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Jean-Paul Sartre

Traduttore: B. Fonzi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 242 p.
  • EAN: 9788806219192
Usato su Libraccio.it € 6,48

Recensioni dei clienti

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    A.F.Andrea

    28/07/2016 11.29.21

    Non mi aspettavo un'opera così ermetica. Benché mi sia cimentato con grande entusiasmo nella lettura de "La Nausea" (Sartre è stato uno dei miei filosofi preferiti al Liceo) devo precisare che questo furore si è affievolito con lo scorrere delle pagine: molti passi sono pesanti, determinati paragrafi sembrano interminabili e il più delle volte è difficile comprendere il significato dei ragionamenti. E' stata una vera fatica concluderlo (anche perché è importante sottolineare che è un'opera "soggettiva", Sartre riversa infatti tutti i suoi pensieri e i suoi ragionamenti filosofici sulla misera esistenza umana, quindi bisogna immedesimarsi totalmente nel modo di vedere dell'autore). Consiglio a tutti coloro che vorranno tuffarsi nel mondo di Roquentin di dare prima un'occhiata ai punti salienti del pensiero di Jean-Paul Sartre... altrimenti sarà come leggere geroglifici...

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    Monica

    11/07/2016 13.23.50

    Non pensavo che il titolo avrebbe descritto anche la sensazione che provo nel leggerlo!! Non scorre, è tutta una descrizione di ambienti, persone e stati d'animo. Attendevo un'evoluzione nella narrazione, un guizzo, ma giunta a metà libro, nulla. Sono ad un punto morto... non riesco a continuare!

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    mile

    22/07/2014 17.15.24

    «Eppure, so bene che esisto, che sono qui. Adesso, quando dico "io", mi sembra una cosa vuota. Non arrivo più a sentir me stesso troppo bene, tanto mi sento dimenticato». La "Nausea" è un libro duro, crudo, che trasmette tristezza, cupezza: una lucida e spietata analisi sulla distanza tra essere ed esistere, vivere e lasciarsi vivere, vivere e sopravviversi, vivere e raccontarsi, vivere e ricordare. Un libro sul vuoto che spezza l'individuo quando la realtà gli appare assurda, nauseante e priva di senso e sull'angoscia intollerabile che opprime e soffoca l'essere pervaso dalla solitudine e dalla disillusione. «Una pallida, piccola rimembranza di me vacilla nella mia coscienza, Antonio Roquentin... e d'un tratto l'Io impallidisce, impallidisce, e, ecco, si spegne».

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