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Károly Kerényi

Traduttore: L. Spiller
Anno edizione: 1983
Pagine: 198 p.
  • EAN: 9788833901503

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    Francesco Perono Cacciafoco

    07/01/2002 16.30.19

    Kerényi fu non solo studioso di miti, ma antropologo, etnologo e profondo conoscitore della psiche umana (nota a tutti è la sua frequentazione e collaborazione con C. G. Jung). In questi saggi sul 'mitologema' (termine quasi 'coniato' dall'ungherese ed a lui molto caro) del labirinto ci si spalanca di fronte la misteriosa invenzione del genio di Dedalo come mai ci saremmo aspettati di vederla. Si parte dalle viscere spiraliformi degli indovini della Mesopotamia per arrivare al noto mito di Tèseo e del Minotauro. Il tutto attraverso un'indagine serrata e, per certi aspetti, 'poetica'. Kerényi, come suo solito, va sempre in profondità. Arriva, financo, al momento della genesi del mito, senza lasciare quasi nulla di inspiegato. E' un procedimento che abbraccia la psicologia e la storia delle idee, per arrivare alle forme primordiali, agli "archetipi" che caratterizzarono l'uomo greco delle origini e che, acnora oggi, inconsciamente ed inconsapevolemtne, ci accompagnano nella nostra vita quotidiana. L'introduzione, ampia e dettagliata, getta una luce interpretativa, anche se un po' schematica, sull'opera di Kerényi. Il libro, come quasi tutti gli scritti dello studioso ungherese, affascina il lettore. E fa scoprire, tra l'infinità e la profondità dei concetti esaminati, quanto le forme del pensiero e le 'figure' mutino col mutare delle epoche e delle culture e, però, in maniera quasi incredibile, siano sempre le stesse, come sempre lo stesso - e sempre 'unico' - è l'uomo. Francesco Perono Cacciafoco

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