Nei boschi eterni

Fred Vargas

Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 maggio 2008
Pagine: 391 p., Brossura
  • EAN: 9788806192969
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Descrizione

Il fantasma di una monaca del Settecento che sgozzava le sue vittime non fa paura al commissario Adamsberg, ma tutto il resto sì. Da un momento all'altro sprofonda in un mondo che sembra tornato al Medioevo, dove si straziano i cervi dei boschi normanni, si profanano cadaveri di vergini per estrarne misteriose sostanze, e le pozioni magiche assicurano la vita eterna, a costo di orrendi delitti. Mentre un rivale che arriva dal più lontano passato, e che parla in versi, gli vuole rubare tutto. Un puzzle inestricabile, fatto apposta per far smarrire la ragione a chiunque. Ma non a uno "spalatore di nuvole", come Adamsberg. Anche se, ancora più delle altre volte, arrivare alla verità vorrà dire riuscire a strapparsi un pezzo di cuore...

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Recensioni dei clienti

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    maurizio castagna

    02/09/2013 08:55:41

    E' il primo libro della Vergas che leggo e mi ha abbastanza affascinato la figura inusuale del commissario Adamsberg. Lettura scorrevole, trama adatta ad un giallo, finale non del tutto imprevedibile: non un capolavoro, ma un buon libro estivo!

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    kadhia74

    27/06/2013 13:50:22

    Bel romanzo, letto ormai 3 o 4 anni fa, ma lo ricordo con piacere. Non il mio preferito della Vargas ma sicuramente tra i migliori. Sto notando dai commenti che le opere di questa scrittrice o le si odia o le si ama, per me la seconda, trovo le sue storie piacevoli, la lettura scorrevole, i personaggi talmente ben delianeati che Danglard mi pare di avercelo di fronte. Per me è sicuramente una lettura consigliata

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    io

    11/06/2013 20:36:38

    Che boiata... e per fortuna ho chiesto al libraio quale fosse il migliore della Vargas. Primo e ultimo che leggo, ma cosa è... un noir? un giallo? Mi sembra più un libro comico, personaggi insulsi, storia assurda, e poi il GATTO! Ma per favore, leggetevi Indridason (sotto la città) oppure come consigliava qualcuno prima di me... Saramago (l'uomo duplicato).

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    Luca

    25/09/2012 21:42:37

    Un nuovo intricato caso per Adamsberg ed il suo 15/o arrondissement (qui con l'entrata in scena del tenente Veyrenc). Bella e solida la trama con l'aggiunta, qua e là, di un po' di ironia. Lettura scorrevole ed affascinante. Da leggere!

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    Maria Teresa Pisano

    10/07/2012 13:51:39

    Credo che quanto si possa dire della bravura - notevole - della Vargas si possa riassumere in un tratto di questo libro - che non riporterò per non rovinare la lettura, ma del quale mi limito a una mia umile interpretazione: il protagonista della storia, il commissario Adamsberg, a un certo punto sente il bisogno di andare lungo il fiume (la Senna, il romanzo si svolge tra Parigi e la Normandia) e di "lasciar volare liberi i pensieri". Perché i pensieri "sono come i gabbiani": a volte occorre lasciarli volare liberi perché stanno stretti. E, proprio come nei gruppi sociali di gabbiani, c'è un pensiero - un gabbiano - che svolge il ruolo di gabbiano-sentinella. O gabbiano-poliziotto. E' il gabbiano che sorveglia il gruppo e che rintuzza - "rimprovera" - quel o quei gabbiani che non si comportano secondo le regole che il gruppo si è dato. Spesso gli altri pensieri - gabbiani - non danno retta al pensiero - gabbiano - sorvegliante ed è allora tutto uno stridio di grida, uno scambio rumoroso di opinioni e beccate che agita, alla fine, l'intero gruppo. E capita che uno di questi pensieri - gabbiani - ribelli si allontani e vada per una sua strada. Un po' un Jonathan Livingstone della mente. E' quello il momento che attende il protagonista del libro: vedere dove quel pensiero lo porterà. Seguirlo perché sa che è quello che lo condurrà alla verità. Come sempre fanno i suoi pensieri ribelli, non omologati, da "spalatore di nuvole" come viene definito più o meno affettuosamente dai colleghi. Perché è il pensiero che non si ferma alle regole, non "fa gruppo" con gli altri , che non china la testa solo perché lo fanno gli altri ma usa la propria. Di testa.

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    Silvia

    02/06/2012 16:35:19

    Sia per l'ironia sia per articolazione dei rapporti, è un libro godibilissimo. Belli i personaggi, consapevoli antieroi. Lo consiglio a chi a un poliziesco non chiede solo la trama, seppur interessante.

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    puzzailsignorvincenzo

    23/02/2012 15:02:58

    Davvero un bel giallo, scorrevole, divertente. Certo, per nulla credibile, soprattutto la parte del gatto, ma basta metterci una buona dose di immaginazione.

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    Alessandro

    05/01/2012 09:10:00

    Come fate a non leggere un libro in cui, in quarta di copertina, si descrive il protagonista come uno "spalatore di nuvole"? Impossibile. Ormai per me quella fase è superata, sono alla quarta volta con Vargas e il suo commissario Adamsberg... anche questa storia è folle e originale, lontana mille miglia dal "solito" poliziotto delle serie tv... si passa da un fantasma leggendario a nemici ben più terreni. Il commissario è alle prese con qualcosa che viene dal passato, ma riesce a uscirne bene, con la pelle e il cuore intatti...

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    Ragnetto

    27/05/2011 18:33:09

    Storia ancora più inverosimile di quella del libo precedente....ma è difficile resistere al fascino dei soliti personaggi e gli incontri di Adamsberg con quel gruppetto di amici in Normandia sono memorabili...La trama è piuttosto intricata, ma la soluzione finale dipana bene la matassa.

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    Patty

    16/03/2011 20:30:22

    miodio che guazzabuglio .... bellissima scrittura, e originali (forse troppo) i personaggi (il mio preferito è stato il gatto Palla, comunque...), ma la storia è francamente ridicola. Un accozzaglia di pseudo erudizione, un intreccio che è un esercizio di stile e non un racconto. Mi spiace, ma a me piace anche la plausibilità.

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    Francesco

    11/03/2011 12:24:58

    Superbo. Uno dei più bei libri che abbia mai letto. Una creazione continua su personaggi già creati e già noti ai lettori della Vargas. Un'ottima dose di (auto)ironia che contorna attimi di puro genio letterario. voto 9

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    silvia

    01/09/2010 17:49:16

    In questo romanzo la Vargas si è superata! Che classe! Il nostro Adambsberg diventa aggressivo, si scopre un poco del suo passato e lo si ritrova sotto una luce insolita! la trama è avvincente e molto ben articolata. Proprio bello!

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    REXLEX

    28/05/2010 14:08:24

    Meglio di Sotto i venti di Nettuno questo Nei boschi eterni riesce a riservare una sorpresina finale. Certo è che per farsi piacere veramente il personaggio principale ( soprannominato spalatore di nuvole ) e quelli a contorno si deve avere una passione per il non detto , il semi-sovrannaturale , il te lo dico ma non ti spiego come ci son arrivato perchè non ne sono capace. Non credo che mi entusiasmerà mai. Giudizio medio perchè in ogni caso ha una sua personalità .

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    Laura

    14/02/2010 17:09:20

    Ottimo. Raffinato nella scrittura e nella trama, con un finale quasi sorprendente , a pensarci bene non del tutto inatteso e sapientemente delineato, in qualche modo suggerito sommessamente.Un giallo originale e di gran classe.

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    Robin

    02/02/2010 12:49:28

    Semplicemente bellissimo. Mi sono appassionata e divertita. Davvero un bel giallo, con il solito surreale e bizzarro stile della scrittrice. Consigliatissimo.

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    Libricciola

    15/12/2009 10:57:21

    Che delusione!la storia di per sè non è male, però la sostanza non è molta. L'inizio è interessante, in seguito si perde. Il filone "romanzi che parlano di romanzi" comincia ad annoiarmi...Ho l'impressione che con Ruiz Zafon abbiamo esaurito le risorse.

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    LGG47

    20/09/2009 12:09:54

    Solito libro della Vargas scritto in modo superbo e incalzante. Scritto in modo coinvolgente e con uno sviluppo di trama del tipo Maelstrom : che sale, cresce ed accelera di pagina in pagina. L'enigma investigativo è sempre ad ampio respiro; parte da lontano e se ne intravvede appena appena la traccia, poi man mano che si dipana vengono messi a fuoco particolari ed incastri fino alla soluzione finale che è inaspettata, rigorosamente logica e fragorosa. I vari personaggi, poi, vengono resi in modo sublime, rapido ed efficace al tempo stesso. Come tutti gli altri suoi libri, questo è una perla rara che lascia, quando lo si è finito di leggere, il lettore con la voglia di ripercorrerlo e riassaporarlo.

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    slobodan

    03/08/2009 12:47:12

    C'e molta carne al fuoco in questo libro della Vargas, forse un po' troppa. Mi era piaciuto moltissimo "Parti in fretta e non tornare", questo un pochino meno, anche se ci sono molti sprazzi di genialità letteraria, nonostante in molti si ostinino a non riconoscerla.

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    cecilia

    23/07/2009 16:08:22

    Letto due volte a distanza di 1 anno, e la seconda volta, conoscendo già la trama ho apprezzato molti particolari che non avevo notato la prima volta. Mi piacerebbe essere come Violette..

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    Daniele

    02/07/2009 20:12:15

    Primo libro della Vargas anche per me, sicuramente lo stile dell'autrice è originale, con una fortissima caratterizzazione di Adamsbergh e company, con situazioni a volte ironiche, a volte tragicomiche e avolte al limite del surreale. Forse questa caratteristica è accentuata all'eccesso, ma la storia è valida, dipanata su molti fili narrativi che convergono ottimamente in un finale che non era facile da quadrare; si legge tutto d'un fiato e a volte fa anche sorridere, quindi vale sicuramente la lettura.

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