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La nemica

Irène Némirovsky

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Traduttore: Monica Capuani
Editore: Elliot
Collana: Raggi
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 6 marzo 2013
Pagine: 151 p., Brossura
  • EAN: 9788861923409
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Gaia la libraia

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Gabri ha una madre bella e frivola, più interessata ai suoi flirt che a prendersi cura delle due figlie. Nel corso degli anni, Gabri ha osservato con odio e rancore il mondo degli adulti, che non le hanno dato né insegnato nulla, costruendo la sua vita sull'assenza d'amore. Ma il tempo è dalla sua parte. Quasi all'improvviso, la bambina taciturna e scostante si trasforma in un'adolescente piena di fascino e gioia di vivere. Forte del potere della giovinezza, Gabri può ora prendersi le sue piccole e grandi rivincite, per giungere alla partita finale con la nemica di sempre. L'odio e l'orgoglio sono i veri protagonisti di questo romanzo di formazione, pubblicato nel 1928 su una rivista letteraria con lo pseudonimo Pierre Nerey (ottenuto dall'anagramma di Irene: Nerey). L'uso di un nome diverso e molti degli elementi narrativi rivelano il carattere dolorosamente autobiografico dell'opera: impossibile non ritrovare nel ritratto impietoso della donna egoista e infedele la madre dell'autrice, che era solita parlare di lei come della "nemica". Secondo romanzo di Irene Némirovsky, mai apparso finora in volume singolo e inedito in Italia, "La nemica" si caratterizza come un atto di rivincita, teatro di sentimenti contraddittori, il cui groviglio potrà sciogliersi e trovare la propria catarsi soltanto nella sua drammatica conclusione.
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    Veronica

    06/04/2021 08:19:20

    Breve ma coinvolgente. La scrittura della Némirovsky è sempre fluida e scorrevole

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    alessandro

    26/02/2021 08:24:57

    Storia non male, ma un po’ stucchevole. Finale ottimo.

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    Franci

    03/01/2021 13:28:40

    Romanzo breve dal retrogusto amaro, per questo l'ho molto apprezzato. Tratta della tormentata storia di una figlia trascurata da una madre assente ed ego-centrata. L'odio e il rancore che emergono nel racconto porteranno ad un finale straziante, in cui nessuno ne uscirà vincitore.

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    @mamma_tra_i_libri

    01/01/2021 23:04:36

    Vado controcorrente a tutte le recensioni lette. Il libro a me non è piaciuto e ho fatto veramente fatica a terminarlo, anche se si tratta di sole 150 pagine. La prima parte l’ho trovata interessante e più approfondita: viene spiegato bene il rapporto tra la madre e le figlie. Il lettore percepisce molto bene la sofferenza e l’odio di Gabri nei confronti della madre. Nel seguire invece, il libro cade a picco. Ci troviamo a leggere un romanzo rosa poco interessante e poco introspettivo. All’improvviso troviamo un cambiamento radicale nei sentimenti della figlia verso la madre, mutamento non giustificato dai fatti. L’egoismo in ogni sua forma è il filo conduttore del romanzo. Unpopular opinion, ma veramente è stato uno dei libri che meno mi è piaciuto nella mia esperienza di lettrice.

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    Francesca

    14/12/2020 13:22:00

    Un racconto drammatico che apre gli occhi ad un'evidente realtà: Il circolo della vita mondana che rende gli uomini egoisti ed egocentrici. Nel caso del racconto è proprio una madre a trovarsi nel baratro di questo mondo, tanto coinvolta da dimenticarsi della presenza delle sue due figlie, abbandonate al proprio destino. Una storia che porta ad una riflessione profonda e che ha come temi fondamentali il distacco, l'odio, la morte, il riscatto e la vendetta.

  • User Icon

    IL

    04/12/2020 16:55:25

    Adoro la Nemirovsky, non è il suo libro migliore ("Suite francese" e "Jezabel" top!), ma mi è piaciuto molto. Autobiografico, intrigante, scorrevole...inutile dire che è scritto divinamente!

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    Ire

    09/11/2020 20:53:35

    "Dimenticava, forse per la prima volta nella sua vita, che il dispiacere invecchia e rovina il volto." Nèmirovsky è speciale, è un'autrice le cui storie poi ti rimangono impresse come immagini indelebili che modellano un po' il tuo modo di vivere, il tuo modo di affrontare le situazioni. Uao, questo è il suo secondo romanzo che leggo, anzi divoro, e ogni volta porto via qualcosa, un pezzetto di lei mi rimane dentro. Mi ci sento legata, e non è solo una questione di omonimia. Qui il tema centrale è il rapporto figlia-madre, un rapporto travagliato di odio e amore, un rapporto distaccato e poi infine fin troppo morboso. Il tutto circondato da una cornice parigina di inizio '900 con i suoi balli, le fughe dalla severa educazione aristocratica, il pudore delle relazioni e lo scontro tra classi sociali. Bello, bello, bello!

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    Elvira

    17/05/2020 09:48:42

    “La nemica” della grande scrittrice Irène Némirovsky è un ottima occasione da non farsi sfuggire. Ho trovato questo libro in sconto su Ibs, una vera occasione a metà prezzo, e devo dire sono rimasta piacevolmente colpita. Anche se si tratta di un breve racconto è comunque molto potente e delicato. Lo consiglio.

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    Loca

    14/05/2020 13:42:59

    Il rapporto con la madre si fa cocente e spietato in un libro che vi coinvolge e vi porta dove l'autrice Irène Némirovsky vuole, soprattutto per quanto riguarda la sua tesi di fondo. La sua nemica la fronteggia e arriva al clou del libro, quando l'odio autobiografico verso sua madre esplode senza freni.

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    nunzia

    23/02/2020 18:53:21

    Romanzo breve dal tema importantissimo :come si cresce senza affetto? È questo il problema che ci sbatte in faccia con cruda efficacia e violenza l'autrice.

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    mara

    15/11/2019 10:38:15

    Una scrittura intensa.Una storia appassionante. La Nemirovski è una garanzia.

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    serafini lino pasqualino

    11/10/2019 07:06:27

    libro scorrevole e piacevole.

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    Lucina

    20/09/2019 16:52:03

    Questo libro mi ha appassionato come quasi tutti quelli della scrittrice. Il rapporto più che conflittuale che la Nemiroski aveva con la madre è molto ben rappresentato nel romanzo attraverso la figura di Francine, donna egoista che non ha mai dato amore se non a sé stessa. La figlia soffre ma col passare degli anni con l invecchiare della madre riuscirà a prendersi una rivincita

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    Leopoldo Roman

    01/02/2016 22:22:13

    Se non fosse morta a soli trentanove anni ad Auschwitz forse la Nemirovsky, ebrea di origine ucraina, convertitasi al cattolicesimo e stabilitasi in Francia, sarebbe diventata una delle più grandi scrittrici della letteratura mondiale. Basti pensare che uno dei suoi più significativi e famosi romanzi "Suite francese", scritto negli anni 1941-42, sia stato pubblicato postumo solo nel 2004. E' grazie alle figlie che negli anni successivi alla morte è stata "rilanciata". Altrimenti sarebbe caduta nel dimenticatoio. "La nemica" è un romanzo angosciante. Tratta del delicato conflitto fra madre e figlia. Non generazionale, ma caratteriale: superficiale, libertina, vuota ed egoista la madre Francine; passionale, sensibile, infelice la protagonista Gabri. La scena diventa un campo di battaglia. E la tragedia incombe.

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    Umberto Mottola

    28/07/2013 17:28:23

    Romanzo pieno di passioni, in cui il personaggio di Francine non è certo una madre esemplare per le figlie Michette e Gabri. La scrittura è agile e scollevole, le descrizioni ridotte all'essenziale. Strana la figura del marito di Francine, quasi completamente assente dalla vita della sua famiglia, ed è proprio la sua assenza a determinare gli eventi della storia.

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    Romolo Ricapito

    06/04/2013 01:25:43

    Il tema è quello ricorrente in molti elaborati della scrittrice ucraino-francese: dare addosso alla madre vera, donna egoista e viziata, che comunque sopravvisse alla scrittrice (morta in un lager) raggiungendo addirittura il secolo di età. Qui la genitrice di Irène prende le fattezze di Francine, una donna del popolo diventata ricca, da sposata, grazie agli sforzi del marito. Coniuge del quale alla donna ovviamente non importa nulla, preferendogli il cugino Charles che, ospitato in casa in maniera fissa, diviene il suo amante in pianta stabile. L'egoismo della "Nemica"nel frattempo ha già prodotto un cadavere, quello della figlia minore, Michette, morta perché lasciata incustodita in casa e vittima dunque di un incidente. A questo punto Gabri, la figlia maggiore, diventata adolescente, sviluppa per "maman"un odio atroce che si realizza con una vendetta. Vendetta che si compie a metà: anche perché per un banale equivoco, le due donne si scontrano, recuperando un rapporto mai avuto. E' dunque nell'odio, aspro, che secondo Irène Némirovsky si può creare un legame che sia perlomeno più accettabile dell'indifferenza. Il romanzo soffre dell'immaturità della scrittrice, non ancora diventata adulta . La spietatezza della narrazione non è mediata dall'ironia grottesca dei suoi scritti seguenti, col "difetto" che la Némirovsky nello sbeffeggiare la madre tramite un "alter ego" soffre di molti sensi di colpa, come rivela il finale. Ad ogni modo La Nemica è un romanzo vivace che- pur se schematico.si risolve presto , elaborando una trama efficace che si ricorda, al contrario di libri pubblicati postumi, certamente dei capolavori ma che si dimenticano già dopo la lettura, perché aventi trame complesse e fin troppi personaggi. La Némirovsky non ebbe il coraggio di pubblicare L'Ennemie -titolo originale- col proprio nome, forse per non svelarsi agli occhi della madre e si firmò con lo pseudonimo maschile di Pierre Nerey

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    Silva O.

    19/03/2013 11:07:53

    Un libro terribilmente bello, una storia teneramente spietata raccontata con una voce assolutamente perfetta.

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    Daria

    14/03/2013 17:31:56

    Una storia appassionante e uno stile unico. La Nemirovsky non delude mai.

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    Nucas

    14/03/2013 17:27:51

    una storia intensa e coinvolgente, si legge d'un fiato, e il finale... assolutamente da leggere!

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    Lina

    11/03/2013 20:02:08

    romanzo ancora immaturo (rispetto ai capolavori successivi dell'autrice) scorre un po' prevedibile e un po' troppo stucchevole. fino al finale, quello sì, degno della Nemirovsky.

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  • Irène Némirovsky Cover

    Scrittrice ucraina di religione ebraica.Irène Némirovsky, figlia di un ricco banchiere ebreo, fin da giovane venne allevata in modo da parlare fluentemente il francese. Della sua educazione si occupò infatti la tata Zezelle, di madrelingua francofona: la madre di Iréne, Anna Margoulis, non si interessava particolarmente alla formazione della figlia. Oltre al francese, la piccola imparerò il russo e l'inglese. Ben presto purtroppo le leggi razziali cominciarono a mordere: la famiglia Némirovsky si trasferì prima a San Pietroburgo, poi in Finlandia, infine in Svezia.Finchè, nel luglio del 1919 si stabilirono definitivamente in Francia, dopo un avventuroso viaggio in nave. Sembrava che tutto fosse tornato come prima: la famiglia comprò... Approfondisci
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