Né qui né altrove. Una notte a Bari

Gianrico Carofiglio

Editore: Laterza
Collana: Contromano
Edizione: 14
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 6 novembre 2008
Pagine: 159 p., Brossura
  • EAN: 9788842086307
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Recensioni dei clienti

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    Donatellar

    07/11/2014 20:07:36

    Questo libro a differenza degli altri letti, non mi è piaciuto.l'ho trovato monotono e lento.

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    tom

    28/06/2014 18:54:57

    Letto almeno 2 volte, è il mio preferito di Gianrico Carofiglio. A volte infatti lo trovo un filo freddo e distante da ciò che racconta. Qui si sente un po' di cuore(perdonate se sono sentimentale) forse xché è (credo) in gran parte autobiografico. Si apre con una "rimpatriata" con 2 vecchi compagni di scuola, anche se suppongo siano inventati (soprattutto paolo che sembra un alter ego dello scrittore) che faranno un giro di Bari e nella memoria. L'autore parte da luoghi geografici della sua città x entrare in un mondo di ricordi e perdute sensazioni. C'è il mare,che rievoca i bagni, i salvagente e i loro surrogati, il colera del '73, le strade, con le mura, i vecchi cinema, le leggende, le partite di pallone, le botte, i caffè dove si discuteva di tutto, i teatri, le librerie, Topolino, le panetterie, l'odore della focaccia, il liceo, la palestra, gli amori giovanili, i negozi, le passeggiate con il cane, i fumetti, gli amici, le ingiustizie... Carofiglio è bravissimo nel far riemergere tracce dal passato trasmettendo un senso di nostalgia, divertimento e commozione soprattutto a chi, come me, è di una generazione vicina alla sua.

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    nanni

    21/02/2014 16:12:38

    Prendere spunto per una notte fra amici ritrovati per scorrere ricordi e tracciare profili di vita. L'idea può essere buona, l'autore è bravissimo, ma per me il libro delude, la trama è un pò misera, la storia stenta. Se si aggiunge la mia personale scarsa empatia col protagonista perché lo trovo un pò supponente (questa sensazione l'ho in parte avvertita anche in altri suoi libri improntati sulla prima persona) si spiega un mio giudizio non proprio positivo.

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    Robmonti

    22/12/2013 20:37:07

    leggere Carofiglio autobiografico (parzialmente) è come trovare un vecchio amico ed esaminare il proprio vissuto di 50nne, quale sono; l'immagine che mi è veramente rimasta : il mare freddo di maggio con i brividi per le goccioline sulla pelle ma il caldo sole della primavera piena ed il profumo della macchia mediterranea portato dallo scirocco : in quei momenti - per il protagonista - tutto è possibile...ecco pensare ai nostri momenti di percezione speciale della vita e sperare che almeno una volta si possano riprovare; l'ho riletto dopo un paio di anni e ho di nuovo passato qualche giorno in buona compagnia

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    farfallina

    09/09/2013 21:22:55

    Mi piace molto leggere i libri di Carofiglio, lo considero un attento osservatore dell'animo e dei comportamenti degli esseri umani.In questo breve romanzo è descritta bene la nostalgia della giovinezza e la precarietà affettiva di certe amicizie. Sullo sfondo l'amore per Bari, sua città natale

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    star63

    12/09/2011 11:30:54

    Bella e coinvolgente soprattutto per i baresi di quei tempi

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    cristina

    25/08/2011 09:38:18

    effettivamente più che un romanzo sembra di leggere lo stradario di bari. non so se per un barese possa essere emozionante, ma a me che non lo sono non ha dato alcuna emozione. la trama è troppo ridotta al minimo, quasi inesistente. non ho colto neanche questo presunto inno all'amicizia, piuttosto un insieme di luoghi comuni e situazioni stereotipate. certo carofiglio sa scrivere in modo scorrevole e leggero. una lettura da spiaggia, che si dimentica appena finita.

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    Chiara

    10/03/2011 10:17:53

    Con quest'opera, Carofiglio rende omaggio a Bari, alle sue bellezze architettoniche e paesaggistiche, ai suoi profumi, ai suoi sapori culinari, senza tuttavia risultare mieloso: di Bari, infatti, emergono anche i cattivi odori, i personaggi negativi, le periferie e i cinema abbandonati a se stessi, gli ossimori sociali. personalmente, gli avrei dato il massimo dei voti, anche perché, conoscendo Bari, ho ritrovato in quest'opera tutte le sue atmosfere. ma se non si é pronti ad un viaggio virtuale in questa città, potrebbe non piacere

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    Fifì

    22/02/2011 23:15:06

    Buon romanzo breve di Carofiglio G. anche se forse eccede nei riferimenti topografici. La storia è bella però.

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    Marta M

    23/09/2010 18:52:10

    dò un giudizio discreto unicamente per l'affetto che ho per Bari (pur non essendo di Bari!!)... dal momento che più che un romanzo è una lunga descrizione di luoghi e colori di questa città. non credo però che lo consiglierei ad un non barese!!!! potrebbe risultargli una pizza mortale.

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    Brunella

    14/09/2010 16:40:32

    Molto piacevole la lettura di questo romanzo ma, diciamoci la verità, non a nulla a che vedere con gli altri libri di Carofiglio.

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    silvia

    14/09/2010 10:37:03

    Scorre veloce questo piccolo racconto di una notte a Bari. La scrittura è bella e lineare. i contenuti, però, non ci sono. Banale e molto scontato, non regala nulla di nuovo o emozionante. Leggero come una nuovla che è piacevole da guardare, ma svanisce senza traccia.

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    sabrina

    26/07/2010 16:01:23

    A Bari non sono mai stata. Ma è come se con Carofiglio avessi fatto un viaggio virtuale della città. Qui si parte da un viaggio per raccontare una vita. Bel libro. Ho anche pianto. s.

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    Beniamino

    20/02/2010 01:43:43

    La mia Bari, le focacce calde e profumate del non nominato panificio Magda a due passi da Piazza Moro, la mi attuale mezza età (col SUV e per fortuna senza pancetta) gli amici persi e ritrovati per una sera, prima come estranei e poi che ti riesplodono nel cuore. Intimamente mio, grazie Gianrico, non sarà un capolavoro della letteratura moderna ma io lo terrò tra i miei libri più cari.

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    gabriella

    27/01/2010 18:49:36

    Col pretesto di raccontare una bella storia di amicizia e di ricordi di gioventù Carofiglio promuove meglio di qualsiasi APT la sua città e pubblica la sua dichiarazione di amore/odio per Bari. Bravo!

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    Giuseppe V. A. Masotti

    26/01/2010 12:20:38

    Trentanovenne, "di buona famiglia", laureato, masterino, giovane professionista, in esilio forzato causa lavoro. E' questo il profilo di chi si è fatto cullare e scaldare dal tepore della lettura di questo libro. Una foto di una città e della sua Vita. Un libro colmo di quel DNA sempre presente nell'anima di un Sud ferito e privo dei suoi figli migliori. Penellata d'autore che descrive in profondità la reale e condivisa essenza di una città vicina e pur lontana. Prezioso, dovuto e sentito tributo alla propria città ed alla gente avvolta da quel onnipresente profumo di mare . . .

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    antonietta.delbon@libero.it

    07/11/2009 20:26:28

    Mi sono ritrovata in Carofiglio.Non nella sua città, che non conosco, ma che assomiglia ad altri posti della nostra vita.L'ho trovato bellissimo!Aspetto altre belle cose.

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    giorgio g

    07/09/2009 12:26:53

    Diciamolo subito: preferiamo nettamente il Carofiglio scrittore di romanzi gialli. In questo suo libro di nostalgie giovanili e di scorribande notturne non c’è nulla che attragga. Può darsi che ai baresi piacciano i continui riferimenti alla toponomastica della loro città; a noi lasciano completamente indifferenti, come indifferenti eravamo rimasti a quelli delle strade di Malmoe e di Stoccolma nei romanzi di Sjoevall e Wahloe (rispettivamente “Omicidio al Savoy” e “L’uomo al balcone”). Indifferenti rimaniamo alle storie, storielle e storielline che i tre protagonisti ci ammanniscono a piene mani. In sintesi una delusione. Ci auguriamo che Carofiglio ci regali qualche altra bella storia del suo genere preferito.

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    andreotti riccardo

    08/07/2009 10:18:33

    Appena ho finito di leggerlo l'ho riletto. Godevolissimo racconto che tocca l'anima. Un meraviglioso saggio sull'amicizia vera.

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    Michele Lucivero

    19/05/2009 18:24:21

    Prima o poi bisogna fare i conti con il proprio passato, con i vecchi amici e con i luoghi cari alla beata e spensierata gioventù, peccato che il risultato sia sempre deludente, devastato dall’amara presa di coscienza che di mezzo c’è una vita che non si è arrestata ed ha preso forme diverse, imprevedibili e imponderate. Giampiero, Paolo e Gianrico, ormai affermati professionisti, ritornano sui loro passi, sui luoghi cari alla comune formazione universitaria, tra librerie, focaccerie e strani personaggi sempre in agguato nel quartiere murattiano. Per chi ha vissuto quei posti, per chi ha frequentato quei sacri templi della vita accademica barese in compagnia di indimenticabili compagni di avventura ed ora è costretto all’esilio forzato pur di lavorare, questo libro diventa un magico ricettacolo di commoventi deja vu e immaginarie rimpatriate.

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