Traduttore: M. Di Leo
Collana: Il contesto
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 19 gennaio 2017
Pagine: 277 p., Brossura
  • EAN: 9788838936067
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Descrizione
La storia dei Boltanski è quella di una stravagante famiglia intellettuale che ha vissuto per anni in uno spazio circoscritto, un appartamento in rue de Grenelle, a Parigi, e qui ha costruito tutto il proprio mondo. Il racconto della loro vicenda segue la struttura dell'abitazione e attraversa in maniera progressiva ogni stanza, collocandovi via via gli eclettici personaggi. E un cammino che inizia nel cortile dov'è parcheggiata la Fiat Cinquecento e prosegue verso la cucina, l'ufficio, il bagno e le camere da letto, fino al luogo clou, «l'entre deux», il nascondiglio letteralmente incastrato tra le mura dove il nonno Etienne, ebreo, ha vissuto nascosto per quasi due anni per sfuggire alla deportazione. Il padre di Etienne, il bisnonno, era emigrato in Francia nel 1895 da Odessa, dopo aver abbandonato il sogno di diventare cantante lirico. A Parigi trova lavoro come operaio alla Citroën, e durante la Prima guerra mondiale conosce la futura moglie, la bisnonna Niania, infermiera. Etienne sarà il loro unico figlio, ed è lui, il medico malinconico, la figura centrale del romanzo, assieme alla moglie Myriam. La donna viene dalla Bretagna dove è stata cresciuta dalla matrigna, ed è claudicante a causa della poliomielite avuta da bambina, ma che rinnega con tutti. Sono la sua forza impetuosa e il carattere autoritario a mantenere saldo intorno a lei l'intero clan. Per raccontare il vertiginoso collage identitario da cui proviene, un corpo unico dalle membra molteplici, Christophe Boltanski ha interrogato i parenti, grattato nei ricordi d'infanzia, indagato nelle tracce lasciate dagli antenati, redatto uno scrupoloso inventario dell'appartamento. Con grande ironia ne scaturisce l'emozione di una libertà reinventata ogni giorno, un anticonformismo esasperato, nevrotico e creativo, il paradosso di uno spazio chiuso e limitato che contiene invece tutto e tutti: «Noi che fluttuavamo senza appigli, senza radici, noi che per le nostre origini bizzarre, per le nostre abitudini particolari, per il nostro rifiuto o la nostra incapacità di far parte di un qualsiasi gruppo etichettabile, pensavamo di essere diversi dagli altri, al punto da vivere ripiegati su noi stessi, in fin dei conti assomigliavamo a tutto il resto del mondo».

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    Daniele

    20/09/2018 10:48:35

    Un racconto preziosissimo che riesce ad unire la storia della shoah al presente faticoso di questa Europa attuale che ha dimenticato la ragione della sua nascita e le sue radici: mai più esili, mai più stelle gialle, mai più frontiere, muri deportazioni e invece eccoci di nuovo a questo. I Boltanski sono un antidoto all'oblio, al perbenismo, al politically correct di facciata. Un libro nel quale è facile immergersi perché scritto benissimo e che quasi in ogni pagina ti fa pensare ad oggi: la bisnonna Nania, scappata dai progrom russi, ai tempi dell'occupazione si appunta al bavero sopra la stella gialla la medaglia al merito per essere stata un'infermiera ai tempi della prima guerra mondiale sperando che i due simboli si elidano. Anche oggi c'è chi cerca di testimoniare disperatamente chi è sotto lo stigma del "clandestino".

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    claudio

    25/02/2017 18:32:08

    Ricordi di una famiglia "strana": il nonno proveniente da Odessa, ebreo convertito al cristianesimo ben prima delle leggi razziali francesi, famoso medico; la nonna, poliomelitica ma che non vuole che si sappia, scrittrice di una certa fama. Il padre e gli zii, tutti permeati di impegno politico. I nipoti, fra cui l'Autore, abituati ad una vita libera, senza grandi obblighi. Il tutto avendo come soggetto la casa dei nonni dove è cresciuto anche l'Autore. Casa dove, durante l'occupazione nazista, il nonno riuscì a vivere per più di un anno nascosto in una intercapedine.

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