonostante l'apprezzabile proposito di rivolgersi non solo ad esperti musicisti o ascoltatori di musica classica, ho trovato molte parti di questo libro eccessivamente tecniciste e, dunque, incomprensibili per un "profano" come me. Per questa ragione, il lettore di questo libro dovrebbe esser dotato non solo di una buona infarinatura filosofica, ma anche - e soprattutto - di una buona conoscenza di musicisti come Wagner o Mozart, della storia della musica e di termini o espressioni musicali specialistiche. Il salto narrativo dai primi capitoli alla parte centrale, dedicata al conflitto fra Israele e Palestina, mi è sembrato inappropriato, azzardato e scorporato dalla struttura e dagli argomenti generali del libro (i parallelismi fra il conflitto mediorientale e la musica sono talvolta poco comprensibili e forzati). Lo regalerei a un compositore over-quaranta ebreo, colto e filo-palestinese.

  • User Icon

    Giulio Rutigliano

    25/12/2007 20.59.17

    Che bello! Chi si sarebbe aspettato che un celebre direttore d'orchestra argomentasse con tanta profondità e consapevolezza temi di neuroscienze, di morale, di sociologia oltre che di musica (in ogni senso). E' stimolante, per chi voglia riflettere, come le proposizioni che l'A. pone al lettore che abbia l'accortezza di seguirlo si dipanino secondo una conoscenza della filosofia e della logica che fanno supporre frequentazioni di Autori importanti come Spinoza (dall'A. considerato come il suo punto di riferimento) e di Wittgestein. Oltre a tutto questo si apprendono notizie importanti sulla musica di Schoenberg o sul teatro di Wagner e sull'importanza sociale della musica cosiddetta colta. Vale la pena di averlo come punto di riferimento per serie riflessioni su cose che ormai il nostro mondo occidentale considera da negligere se non addirittura neglette.

Vedi tutte le 10 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione