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Una nazione in coma. Dal 1793, due secoli

Piero Buscaroli

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Dimensioni: 710 KB
Pagine della versione a stampa: 578 p.
  • EAN: 9788873816973
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Gaia la libraia

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"Congedo all'Italia Chi ti tradì? Qual arte qual fatica O qual tanta possanza Valse a spogliarti il manto e l'auree bende? Come cadesti o quando Da tanta altezza in così basso loco?" Questi sono i versi da 31 a 35 dell'ode "All'Italia" di Giacomo Leopardi (1818). Il lamento sulla caduta, i secoli di sospiri e invettive, sono già negli archivi del patrio duolo. Ci staranno, credo, per sempre. Non sarà tragedia per nessuno. In settant'anni, le svariate plebi che si chiamarono "il popolo italiano", si sono abituate a vivere senza "la Patria", le cui funzioni sono passate al più comodo "paese". L'assuefazione si è completata con le nuove generazioni. Le più vecchie ebbero qualche fatica a liberarsi del patetico sogno. Credettero di non poter vivere senza patria, fino a quando la poltiglia dei papponi e ladroni non si convinse e persuase gli altri che così si vive meglio. Da monarchia e fascismo l'Italia uscì ferita. Dalla repubblica comunista e democratica, esce demente e belante, eppur canta e danza senza pensieri. Settant'anni ancora, e, diranno gli esperti, l'Italia fu, e non è più.
  • Piero Buscaroli Cover

    Piero Buscaroli (1930-2015), giornalista, scrittore e storico della musica, è autore di fondamentali monografie su Bach e Beethoven, diversi studi su Mozart, oltre ai saggi dedicati alla storia del Novecento (Dalla parte dei vinti e Una nazione in coma). Dal 1972 al 1975 fu direttore del quotidiano «Roma» di Napoli. Nel 1979 iniziò una collaborazione con «Il Giornale» di Montanelli: tenne una fortunata rubrica denominata La stanza della musica. Buscaroli usò il proprio nome per la critica musicale, mentre per le note di politica e costume firmò con lo pseudonimo Piero Santerno. La collaborazione al «Giornale» continuò anche col successore di Montanelli, Vittorio Feltri. Ha studiato organo, armonia e contrappunto, e dal... Approfondisci
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