Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari

Fabio Geda

Collana: I tascabili
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 155 p.
  • EAN: 9788868520151

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Storie vere

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Recensioni dei clienti

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    Asia

    25/04/2017 13:02:22

    Un libro piccolo ma intenso, che racconta il viaggio difficile e complicato di un bambino per arrivare in Italia, per andare conto a ogni problema dovuto dall'emigrazione, cose che noi alla fine nemmeno capiamo perché vanno troppo oltre la nostra realtà. Consiglio la lettura perché può dare molti spunti di riflessione.

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    angelo

    07/04/2017 12:41:12

    Ingredienti: un bambino di 10 anni in fuga dall’Afghanistan dei talebani, un viaggio lungo 2 continenti e 6 nazioni, 8 anni di peripezie, rimpatri, violenze e sfruttamenti, l’arrivo in Italia come casuale terra promessa. Consigliato: a chi ha bisogno di una rapida iniezione di speranza, tolleranza e coraggio, a chi vuole conoscere i nuovi Ulisse degli anni duemila.

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    Luigi

    28/03/2017 08:55:34

    E' un libro molto duro ed emozionante. Vorrei avere la meta' della forza di Enayt. I nostri ragazzi italiani a 12 anni non sanno attraversare la strada, il piccola Enayat conosceva già le fatiche della vita, il dolore e la voglia di andarsene (da solo) alla ricerca di un posto migliore. Un libro che consiglio a tutti, in particolare alle mamme italiane!

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    Laura

    08/08/2016 10:55:05

    Ogni giorno assistiamo, ormai sempre più disinteressati, allo sbarco di gommoni zeppi di esseri umani ormai allo stremo, che per raggiungere le nostre coste hanno dovuto percorrere migliaia di chilometri, passare esperienze limite, pagando somme di denaro enormi per le loro possibilità. Siamo diventati insensibili, se non a volte intolleranti nei confronti delle tragedie di migliaia di persone, che fuggono da guerre, persecuzioni, fame, mancanza di speranza. Ogni tanto un episodio più tragico (penso al piccolo Aylan) risveglia per un attimo le nostre coscienze. Poi il nulla, condito dagli improperi dei più facinorosi, che in un crescendo di qualunquismo, accusano i profughi di opportunismo, terrorismo, e via crescendo... La storia di Enaiatollah raccolta da Fabio Geda ci invita a riflettere senza preconcetti, a capire che cosa spinge una madre ad accompagnare un figlio di 10 anni dall'Afganistan al Pakistan per poi lasciarlo lì. A cercare di comprendere le vite spezzate di queste persone che abbandonano le loro case, le loro famiglie, le loro radici, andando incontro ad un ignoto che è preferibile alla devastazione, alla violenza, al nulla che li circonda. Un libro che dovrebbero leggere tutti, soprattutto nelle scuole. Un pugno nello stomaco...

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    Teta

    19/04/2014 18:47:13

    Testimonianza breve e intensa di come non è sempre facile essere bambini. Crescere da soli e lontani dal proprio paese con la paura continua di essere riconosciuti e rispediti a casa, dove non possiamo tornare.

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    Melania

    24/02/2014 20:45:45

    Dovrebbero leggerlo tutti. Bello bello bello, questo "libricino" che condensa in sole 154 pagine un dramma enorme, una fortissima speranza e un incredibile amore per la vita. Lieve come lo sguardo di un bambino, che racconta un'avventura, il libro di Geda narra una storia drammatica che forse ho sentito e risentito mille volte, ma mai attraverso parole cosi commoventi come quelle del piccolo Enai. Ho pensato che forse ogni tanto dovremmo essere orgogliosi di essere considerati un popolo accogliente, invece di lamentarci sempre di come è ridotta l'Italia... O no?

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    Sofia

    19/01/2014 15:34:46

    Storia veramente toccante. Una storia 'vera' che ti apre gli occhi al mondo...ti fa vedere ciò che ti circonda con occhi diversi. Consigliato come testo scolastico per far conoscere ai ragazzi la verità.

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    marcello ragone

    04/01/2014 23:37:19

    Una storia veramente intensa rimane dentro a distanza di tempo dalla lettura.Scritta in modo tale da coivolgere il lettore e a mio parere mai banale nella spiegazione dei fatti che sono realmente accaduti.Da introdurre come testo scolastico per fare capire a genitori e figli le realta'che ci circondano.

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    zenzero

    04/06/2013 13:52:03

    Scritto a metà nella forma di romanzo e metà nella forma di intervista. Romanzo avvincente perché narra di una storia vera: la storia di uno dei tanti profughi. Quanto coraggio in un bambino la cui vita è molto molto diversa da quella dei nostri figli! Romanzo consigliato soprattutto agli adolescenti per capire quanto siamo fortunati a nascere in occidente.

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    Ago

    05/04/2013 09:03:51

    Romanzo commovente ed ironico. E "verissimo": leggete solo la parte in cui si descrivono i lavori per le Olimpiadi di Atene 2004 e capirete l'importanza degli immigrati nel mondo che si ritiene industrializzato...

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    Federica

    04/03/2013 18:25:14

    Libro bellissimo. Non sono madre, ma se una madre leggesse che suo figlio 11enne ha certe esperienze, credo che piangerebbe dall'inizio alla fine del libro!

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    patrizia

    17/02/2013 22:44:11

    La storia vera di un eroe bambino, anzi di un supereroe. E' incredibile quello che riesce a fare il protagonista per salvarsi e arrivare fino da noi. C'è il video su you tube in cui dice che sfuggita la guerra in Afghanistan, inizia all'estero la guerra della vita di clandestino, insomma sempre in guerra. E noi ce ne stiamo qui belli tranquilli. Tra l'altro il libro è scritto anche molto bene.

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    scarlet nabi

    02/04/2012 15:30:49

    Ogni bambino dovrebbe conoscere a storia di Enaiatollah Akbari è una di quelle che. Perché il nostro mondo sta cambiando rapidamente e non è più possibile fare una netta distinzione tra un "noi" chiuso e definito e un "loro" generico e barbarico ? Non che una separazione definitiva sia mai esistita: le migrazioni e il meticciato sono fenomeni innati nella natura stessa dell'uomo, nomade per vocazione. Oggi i mezzi di comunicazione sembrano affievolire certe differenze e ridurre le distanze e se non ci sono più frontiere ben tracciate, allora non possono esserci nemmeno "stranieri", ossia persona esterna. Lo spazio si è davvero ristretto? Leggendo il libro di Fabio Geda non si ha quest'impressione. Il viaggio è pieno di fatti e di volti e ha i tempi sono dilatati dell'epica orale: dal Medio Oriente all'Europa, dall'Afghanistan alla Grecia, fino all'Italia; da una realtà all'altra in un arco che man mano si arricchisce di sfumature fino ad abbracciare una visione d'insieme. Enaiat si muove in un sottobosco in cui i poveri, i clandestini, gli estranei sono trattati come immondizia, ma restano sempre piccoli scampoli di serenità; da una valle insanguinata dalla brutalità antica delle rivalità etniche alle cave di pietra iraniane, dai vicoli odorosi di Istanbul all'Atene delle Olimpiadi che, adesso come un tempo, sfavilla grazie alla fatica di migliaia di nuovi schiavi. La fine dell'avventura, nello Stivale, pare quasi una fiaba ma non cancella le voci lontane, i morti rimasti sulle montagne - uccisi dalla sete nel doppiofondo di un camion, inghiottiti dalla tempesta nel Mediterraneo - e non nasconde la grettezza del sistema burocratico italiano che vuole ad ogni costo allontanare l'Altro, negarlo, rinchiuderlo dietro a solide porte sprangate. Ad accogliere il protagonista non sono le istituzioni, che prevedono la reclusione per chi non ha commesso reati, ma una generosa famiglia comune che non ha dimenticato il valore insostituibilmente universale dell'umanità.

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    alce67

    23/03/2012 18:53:51

    Il lungo drammatico viaggio di un ragazzino afghano verso l'occidente, la vita, la libertà. Una storia vera, scritta con tratto lieve e la sensibilità di un bambino cresciuto in fretta. Piacevole, avvincente, importante.

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    monica

    07/03/2012 16:07:37

    Un libro bellissimo, la lunga odissea di questo ragazzino afgano che scappa dal suo paese perche' odiato dalla popolazione in quanto fa parte di quella minoranza etnica considerata come una sottospecie di bestia da lavoro o da annientare. La tragedia di quel paese devastata dalla crudelta' dei Talebani narrata con gli occhi del ragazzino che li definiva persone molto ignoranti. Fino all'arrivo in una nuova terra per scoprire se stesso e di quanto sia fortunato rispetto a tutte quelle persone intrappolate ancora in quel Afghanistan.

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    Moreno

    02/01/2012 14:29:34

    Insomma un po' mi ha deluso. un po' noioso e senza spunti speciali. E si vede che è stato scritto da un italiano, con tutti i pregi e i difetti che la nostra cultura ci imprime da quando siamo nati. Si legge veloce solo perchè ha poche pagine. Non lo consiglio e non lo regalo.

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    francesca borri

    22/09/2011 13:24:44

    penserò a Enaiat ogni volta che avrò bisogno di coraggio.

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    Sara

    20/07/2011 12:50:39

    Che bella storia! avventurosa e che non ti annoia mai. BELLISSIMO!

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    FuscelloSpring

    11/07/2011 07:20:07

    Bellissimo libro. Mi è stato regalato per il mio dodicesimo compleanno da un'amica. In alcuni momenti ho detto "Non può essere una storia vera, nessun uomo può aver vissuto e sopportato tutto questo" ma poi mi dicevo " E invece sì, per ottenere la LIBERTA' molti hanno fatto tutto ciò". Quando Enaiat è arrivato in Italia, dopo tutto quello che aveva passato, mi sono chiesta come lo avremmo trattato noi italiani... ero quasi certa che anche la nostra polizia lo avrebbe picchiato e/o arrestato. Ma non è stato così, in quel momento mi sono sentita orgogliosa degli italiani, dell'Italia. Prima ero contro gli immigrati, ora capisco, o cerco di capire, che tutti sono uomini e doni di Dio e nessuno ha il diritto di togliere a qualcuno il desiderio di Vivere...

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    Massimo

    22/06/2011 09:31:11

    Non un capolavoro, ma certo un libro lieve e poetico. Non un saggio sull'immigrazione, ma letteratura, bella e anche insolita letteratura.Terminato, non puoi non guardare con altri occhi - più dolci e comprensivi - sulle strade e nelle spiagge i tanti stranieri che vivono nella nostra Italia.

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