Nemico pubblico (1 DVD)

Public Enemies

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Titolo originale: Public Enemies
Regia: Michael Mann
Paese: Stati Uniti
Anno: 2009
Supporto: DVD
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La storia del mitico fuorilegge dell'epoca della grande depressione economica americana, John Dillinger, il carismatico rapinatore di banche reso dai suoi raid lampo l'obiettivo del migliore agente dell'FBI dei tempi di J. Edgar Hoover, Melvin Purvis, e divenuto una sorta di eroe popolare agli occhi degli americani di quel periodo.
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    roberto

    15/05/2020 08:07:10

    Strepitosa resa cinematografica della roboante traiettoria di John Dillinger, mitico gangster dell'America a cavallo della great depression: una figura in bilico tra eroe romantico e efferato nemico pubblico. Chi meglio di Johnny Depp poteva farsi metafora del fascino del male? L'attore si cala anima e corpo in un personaggio, per quanto criminale, pervaso da un'etica da gentleman. Un personaggio sapientemente(e astutamente) cucito su misura, cui va il merito di non aver indugiato in una logica retorica ma di aver tratteggiato personaggi complessi, tra cui il solerte rivale Cristian Bale, agente dell'FBI, ritratto dell'anti-eroe impopolare in quanto carnefice del gangster più amato dagli americani.

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    Stefania

    11/05/2020 12:54:15

    Un film veramente ben fatto che mi è piaciuto molto. Da consigliare e rivedere.

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    ILSanto

    12/02/2019 08:09:03

    Johnny Depp al minimo storico. Film diretto e recitato malissimo

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    Alessio

    10/01/2015 21:58:19

    Un film davvero ben fatto. Michael Mann, dal punto di vista tecnico, è uno dei migliori registi in circolazione e confeziona una ricostruzione storica perfetta dell'america di quel tempo. Ineccepibili costumi e fotografia e davvero bravi gli attori: la Cotillard è deliziosa. Ottimo Johnny Depp, ma per un istrione come lui è uno scherzo entrare nella parte del più cool dei criminali della storia statunitense. Così, a mio parere, l'interpretazione più sorprendente la fornisce Christian Bale che, mettendo da parte ogni gigioneria, confeziona un personaggio misurato e dalla determinazione incrollabile.

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    chiara

    26/01/2013 10:36:54

    Adoro Johnny Depp, è un film molto bello e sono contenta che nella realtà l'investigatore si è suicidato...era un tipo violento per quanto mi riguarda...comunque un film da vedere..

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    JD

    03/01/2011 12:58:54

    Recuperando informazioni dal libro "Pubblic enemies"di Bryan Burrogh Mann(anche sceggiatore)rielabora a modo suo gli stereotipi del genere gangsteristico,ossessionato dalla verosimglianza,scegliendo il più possibile i luoghi reali,e osservando un antieroe attraverso la proliferazione mediatica del suo mito e del suo irreferenabile bisogno d'amore.Come negli altri film del regista,il suo destino è già segnato e lui stesso ci si adatta per ragioni di etica(criminale e professionale).Non ci sono buoni o cattivi,solo uomini e donne che seguono la propria corrente fino alla fine,quale che sia il prezzo(Purvis si suicidò nel '60).E come in "Heat-la sfida",i due rivali si incontrano faccia a faccia una sola volta,prima della fine.Ritmo frenetico,cast folto e perfettamente in parte,fotograqfia digitale in HD di Dante Spinotti(collaboratore abituale del regista)e ottima colonna sonora.Tra i momenti da antologia:la morte di Pretty Boy Floyd(al ritmo della splendida "Ten million slaves" di Ottis Taylor),l'attesa al semaforo,la sparatoria notturna allo chalet,la visita di Dillinger nella stazione di polizia e l'imboscata al Biograph.Un film unico e personale,come tutti i film di Mann non facile,ma che ricompensa chi è disposto ad avere pazienza.Robert DeNiro è uno dei produttori esecutivi.

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    Giuseppe

    10/09/2010 11:39:16

    Ma non scherziamo.. Questo è un gran film. Tecnicamente perfetto e interpretato magnificamente (bravi Bale e la Cotillard, ma immenso Depp). Michael Mann è un grande regista e si vede. Uno dei più bei film del 2009, ben al di sopra di molti dei film candidati agli Oscar. Ma ultimamente agli Academy (vedi Gran Torino nel 2008), si dimenticano dei grandi film e premiano film trascurabili. Ad ogni modo questo resta un film da guardare assolutamente.

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    fabri7io

    30/08/2010 16:53:20

    La bravura di Mann è indiscussa, così come la sua originalità visiva in inquadrature e piani sequenza, la sua capacità di far esprimere i personaggi oltre la dimensione filmica, il suo talento nel montaggio. Ma ricordiamo tempi migliori e siamo lontani dalla potenza di Last of the Mohicans, dall'introspezione di Manhunter, dalla grandiosità di The Heat. Dopo l'insipido Miami Vice, un buon film ben costruito che tuttavia non lascia un gran segno e non brilla certo per originalità. A Depp e all'ottimo Bale gran parte dei meriti.

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    luke

    24/06/2010 11:21:56

    da un punto di vista puramente cinematografico è un film a dir poco esemplare

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    Marco 75

    11/06/2010 11:35:39

    Tipico film di Michael Mann. Veramente questo regista sembra incapace di girare film brutti. Si torna alle atmosfere di The heat: c'è lo sbirro incorruttibile e tenace ed il criminale feroce ma allo stesso tempo dall'animo nobile, due uomini ai lati opposti della barricata, ambedue decisi a vincere la sfida, ma che nutrono un profondo e virile rispetto l'un dell'altro. Niente di nuovo sotto il sole in fin dei conti, ma è impossibile non rimanere presi dalla storia e dallo stile inconfodibile di Mann.Come al solito colonna sonora ed immagini sono strettamente legate, la regia è come sempre impeccabile e Johnny Depp e Christian Bale sono perfettamente calati nei ruoli. Se questo è il risultato di un regista in crisi creativa, come dice qualcuno, bè, allora tutti gli altri è meglio che cambino mestiere, perchè una volta passata la crisi chi riuscirà a stagli dietro?

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    Oblomov71

    08/04/2010 15:32:59

    Discreto, ma fondamentalmente deludente. Tira la baracca solo Depp, e il mestiere di Mann, in evidente crisi creativa.

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    HULK

    19/03/2010 09:56:31

    Scusate ma che .....con sti remake, La guerra dei mondi, Ultimatum alla terra, l'ennesimo INVASIONE DEGLI ULTRABACELLI, ora anche questo. Che il baraccone Holliwodyano ciclicamente scarseggi di idee è fisiologico, che una intera generazione di sceneggiatori sia oramai invecchiata 'Lontani ancora dalla quarantina', lo dimostrano anche le ormai moribonde serie tv. Molte hanno finalmente chiuso i battenti ER, tra poco CSI etc. Ora per la terza volta in 50 anni viene 'Inventato il 3D'. Ma che oramai tutto venga affidato al pixel, per comabattere la Tv ,internet, Il mulo. I 'Francesi che le balle ancora gli girano', da anni discutono, dibattono, si accapigliano riguardo il mutamento strutturale, genetico, biologico, tecnologico, della visione cinematografica e non. Le baracconate durano poco, speriamo che in una sperduta landa irachena, afgana, cinese, indiana, un, una ,ragazzetto, ragazzetta con la sua telecamerina rivoluzioni il cinema. Era anche la speranza di Coppola, al termine del documentario girato dalla moglie su Apocalixi.

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    swan

    17/03/2010 20:40:30

    ho sempre provato fascino nei confronti del personaggio di Dillinger, solo Depp poteva interpretarne le gesta, solo Mann poteva raccontarle con la sua eleganza. 4/5 perchè i film di Mann non sono capolavori...però che film!

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    GIO

    13/03/2010 13:51:23

    lezione di cinema. si apprezza se si hanno basi culurali di tipo puramente cinematografico (vedi Ford), storico, artistico (hopper, bausch)

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    Mauro Lanari

    12/03/2010 02:36:46

    Troppa grazia, altro recentissimo capolavoro. Se ne "La leggenda di Beowulf" (2007) Zemeckis era ricorso a una "computer graphics" giudicata pessima pur di trascendere la tragedia greca e approdare direttamente all'epopea omerica, ossia alla condizione umana vista da un ateo che s'inventa la proiezione su entità divine di forze destinali maligne tanto occulte quanto cosmiche, invece Mann sforna un risultato analogo senza particolari effetti speciali. Già in "Collateral" (2004) sembrava volersi rifare all'Abel Ferrara di "King of New York" (1990), e stavolta ottiene un esito equivalente: nessun manicheismo bensì tutti contro tutti come delle cavie in una gabbia con la pavimentazione elettrificata, "Carpe diem" ("Il futuro è qui ora") da disperati, una cappa nefasta che annichila ogni soggetto giungendo all'intercambiabilità totale degl'individui, dunque peggio del Friedkin che nel 1985, in "Vivere e morire a Los Angeles", uccideva uno dei due protagonisti rimpiazzandolo con l'altro. Decisivo l'apporto (Spinotti) d'una fotografia livida, grigiastra, omologante e deprimente dalla prima all'ultima immagine. Ma impagabile l'idea d'una sceneggiatura che procede solo per cliché e stereotipi, una trama risaputa da sempre, la Storia e le storie come inumano eterno ritorno, e ritorno del negativo. Il film supera le due ore, però, secondo le più aggiornate statistiche di popolazione, vicende del genere si protraggono in media fra i 76 e gli 82 anni. "Niente di memorabile" è stato commentato da tanti, troppi; viceversa è memorabile proprio un simile attestato d'obliabilità. Non c'è spazio o tempo per eroi, romanticismi, perdenti di classe a o b, fascinazioni populiste, riflessioni sociologiche e politologiche; l'intreccio travolge ogni sensato distinguo e approfondimento. Chi prova noia è solo per formazione reattiva allo tsunami di stordenti atrocità e impotenze ad libitum, a un malessere che il vitalismo ottuso sa benissimo come rimuovere e negare. La perfetta ambientazione anni '30 si dissolve in tale messaggio perenne.

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    HULK

    10/03/2010 09:40:30

    Solito inutile film di uno dei registi più pretenziosi della storia del cinema. Film il cui unico scopo è mandare avanti la macchina, nulla aggiunge e nulla toglie all'infinita saga del protagonista. Insuperabile secondo me Milius, con anarchico piglio metteva sopra lo stesso piano, criminale e giustiziere. Per non parlere delle opere in presa diretta degli anni 30. Inutile come Miami Vice, anche la serie rivederla oggi è ridicola. Certamente con i protagonisti di allora Don Jonson etc, il film 'Andiamo a bere una caffè a cuba' con il suo super motoscafo e top gnocca al fianco. Mann piantala, non ti lamentare se nessuno ha degnato questa 'Opera' della minima attenzione, non la merita.

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    alex

    25/02/2010 10:53:14

    Questo film mi ha lasciato una grande delusione: è girato male (la telecamera 'balla' troppo spesso e alcune scene sembrano girate da un video-amatore), la storia è banale e scontata, il ritmo è pure un po' lento per essere un gangsta-movie, ..il succo rimane una serie di sparatorie alla Tarantino! Peccato per il grande Johnny Depp..

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    gio

    18/02/2010 21:20:19

    molti, qui in Italia, hanno storto il naso di fronte a quest' opera di Mann, forse le gesta di Dillinger sono troppo distanti come tempo e luogo perchè la sua storia possa coinvolgere il pubblico nostrano; resta il fatto che Public Enemies è un film inecceppibile, la storia, certo romanzata, è vera ed è scrupolosamente attinente ai fatti realmente accaduti, la fotografia in digitale del nostro Spinotti spiazza e affascina col suo iperrealismo, la regia di Mann è al solito sicura e granitica, il montaggio è impeccabile, Depp è perfetto nel ruolo del più famoso fuorilegge d' America. Una caccia al bandito come non se ne vedevano da tempo, se a fine '800 c' era la Pinkerton sulle tracce di Jesse James qui abbiamo la nenonata FBI sulle tracce di Dillinger e del suo "mucchio selvaggio". Un grande film, serio, umano, risolto.

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    Cat

    16/02/2010 16:17:35

    Peccato x il cast, il genere e la storia, perche poteva essere un filmone e invece è assai noioso e lento, e nemmeno il Grande Deep lo salva. Ovviamente non pretendevo che reinventassero la storia di un uomo,ma penso comunque che si potesse fare molto meglio!

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    massimo

    04/02/2010 20:42:42

    Considerato il regista e il cast, forse un filino meglio poteva venire. Ma è un "onesto" film di gangster, tra rapine, sparatorie, inseguimenti, fughe rocambolesche e belle donne. Se apprezzate il genere non è male, anche se Scorsese e Coppola hanno fatto di meglio. Si perde un po' nel finale, condizionato dal fatto di doversi attenere alla storia originale. Poetica l'ultima scena.

Vedi tutte le 20 recensioni cliente
  • Produzione: Universal Pictures, 2010
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Durata: 140 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1);Spagnolo (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Ebraico; Inglese per non udenti; Italiano; Serbo-croato; Spagnolo
  • Formato Schermo: 2,40:1
  • Area2
  • Contenuti: commenti tecnici
  • Johnny Depp Cover

    Propr. John Christopher D. II, attore e regista statunitense. Uno dei volti più celebri e interessanti del cinema hollywoodiano degli anni '90. Esordisce in Nightmare - Dal profondo della notte (1984) di W. Craven ed è quindi protagonista della struggente fiaba horror Edward mani di forbice (1990) di T. Burton, che gli regala alcuni dei suoi migliori ruoli: il regista Ed Wood nell'omonimo film (1994) e l'investigatore Crane in Il mistero di Sleepy Hollow (1999). Volto sempre sospeso in una sorta d'incredulità e di sbalordimento esistenziale, offre memorabili e multiformi interpretazioni in Arizona Dream (1993) di E. Kusturica, Dead Man (1995) di J. Jarmusch, Donnie Brasco (1997) di M. Newell, Paura e delirio a Las Vegas (1998) di T. Gilliam e Chocolat (2001) di L. Hallström. Benché incline... Approfondisci
  • Marion Cotillard Cover

    Attrice francese. Figlia d’arte, s’impone giovanissima nel successo popolare di Taxxi (1998) di G. Pirès, confermandosi nei due successivi sequel (2000 e 2003, entrambi per la regia di G. Krawczyk). Fisico minuto, tratti infantili nel viso deliziosamente imbronciato, un sex appeal quieto che esplode improvviso, è perfetta nell’epica amorosa dall’infanzia alla vecchiaia di Amami se hai coraggio (2003) di Y. Samuell. Anche Hollywood si accorge di lei e le affida figure femminili sospese tra lo stereotipo e l’originalità in Big Fish (2003) di T. Burton e in Un’ottima annata - A Good Year (2006) di R. Scott. Il ruolo di E. Piaf, nel biopic La vie en rose (2007) di O. Dahan, in cui dà prova di grande talento mimetico, le guadagna un enorme successo di critica (coronato, tra gli altri, dall’Oscar... Approfondisci
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