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Emiliano Gucci

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2013
Pagine: 131 p. , Brossura
  • EAN: 9788807019364

Recensioni dei clienti

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    Leonardo N.

    17/10/2013 19.34.32

    Un romanzo intrigante. Trascina il lettore in questo sotto-mondo di persone che prima di tutto sono numeri, pupazzi che girano nella perenne giostra di un agone sportivo che di tale ha ben poco. Il centometrista, protagonista e narratore, si getta nell'ennesima sfida, in un percorso a ostacoli per scavalcare i suoi avversari sul campo, in un continuo balzare fra diversi piani temporali e ricordi, correndo e raccontando al ritmo di passi, scatti, riscaldamenti, defaticamenti. Affiora un'esistenza scandita all'insegna di uno show must go on interpretato nel ruolo di eterno secondo, forse anche quando sembra che il destino stia per volgere in un'altra direzione. Questa dimensione, dove uomo e atleta sono inscindibili, è corrosa da un'inarrestabile decadimento, fisico a causa dal doping, morale per colpa di un'ambizione iniettata nel sangue in maniera più pervasiva di qualunque farmaco. Tutto pare accettato senza troppi traumi, o comunque con rassegnazione, forse perché questo è il presente e quello che ci si vuole lasciare indietro è solo il passato. In questo mare di ambivalenze e dualismi la suspense è assicurata fino all'ultimo metro di pista, dove per il pubblico si corre solo un corsa, mentre il protagonista, così come tutti gli altri fenomeni di questo circo, si gioca quel che resta di un'esistenza finita dentro i muscoli, la speranza che oltre l'ultimo allungo rimanga qualcosa di ancora autentico e vivo.

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    Carla

    23/09/2013 14.36.57

    Il protagonista è un centometrista, ed è solo lui a parlare per tutte le pagine. Spiega i motivi che lo spingono a correre. Corre perché scappa. Suo padre ha ucciso suo fratello. A questo punto il romanzo dovrebbe finire. Invece no. Qui comincia. Come il "rettilineo a ritroso" pensato dal protagonista, "dal traguardo alla partenza". Un Delitto e castigo moderno. Bello. Bellissimo libro. Breve e intenso, che in alcuni tratti ricorda Erri de Luca ma che con Erri de Luca non c'entra niente. Uno di quei libri che quando li leggi ti senti comodo sul divano, o per strada quando cammini per raggiungere la fermata dell'autobus o scendere in metro sei orgoglioso di tenere sottobraccio con la copertina ricolta verso l'esterno. L'ho letto due volte per il piacere di farlo, e se la prima volta credevo di aver sottolineato tutte le frasi più belle, la seconda mi sono resa conto che non avevo fatto abbastanza. Il mio pennarello verde punta fine si è consumato. Tante metafore che non ti richiedono lo sforzo di essere comprese subito, puoi anche lasciarle lì e non si offendono, sanno che prima o poi tornerai tu da loro, come della madre cui non si parla mai e proprio per questo sempre presente. La mamma che non portava il costume a due pezzi. "Queste per dirne alcune, dottore. Per farle degli esempi. Nei cento metri le milizie oscure della vita, il dubbio, il tradimento, la colpa, il rimorso, prendono la ridicola forma di un pericolo terreno. E la coscienza può fuggirle mettendo in moto il corpo e facendolo correre rapido, semplicemente. Adesso mi prescriva qualcosa".

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    francesco v

    30/04/2013 12.03.46

    Volato via. Come il vento. E come il vento nulla mi ha lasciato

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    claudio

    14/04/2013 20.35.17

    Fattispecie di creatività letteraria. Ogni tanto ne capitano. Centoundici pagine per una gara di cento metri. Lui è bravo a raccontarla, inframezzandola con continui flashback che sono la cronaca di una vita. Si legge che è un piacere e lo consiglio. Però mi ha lasciato interdetto il fatto che un episodio centrale del racconto - l'omicidio del fratello del protagonista, adolescente, per mano del padre, niente meno che a bastonate, nella neve - sia rimasto nella nebulosità più assoluta. Solo per questo non lo accredito di una miglior valutazione, che per il resto sicuramente merita.

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    sonia

    27/03/2013 15.22.09

    A ciascuno di noi è capitato nella vita ascoltando una canzone, leggendo alcuni passi di un libro di sentire un legame speciale come se raccontassero qualcosa di nostro, della parte più intima dell'io, delle nostre sensazioni che sino a quel momento siamo stati incapaci di trasporre in parole/versi. Tutto questo, per me, è l'ultima opera di Emiliano Gucci, Nel Vento, da leggere tutta d'un fiato, e non potrebbe essere altrimenti, perché il ritmo cadenzato della corsa, così coinvolgente, lascia senza fiato.

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    Bruno E

    22/03/2013 19.46.23

    me lo hanno indicato come storia di una corsa ma è più la radiografia di un'anima, anche se la finale dei 100 metri è bellissima. molto intenso e delicato è diverso da ciò che c'è in giro. l'ho riletto due volte (per piacere). lo consiglio!!

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    ant

    24/02/2013 21.42.23

    Un libro in fondo breve, ma che in poche pagine riesce a lasciare un segno importante, secondo me, in chi lo legge. La trama: un centometrista, sui blocchi di partenza della gara più importante della sua carriera, fa un resoconto di quella che è stata la sua vita sotto tutti i punti di vista. L'autore è abile a mischiare storie personali anche molto cruente con resoconti riguardanti il background tipico dell'atletica leggera, fatto di allenamenti molti duri e ripetitivi inframmezzati a volte,purtroppo, anche dall'uso di sostanze non proprio lecite. Il lettore resta affascinato non solo dalle descrizioni dei retroscena delle gare di atletica, ma anche dalle evoluzioni e dalle digressioni relative ad un episodio di cronaca nera tristemente vissuto dal protagonista del romanzo. Per riflettere

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