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Giorgio Bocca

Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Anno edizione: 2006
Pagine: 132 p. , Brossura
  • EAN: 9788807171161

Il tassista che dall'aeroporto di Capodichino conduce Giorgio Bocca in città non ha inserito il tassametro. Non è che voglia rubare molto sulla corsa, uno o due euro, purché sia lui a deciderlo, lui che è più intelligente del forestiero. Da questa equiparazione tutta meridionale tra intelligenza e furbizia, tra saper vivere e arte di arrangiarsi (spesso a scapito dell'interesse collettivo), da questa "maledetta presunzione individualista per la quale un napoletano è pronto a dannarsi", inizia il viaggio di Giorgio Bocca per le strade di Napoli. Tornano alla mente certi ristoratori veneziani anch'essi spesso truffaldini con il "foresto", lo straniero, al quale si rivolgono in dialetto stretto per non farsi capire. Come a Napoli, dove la gente sembra non aver accettato la ripartizione napoleonica in quartieri, strade e numeri civici e dice ancora "'ncoppa, abbascio, affianco, vicino" a qualche luogo riconoscibile a occhio, a tatto, a odore. Questa è Napoli, dice Bocca, ma questa è pure l'Italia, aggiunge. Con la sua diffidenza per lo straniero forse perché "incompatibile con l'ambiente" come hanno detto al procuratore Agostino Cordova prima a Palmi, nel Far West della Calabria dominato da 54 clan della 'ndrangheta, e ora a Napoli dove risiede, emarginato da una giustizia ipocrita e vile che lo ha abbandonato perché lui ha osato inquisire la massoneria o spazzare via il contrabbando dalle strade, perseguendo una giustizia impossibile.
Quella che emerge dallo sguardo lucido dell'esperto giornalista piemontese è una regione chiusa e arroccata sulle sue logiche di malaffare, che scoraggia la concorrenza e gli investimenti esterni. Perché le famiglie della camorra, che con le loro aziende hanno costruito interi paesi da ottantamila abitanti (come Portici ed Ercolano), o che lavorano nel Casertano su ogni genere di appalti dalla velocità ferroviaria alle case e alle strade, costituiscono un sottopotere che funge da grande ammortizzatore sociale che i politici rispettano e dal quale sono spesso corrotti.
Napoli muore di illegalità, clientelismo e abusivismo, scrive Bocca, perché a San Gregorio Armeno tra gli abusivi del mercato c'erano pure i dipendenti del Comune e perché gli stessi dipendenti della Pubblica Amministrazione sono assunti il quintuplo del necessario. Ma la buona borghesia partenopea non si guarda in casa, mira a Londra e Parigi, al massimo va ad inaugurare la mostra dei pittori nella metropolitana e crede ancora nella "primavera di Bassolino" che, scrive Bocca, dopo essere stato un buon sindaco, ora da Governatore della Campania non sa far altro che moltiplicare Commissioni, sottopoteri e burocrazie inutili e dispendiose dei pubblici denari. Un Bassolino vittima anch'egli di quell'individualismo napoletano che lo porta a pensare che "se un intrallazzo lo fa lui sarà a fin di bene e riuscirà a controllarlo". Individualismo italico in verità, che fa di noi quel popolo di "anarchici pecoroni" come ci chiama Roberto Gervaso e che, come ebbe a dire il grande Indro Montanelli, ha tolto ai meridionali la forza e la voglia di progettare il futuro e di guardare al di là del giorno dopo.

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    Luca Scialò

    17/11/2012 12.46.38

    Lo sguardo lucido, obiettivo e pragmatico sulle problematiche di Napoli di uno dei piu' grandi cronisti italiani. Solo chi non ama davvero la citta' e chi non vuol vedere nè sentire, puo' bollarlo come razzista e anti-meridionale. Peraltro Bocca generalizza e inserisce i difetti napoletani in un discorso piu' ampio relativo a tutta l'Italia. Napoli siamo noi. Nella citta' partenopea come in altre del Sud si estremizzano disfunzioni dell'Italia tutta.

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    raffaele

    26/09/2011 18.22.30

    Una visione assolutamente lontana dalla realtà napoletana con narrazione di particolari palesemente inveri e luoghi comuni a iosa (la signora che passeggia in Tangenziale scippata della borsa è emblematico!). Si ha l'impressione che l'autore non sia mai venuto a Napoli ossessionato com'è dal suo antimeridionalismo. Essendo Bocca un piemontese mi sarei aspettato da lui una rilettura più attenta e non più mielosa del periodo risorgimentale dal quale nascono i mali maggiori di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia.

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    sergio

    16/10/2010 17.42.10

    Un libro di denuncia scritto da un settentrionale che è in grado di vedere, cogliere i gravi, gravissimi problemi di una città e dell'intero meridione. Ciò che vede sono pugni allo stomaco, mentre sarebbero carezze se a scrivere questo libro fosse stato un napoletano. La verità è che chi vive a Napoli e in meridione ha perso il senso della realtà, il divario con il nord è sempre più marcato, solo che i soldi iniziano a scarseggiare per tutti e il risultato sarà che il nord seguirà, trascinato da esso, il sud nel baratro.

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    ciccio

    21/06/2009 09.10.44

    A chi difende il libro , vorrei dire che quì non si sta confutando l'inchiesta giornalistica ( peralto alquanto confusa e imprecisa), ma le sue considerazioni cultural-antropologiche su noi napoletani condannando un intera popolazione. Difendete l'indifendibile.Voto: -o

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    fabrizio

    05/04/2009 22.39.00

    Bellissimo libro di denuncia, molto piu' interessante del libro Gomorra. Saviano ormai e' diventato solo una star mediatica, quando va in TV non parla mai di connessioni tra malavita, politica e finanza ma sempre della "bassa" manodopera criminale. Saviano parla alla pancia, Bocca alla testa. Da leggere assolutamente se si vuole capire il degrado non solo di Napoli ma dell'intero meridione italiano.

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    manu...orgogliosa di essere napoletana

    02/11/2007 18.16.32

    Sono rimasta senza parole dopo aver letto questo libro...non condivido niente di cio ke Bocca ha espresso,ormai ke a napoli ci sono problemi lo sanno tutti , ma il modo con cui sn stati espessi nn mi sembra adeguato! E poi un libro ke tratta problemi di Napoli scritto da un settentrionale e' il colmo!!! Io amo NAPOLI e come me ci sono tantissime altre persone ke a tutti i costi cercano di renderla una citta' migliore.I dati dell' istat confermano ke scippi,microcriminalita',camorra sono presenti in tutte le citta'...e nn capisco perke' solo napoli deve essere cosi' brutalmente criticata, inquanto quando si parla di problemi e negativita' NAPOLI e' sulla bocca di tutti!!! Con quello ke ho scritto spero di parlare a nome di tutti i veri napoletani (innamorati della loro maestosa citta')UN SALUTO A TUTTI I MIEI CONCITTADINI DALLA VOSTRA "NAPOLETANA DOC"

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    Gianfranco

    11/05/2007 13.33.42

    PRECISO, CORAGGIOSO, LUCIDO. Giorgio Bocca,un esempio di liberta'intellettuale in un paese mediocre, governato da mediocri e popolato da mediocri, dove la regola di vita e' "Imbroglio", senza capire che cosi' ci imbrogliamo da soli. E' palese che Bocca stuzzica apposta la permalosita' dei napoletani, ma ritengo sia una cosa a fini quasi terapeutici, per persone sensibili e intelligenti quali i napoletani sono. Se poi le critiche sono rivolte a imprecisazioni geografiche o storiche, vuol dire che c'e' ben poco al quale aggrapparsi per costruire una critica costruttiva. Dio ci conservi Bocca a lungo perche' sono rimaste pochissime le coscienze libere in Italia alle quali fare riferimento. Se poi, come sembra, noi Italiani preferiamo passare il tempo a guardare "uomini e donne","paperissima" o vergogne siffatte, allora ci meritiamo di essere comandati da ladri e ammaliati da prostitute. Povera la nostra amata Italia

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    Mariarosaria

    08/03/2007 23.01.31

    Da napoletana INNAMORATA della sua Napoli,non posso non ammettere che Bocca ha scritto il vero.Certo,nulla di nuovo...nulla di originale...qualche inesattezza...qualche esagerazione... Io stessa,però,tutti i giorni mi rendo conto che noi napoletani non cambieremo mai.Lo so,è triste,ma lo sta affermando una napoletana beneducata,studentessa universitaria,rispettosa delle regole("perfino" del codice della strada!!!),che ha una casa,ha un padre che lavora e una famiglia abbastanza serena e unita.Tuttavia non possiamo fingerci ciechi di fronte ad una realtà così amara.Napoli è una città BELLISSIMA,VERAMENTE MERAVIGLIOSA!Ma il problema è alla radice.Sarebbe necessario l'impegno di TUTTI affinchè qualcosa possa cambiare in meglio.Non mentiamo a noi stessi:il tumore è esteso.Amo l'allegria,la storia,i colori,la teatralità,l'arte e il mare di Napoli...Ma stiamo uccidendo tutto quanto c'è di bello in questa splendida città.Per quanto possa infastidirci la lettura di queste pagine amare,non è giusto negarne il realismo di fondo.NAPOLI SIAMO NOI,e l'indifferenza verso i problemi di questa città non mi fa ben sperare.Mi chiedo dove siano le istituzioni.Perchè, se tutti sanno TUTTO,nessuno provvede?!?!Napoli,si sa,nell'immaginario collettivo non è più solo "pizza,mandolino,Vesuvio e O Sole Mio":oggi è anche e soprattutto "camorra,ladri,ignoranza e degrado". Questo il pensiero di una napoletana "geneticamente" TOLLERANTE quanto i suoi concittadini,già contagiata,ma CONSAPEVOLE e spesso INDIGNATA.E,nonostante tutto, fiduciosa.(sarà fiducia o SPERANZA?)

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    Mario

    26/12/2006 13.05.22

    L'opuscolo di Bocca, ancorché farcito di imprecisioni e generalizzazioni, va preso per quello che è: una denuncia giornalistica dello sfacelo della società civile napoletana, della incapacità della classe dirigenziale locale, del trionfo nefasto dell'indulgenza e della malintesa tolleranza, della corruzione dei pubblici ufficiali, della riluttanza ad incalanare nella legalità la limitata capacità imprenditoriale degli attori economici, ecc. Il messaggio contenuto nell'ultima parte del libro è, purtroppo, pessimista; non solo l'Autore non vede prospettive reali di cambiamento in meglio, ma teme l'estensione del modus operandi neapolitanus al resto dell'Italia(Napoli siamo noi). Certo è che la realtà napoletana appare, al momento, difficilmente modificabile, se non ad esito di un evento straordinario. Questo non esime certo la parte migliore della città a cercare di invertire la china verso il baratro.

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    andy

    07/12/2006 15.24.12

    a denti stretti, da napoletano, ringrazio bocca per questo libro. non azzecca tutto, non fotografa completamente la realtà, ma puo' smuovere, se utilizzato nel modo giusto, qualcosa e le menti. fatela finita con le recensioni a difesa cieca della città, non servono a nulla. oggi non conta più quello che era, conta quello che è.

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    fichipsi

    29/11/2006 16.08.41

    Un libro che dice molte cose sacrosante, ma che è sciupato da qualche banale inesattezza di ordine, come dire?, topografico. Faccio un paio di esempi. La caserma della polizia, al Monte di Dio, non si trova "sotto" la reggia di Capodimonte (che, per l'esattezza, è quasi all'altro capo della città); e sulla Tangenziale nessun pedone è stato mai scippato, per l'ottima ragione che i pedoni non vi hanno accesso. Peccato che un giornalista del valore e dell'esperienza di Bocca possa incorrere in superficialità di questo tipo! Insignificanti in se stesse, esse tolgono valore alla denunzia, suscitando magari qualche diffidenza sull'autenticità di fondo dei fatti denunziati. In più, esse favoriscono il vittimismo di certa gente sempre pronta a piangersi addosso attribuendo costantemente agli altri la colpa di tutti i mali che affliggono Napoli: quella Napoli che ho lasciata trent'anni fa per l'estero ed alla quale, peraltro, mi onoro ancora di essere legato.

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    Pierluigi

    22/11/2006 08.50.05

    Aldilà di qualunque commento tecnico sul libro, che io trovo gradevole da un punto di vista giornalistico e null'altro, qualcuno mi dovrebbe spiegare perchè se certe cose le scrive Saviano diventa un eroe. Se le stesse cose le racconta, anche se in maniera diversa Giorgio Bocca diventa un diffamatore e un imbecille. Io sono di Salerno, quindi di la condizione di Napoli la conosco discretamente bene. E dico agli amici napoletani che hanno postato che se credono veramente quello che scrivono allora si meritano davvero la città nelle condizioni in cui si trova. Come si fa ad ignorare che a Napoli non puoi più girare tranquillo (nemmeno nei quartieri alti tipo Vomero) senza il rischio di essere derubato. Se giri in macchina lo devi fare con i finestrini rigorosamente chiusi e le portiere con la sicura inserita perchè se no rischi che si intrufola qualcuno e ti deruba. Se giri in moto hai ottime possibilità che qualcuno si avvicini con una pistola e ti rubi la motocicletta. Senza contare che per un furto ci puoi rimettere pure la vita. E come ignorare il fatto che ci sono ormai sempre più zone sottratte al controllo dello Stato dove la polizia non entra neppure più. Qualche esempio: Secondigliano, Scampia, I quartier', la Duchesca, a' sanità, i sette palazzi e potrei continuare. Le più elementari norme di vivere civile a Napoli sono quotidianamente ignorate. E potrei continuare a descrivere situazioni di assoluto degrado. Insomma, cari napoletani, il malgoverno e la Camorra vi hanno tolto la possibilità di vivere con tranquillità e decoro e voi nemmeno ve ne accorgete. E tutto quello che sapete fare è criticare Bocca perchè è piemontese?? E' vero che Napoli è anche arte, cultura, storia e tante altre belle cose. Purtroppo però in questo momento Napoli è conosciuta nel mondo solo per le cose scritte da Saviano e Bocca. Che vi piaccia o no!!

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    Diego

    08/11/2006 17.49.51

    Lucida dissamina di quello che è Napoli oggi: una giungla fra camorra, microcriminalità e illegalità consolidata. Il libro molto scorrevole si legge tutto d'un fiato. Giorgio Bocca non merita votazioni pari a 1/5, dovute per lo più ai Campanili, questo libro "purtroppo" dice la verità, leggendo Bocca ripenso ad Aldo Moro: "Quando si dice la verità, non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi".

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    Valentina Lucchese

    06/11/2006 18.53.40

    Giorgio Bocca sei un ignorante. Ma ci sei mai stato a Napoli? Ma perchè non lasci decidere a chi ci è nato se si ritiene sfortunato?! Io sono fiera di essere napoletana tra i napoletani onesti,leali,schietti,ospitali,lavoratori..E basta con questi luoghi comuni, con questa tv che fa vedere solo quello che vuole.Napoli non è solo camorra,immondizia e illegalità.Napoli è soprattutto gente per bene, fiera di vivere in una citta' splendida e stanca di sentirsi umiliata e mortificata nel proprio orgoglio per colpa di pochi.E chi parla come te, chi condivide le tue idee dovrebbe vergognarsi di fare certe affermazioni. Ieri ho sentito in tv la tua intervista. Sono rimasta basita quando hai detto che la soluzione al problema Napoli si chiama Vesuvio.Neanche più allo stadio si gridano certi cori. Vergognati!!!

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    Paolo

    06/11/2006 16.25.12

    Triste libro, ma veritiero come dimostrano i fatti degli ultimi mesi (o anni? o decenni?)... questo libro insieme a quello del napoletanissimo scrittore di Gomorra sono i migliori spaccati di vera napoletanità degli ultimi decenni, spesi a santificare Bassolino e il Rinascimento di una città più vicina al terzo mondo che all'Europa. La rivolta dei napoletani che lanciano strali su Bocca su queste pagine stanno a dimostrare che ha colpito nel segno. Chi è di Napoli non riesce nemmeno a capire la situazione assurda, spaventosa, degradante e angosciante in cui si trova la città. 3.200 morti negli ultimi 20 anni, lo Stato e la Regione come unici veri datori di lavoro, doppio e triplo lavoro di tutti i dipendenti pubblici, quattro quinti di dipendenti del comune totalmente inutili, spaccio, contrabbando, un porto che è una fogna a cielo aperto, discariche abusive, violazione di qualsiasi legge dello Stato, assenza totale di caschi e cinture di sicurezza, semafori come "consigli", abbandono scolastico a tassi nord-africani, rivolte di piazza contro la Polizia e i Carabinieri, voto di scambio... è questa la Primavera di Napoli? quello di Bocca è un grande libro perchè finalmente fa arrabbiare i Napoletani. Era ora! troppo tempo abituati a girare la faccia, non vedo, non sento non parlo. si beano di 4 fermate della metropolitana e non guardano i morti ammazzati, l'usura, lo spaccio, i borseggi, i turisti malmenati e scippati. Era ora che venissero pungolati, che venissero svegliati dal torpore civico e sociale degli ultimi anni. si devono ribellare, aprire gli occhi e dire e urlare BASTA. come fa Bocca.

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    silvana

    06/11/2006 12.34.15

    Vergognoso il piacere con cui scrive questo libro,comunque è lo stesso piacere con cui denigra Napoli.Ma cosa gli avremo mai fatto?Ci sono altri modi per dire e per scrivere,si denunciano certe situazioni,senza godere.Grazie caro Giorgio Bocca,se ti capita puoi anche venire a Napoli,noi sappiamo perdonare SIAMO NAPOLETANI

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    napoletano fiero

    12/10/2006 11.51.42

    a bocca voglio dire solo ke è un ignorante, secondo me nn sa niente su NAPOLI sulla bellezza di NAPOLI sulla gente di NAPOLI........NAPOLI è IL PAESE DELLA CULTURA DEGLI ARTISTI ..........NAPOLI è LA CAPITALE DEL SUD....NAPOLI E' NAPOLI........noi napoletani siamo fieri di essere nati in questa terra, nn fuggiremo mai da qui, siamo patriotti................NAPOLI SI TROVA IN QUESTA SITUAZIONE PERKE'PRIMA DELLA GUERRA MONDIALE LA CITTA' ERA GOVERNATA DA GENTE DEL NORD KE NN SAPEVA RISOLVERE I PROBLEMI DI NAPOLI PERCHE NEANKE LI CONOSCEVA.......POI RICORDATEVI KE IL SUD ERA DOMINATO DAI BORBONI..........SIAMO SEMPRE STATI PIU' SFORTUNATI DEL NORD....SOLO UN PIEMONTESE POTEVA SCRIVERE QUESTO LIBRO...........MI DISPIACE ANKE PER MAZZINI CHE CREDEVA DI AVER FONDATO L'UNITA D'ITALIA, MA NN è STATA MAI FONDATA PERKE L'ITALIA HA SEMPRE ODIATO NAPOLI..........SONO MOLTO AMAREGGIATO DA CERTI COMMENTI KE NN RISPEKKIANO NAPOLI MA PURTROPPO NN CI POSSO FAR NULLA................AMO NAPOLI PIU' DI QUALUNQUE ALTA COSA E L'AMERO PER SEMPRE.......I LOVE YOU NAPOLIIIIIIIIIIIII

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    Luigi I.

    11/10/2006 22.01.29

    Vorrei rispondere ad Alessandro (24-05-2006). Perdonami ma denoti una ignoranza storica profonda, la rivoluzione che tu chiami partenopea del 1799 non fu altro che l'invasione giacobino-francese avallata dai soliti massoni, in questo caso partenopei, o idealisti della Repubblica finita in maniera eccellente, con la cacciata di tutti questi cospiratori ed il ritorno della nostra amata Casa Reale. Cacciata che purtroppo non riuscì nel 1860-61. Purtroppo lo dico sempre i maggiari nemici del meridionalismo e dell'identità meridionale sono i meridionali stessi. Andatevene a Londra che è meglio...voi la spugna l'avete già gettata

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    Luca S.

    25/09/2006 19.48.57

    Al di là dell'immagine che Bocca vuole dare di Napoli, della discussione su una visione oggettiva o una manciata di luoghi comuni, al di là di qualsiasi opinione ci si possa fare dell'analisi dell'autore, e soprattutto al di là del fatto che queste poche pagine vendute a caro prezzo non aggiungono niente di nuovo a quanto si è sempre detto dei problemi di Napoli, c'è da dire che questo libercolo è costellato di inesattezze, approssimazioni, pressappochismi e vere e proprie falsità su cui c'è poco da discutere. L'autore - tanto per fare un esempio - non può definire "la trada degli scippi" la Tangenziale di Napoli che è a tutti gli effetti un tratto autostradale su cui mai s'è visto un pedone. È tutto un susseguirsi di dati e date vergati grossolanamente senza prendersi cura di verificarne l'esattezza, dalla toponomastica agli eventi storici. Un libro scritto per chi - del Nord - sa già cosa vuole sentirsi dire di Napoli. Autoreferenzialità e pressappochismo, nient'altro.

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    gianni

    08/09/2006 16.54.36

    Non ho parole. Un libro scritto solo per evidenziare aspetti negativi. Ma per quale motivo? Episodi e riferimenti storici inesatti, assurdo si parla della tangenziale come il luogo ideale per gli scippi. Ma ci è stato a Napoli? Come si fa a scippare sulla tangenziale? Secondo me Giorgio Bocca è miope e anche un po' rincretinito per scrivere quello che abbiamo letto. E' vero che Napoli ha una percentuale di degrado altissima, che l'amministrazione funziona a singhiozzo, che la brava gente si emargina e impaurita sta zitta (per vivere tranquillamente). Ma questo libro a che serve? Solo noi napoletani possiamo sapere cosa significa vivere qui. Quindi un libro di un settentrionale sui guai del meridione sembra patetico, convenzionale e anticostruttivo. Napoli è una città che sta morendo....i riferimenti storici portano ad altre date al saccheggio della fine dell'1800, ma viviamo un'agonia troppo lunga, una degenza infinita. Napoli risorgera' l'ottimismo che si legge negli occhi del 70% della popolazione dara' luce alla trasformazione. Ma serve aiuto Aiuto da parte di tutti. Caro sign Bocca "autorevole giornalista" grazie Il suo pseudogiudizio negativo sara' nuova linfa per noi giovani imprenditori napoletani. Io personalmente non fuggiro', troppo facile scappare. Affrontero' qui nella mia terra il Demone e lo uccidero'. Sign. Bocca prenda spunto dal nostro entusiasmo e faccia un libro sulla storia dell'italia Sui suoi continui mutamenti e trasformazioni e trovera' sicuramente Napoli come capitale. La rinascita dell'italia partira' dalla rinascita di NAPOLI. Chi dice che Napoli è morta........è morto gia' di se e non sa di esserlo. Un messaggio per chi non acquistato il libro ...per favore compratene un altro magari uno di Miller.

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