Nei boschi eterni

Fred Vargas

Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 391 p., Brossura
  • EAN: 9788806192969
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Recensioni dei clienti

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    maurizio castagna

    02/09/2013 08:55:41

    E' il primo libro della Vergas che leggo e mi ha abbastanza affascinato la figura inusuale del commissario Adamsberg. Lettura scorrevole, trama adatta ad un giallo, finale non del tutto imprevedibile: non un capolavoro, ma un buon libro estivo!

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    kadhia74

    27/06/2013 13:50:22

    Bel romanzo, letto ormai 3 o 4 anni fa, ma lo ricordo con piacere. Non il mio preferito della Vargas ma sicuramente tra i migliori. Sto notando dai commenti che le opere di questa scrittrice o le si odia o le si ama, per me la seconda, trovo le sue storie piacevoli, la lettura scorrevole, i personaggi talmente ben delianeati che Danglard mi pare di avercelo di fronte. Per me è sicuramente una lettura consigliata

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    io

    11/06/2013 20:36:38

    Che boiata... e per fortuna ho chiesto al libraio quale fosse il migliore della Vargas. Primo e ultimo che leggo, ma cosa è... un noir? un giallo? Mi sembra più un libro comico, personaggi insulsi, storia assurda, e poi il GATTO! Ma per favore, leggetevi Indridason (sotto la città) oppure come consigliava qualcuno prima di me... Saramago (l'uomo duplicato).

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    Luca

    25/09/2012 21:42:37

    Un nuovo intricato caso per Adamsberg ed il suo 15/o arrondissement (qui con l'entrata in scena del tenente Veyrenc). Bella e solida la trama con l'aggiunta, qua e là, di un po' di ironia. Lettura scorrevole ed affascinante. Da leggere!

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    Maria Teresa Pisano

    10/07/2012 13:51:39

    Credo che quanto si possa dire della bravura - notevole - della Vargas si possa riassumere in un tratto di questo libro - che non riporterò per non rovinare la lettura, ma del quale mi limito a una mia umile interpretazione: il protagonista della storia, il commissario Adamsberg, a un certo punto sente il bisogno di andare lungo il fiume (la Senna, il romanzo si svolge tra Parigi e la Normandia) e di "lasciar volare liberi i pensieri". Perché i pensieri "sono come i gabbiani": a volte occorre lasciarli volare liberi perché stanno stretti. E, proprio come nei gruppi sociali di gabbiani, c'è un pensiero - un gabbiano - che svolge il ruolo di gabbiano-sentinella. O gabbiano-poliziotto. E' il gabbiano che sorveglia il gruppo e che rintuzza - "rimprovera" - quel o quei gabbiani che non si comportano secondo le regole che il gruppo si è dato. Spesso gli altri pensieri - gabbiani - non danno retta al pensiero - gabbiano - sorvegliante ed è allora tutto uno stridio di grida, uno scambio rumoroso di opinioni e beccate che agita, alla fine, l'intero gruppo. E capita che uno di questi pensieri - gabbiani - ribelli si allontani e vada per una sua strada. Un po' un Jonathan Livingstone della mente. E' quello il momento che attende il protagonista del libro: vedere dove quel pensiero lo porterà. Seguirlo perché sa che è quello che lo condurrà alla verità. Come sempre fanno i suoi pensieri ribelli, non omologati, da "spalatore di nuvole" come viene definito più o meno affettuosamente dai colleghi. Perché è il pensiero che non si ferma alle regole, non "fa gruppo" con gli altri , che non china la testa solo perché lo fanno gli altri ma usa la propria. Di testa.

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    Silvia

    02/06/2012 16:35:19

    Sia per l'ironia sia per articolazione dei rapporti, è un libro godibilissimo. Belli i personaggi, consapevoli antieroi. Lo consiglio a chi a un poliziesco non chiede solo la trama, seppur interessante.

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    puzzailsignorvincenzo

    23/02/2012 15:02:58

    Davvero un bel giallo, scorrevole, divertente. Certo, per nulla credibile, soprattutto la parte del gatto, ma basta metterci una buona dose di immaginazione.

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    Alessandro

    05/01/2012 09:10:00

    Come fate a non leggere un libro in cui, in quarta di copertina, si descrive il protagonista come uno "spalatore di nuvole"? Impossibile. Ormai per me quella fase è superata, sono alla quarta volta con Vargas e il suo commissario Adamsberg... anche questa storia è folle e originale, lontana mille miglia dal "solito" poliziotto delle serie tv... si passa da un fantasma leggendario a nemici ben più terreni. Il commissario è alle prese con qualcosa che viene dal passato, ma riesce a uscirne bene, con la pelle e il cuore intatti...

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    Ragnetto

    27/05/2011 18:33:09

    Storia ancora più inverosimile di quella del libo precedente....ma è difficile resistere al fascino dei soliti personaggi e gli incontri di Adamsberg con quel gruppetto di amici in Normandia sono memorabili...La trama è piuttosto intricata, ma la soluzione finale dipana bene la matassa.

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    Patty

    16/03/2011 20:30:22

    miodio che guazzabuglio .... bellissima scrittura, e originali (forse troppo) i personaggi (il mio preferito è stato il gatto Palla, comunque...), ma la storia è francamente ridicola. Un accozzaglia di pseudo erudizione, un intreccio che è un esercizio di stile e non un racconto. Mi spiace, ma a me piace anche la plausibilità.

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    Francesco

    11/03/2011 12:24:58

    Superbo. Uno dei più bei libri che abbia mai letto. Una creazione continua su personaggi già creati e già noti ai lettori della Vargas. Un'ottima dose di (auto)ironia che contorna attimi di puro genio letterario. voto 9

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    silvia

    01/09/2010 17:49:16

    In questo romanzo la Vargas si è superata! Che classe! Il nostro Adambsberg diventa aggressivo, si scopre un poco del suo passato e lo si ritrova sotto una luce insolita! la trama è avvincente e molto ben articolata. Proprio bello!

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    REXLEX

    28/05/2010 14:08:24

    Meglio di Sotto i venti di Nettuno questo Nei boschi eterni riesce a riservare una sorpresina finale. Certo è che per farsi piacere veramente il personaggio principale ( soprannominato spalatore di nuvole ) e quelli a contorno si deve avere una passione per il non detto , il semi-sovrannaturale , il te lo dico ma non ti spiego come ci son arrivato perchè non ne sono capace. Non credo che mi entusiasmerà mai. Giudizio medio perchè in ogni caso ha una sua personalità .

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    Laura

    14/02/2010 17:09:20

    Ottimo. Raffinato nella scrittura e nella trama, con un finale quasi sorprendente , a pensarci bene non del tutto inatteso e sapientemente delineato, in qualche modo suggerito sommessamente.Un giallo originale e di gran classe.

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    Robin

    02/02/2010 12:49:28

    Semplicemente bellissimo. Mi sono appassionata e divertita. Davvero un bel giallo, con il solito surreale e bizzarro stile della scrittrice. Consigliatissimo.

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    Libricciola

    15/12/2009 10:57:21

    Che delusione!la storia di per sè non è male, però la sostanza non è molta. L'inizio è interessante, in seguito si perde. Il filone "romanzi che parlano di romanzi" comincia ad annoiarmi...Ho l'impressione che con Ruiz Zafon abbiamo esaurito le risorse.

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    LGG47

    20/09/2009 12:09:54

    Solito libro della Vargas scritto in modo superbo e incalzante. Scritto in modo coinvolgente e con uno sviluppo di trama del tipo Maelstrom : che sale, cresce ed accelera di pagina in pagina. L'enigma investigativo è sempre ad ampio respiro; parte da lontano e se ne intravvede appena appena la traccia, poi man mano che si dipana vengono messi a fuoco particolari ed incastri fino alla soluzione finale che è inaspettata, rigorosamente logica e fragorosa. I vari personaggi, poi, vengono resi in modo sublime, rapido ed efficace al tempo stesso. Come tutti gli altri suoi libri, questo è una perla rara che lascia, quando lo si è finito di leggere, il lettore con la voglia di ripercorrerlo e riassaporarlo.

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    slobodan

    03/08/2009 12:47:12

    C'e molta carne al fuoco in questo libro della Vargas, forse un po' troppa. Mi era piaciuto moltissimo "Parti in fretta e non tornare", questo un pochino meno, anche se ci sono molti sprazzi di genialità letteraria, nonostante in molti si ostinino a non riconoscerla.

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    cecilia

    23/07/2009 16:08:22

    Letto due volte a distanza di 1 anno, e la seconda volta, conoscendo già la trama ho apprezzato molti particolari che non avevo notato la prima volta. Mi piacerebbe essere come Violette..

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    Daniele

    02/07/2009 20:12:15

    Primo libro della Vargas anche per me, sicuramente lo stile dell'autrice è originale, con una fortissima caratterizzazione di Adamsbergh e company, con situazioni a volte ironiche, a volte tragicomiche e avolte al limite del surreale. Forse questa caratteristica è accentuata all'eccesso, ma la storia è valida, dipanata su molti fili narrativi che convergono ottimamente in un finale che non era facile da quadrare; si legge tutto d'un fiato e a volte fa anche sorridere, quindi vale sicuramente la lettura.

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