Categorie

Antonella Cilento

Editore: Laterza
Collana: Contromano
Edizione: 2
Anno edizione: 2006
Pagine: 149 p. , Brossura
  • EAN: 9788842079002

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Margherita

    18/06/2007 09.14.18

    Inutile davvero, peccato la Cilento mi piaceva molto. Un librettino che sa di commissione Bassolino. L'ho rivenduto al remainders.

  • User Icon

    Massimo Gatta

    04/12/2006 15.00.18

    Libro di grande e sapiente scrittura e, nello stesso tempo, inutile. Mi spiego meglio. Napoli è come un grande poeta arcaico ridotto in fin di vita e del quale tanti, troppi ancora si affannano a scrivere la biografia. Questo volume della Cilento è, ovviamente, un gran bel libro a cui darei un bel 5; ma è anche un libro ovviamente inutile nel suo affannoso desiderio di raccontare, ancora una volta, questa città ossimorica impossibile da raccontare, e che non sa più che farsene dei suoi intellettuali, dei suoi scrittori, dei suoi artisti, dei suoi poeti, dei suoi filosofi, di tutti coloro che, in buona o cattiva fede l'adottano per la loro scrittura. Napoli non sa che farsene di tutti coloro, e sono ancora troppi, che lottano per raccontarla, per renderle omaggio, per sublimarla in pagine a volte d'incantevole splendore. Napoli non vuole essere più narrata, e forse non vuole più essere amata. Io, come tutti coloro che ci sono nati e vissuti un vita intera, l'ho molto amata, ma oggi mi accorgo che questo splendore di città, terribile e devastante, non vuole nulla, nè scrittura, nè arte, né filosofia, né poesia. Esiste, come scrisse Pasolini, una pietà superiore da offrire ai malati, ai moribondi, ai maledetti, agli emarginati, ed è quella di lasciarli andare (morire?), di non volerli redimere. Questo libro, come i tantissimi che ormai affollano la libreria ideale dedicata a questa città, dimostra una sorta di accanimento terapeutico che forse potrebbe essere risparmiato a questa terra ferita e sanguinante. Napoli è chiusa da sempre nel suo medioevo e nel suo barocco, dai quali mai si è separata. Chi l'ha amata e conosciuta veramente (non coloro che l'attraversano per un giorno o un mese) sa a cosa mi riferisco. Il medioevo e il barocco di Napoli sono i vertici della sua luminosa grandezza, ineguagliata e splendente. I libri, purtroppo, non possono fare nulla. Sono letteratura, buona o cattiva non importa, e Napoli non ha bisogno (da tempo) di letteratura. Gran bel libro da leggere e da rileggere,questo, ma poi?

  • User Icon

    lietamanila

    19/11/2006 09.58.32

    per chi conosce napoli o per chi non la conosce ancora, un libro che cattura l'attenzione del lettore e conduce alla scoperta di una napoli caotica, dolente, magmatica, a cui le cadute del tempo non hanno tolto la bellezza.

  • User Icon

    LRomano

    12/11/2006 12.01.32

    Bellissimo....deliziose le cartine, ma.... qualche imprecisione! Una per tutte: il film di Totò ambientato nei Campi Flegrei, cara Antonella, è "47 morto che parla" e non "Totò all'inferno" !!! Al di là di queste inezie, in un momento in cui tutti parlano (anche a sproposito) di Napoli, una vera perla.Da leggere, napoletani e non.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione