Nera di malasorte. 18 marzo 1969: la prima indagine del commissario Sbrana

Marco Della Croce

Editore: Felici
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 30 maggio 2013
Pagine: 400 p., Brossura
  • EAN: 9788860196651
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Descrizione
La Spezia, 18 marzo 1969. Un fatto scabroso scuote la vita della cittadina ligure, in festa per la ricorrenza patronale: un misterioso straniero è stato ucciso in una villa in collina durante un incontro ad alto contenuto erotico. Unica sospettata una donna vestita di nero. Le indagini sono affidate a Simone Sbrana, un giovane commissario pisano, da poco trasferito per punizione alla questura spezzina. Fin dai primi passi il poliziotto toscano, in crisi con sé stesso e con i valori del passato, si accorge che in quel delitto nulla è come sembra. Quando poi, due giorni dopo, la misteriosa assassina colpisce per la seconda volta, il sospetto che dietro questa scia di sangue possa esserci una terribile vendetta diventa una certezza. Tra cortei e repressioni, musica rock e cultura beat, occupazioni e revanscismi, personaggi grotteschi e amori improvvisi, Sbrana arriverà a scoprire un inquietante reticolo di trame eversive che minaccia la Repubblica e un oscuro passato di morte e sopraffazione che risale ai tempi della guerra di Liberazione.

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Recensioni dei clienti

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    Tiziana

    26/12/2013 17:15:27

    Altalenanti e controverse le mie opinioni su questo libro: interesse indubbio per l'intreccio, nostalgia per luoghi e situazioni che non ci sono più, piacere nel sollecitare e solleticare la memoria, empatia verso taluni personaggi, ma anche fastidio per le puntigliose precisazioni e descrizioni a volte un po' ovvie e poi antipatia viscerale per alcuni personaggi e soprattutto poca stima nei confronti del protagonista, che ho trovato umorale e anche un po' amorale (vedi incidente provocato davanti alla Questura, vedi lo scontro con il Carabiniere). Comunque è una storia che non si può smettere di leggere, quindi l'Autore deve avere un tocco ipnotico non indifferente e la capacità di evocare conflitti interiori nell'animo del lettore: disciplina o anarchia? Rigore o ribellione? Per tutta la durata della storia mi sono dibattuta tra poli antitetici ma ben presenti nell'animo umano e questo mi è piaciuto molto, perché mi ha smosso energie. Forse, però, Della Croce dovrebbe caratterizzare e far emergere meglio il suo Commissario, piuttosto che diluirne l'intensità con eccessive (a mio avviso) discografie, filmografie, citazioni, dialetti e quant'altro. Vanno bene l'amarcord, l'omaggio a una città e a un'epoca; ben venga tutto, ma Sbrana là dentro ci annega. Ed è un peccato, perché la sua mente e la sua psiche meritano più spazio. Questo libro fa parlare di sé, perché apre la porta a dibattiti su ideologie ed epoche, comportamenti e correnti di pensiero, filosofie di vita o mode passeggere. In ultima battuta, io tifavo per la colpevole.... e voi? Con tutta la stima che ho per l'Autore dico: compratelo, non vi lascerà indifferenti. E questo è già un pregio.

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    Tiziana Ferri

    21/10/2013 10:34:28

    Un romanzo così bello e affascinante erano anni che non mi capitava di leggere. Definirlo un "noir", poi, mi sembra molto riduttivo. Qui siamo in presenza di una storia umana, tragica e ironica allo stesso tempo, di grande intensità e spessore. Una storia dove la trama principale si interseca perfettamente con un 1969 perfettamente ricostruito, dove le vicende private dei protagonisti nulla tolgono alla suspense dell'intreccio. I personaggi sono ben delineati e credibili, anche quando sono (volutamente) grotteschi ed esagerati. Un romanzo che consiglio a tutti. Dico bravo all'autore e aspetto con ansia un'altra vicenda del commissario Sbrana.

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    marco

    18/10/2013 13:07:01

    senza infamia e senza lode...è un libro che ha alcuni pregi (la trama ben congegnata, l'ottima ricostruzione del periodo della resistenza) ma anche molti difetti (spesso didascalico -soprattutto nella descrizione dei dischi che ascolta il protagonista-, il commissario e il suo collaboratore sono tratteggiati in maniera poco credibile, sono presenti molti stereotipi e frasi fatte/retoriche); a mio parere, l'autore ha più doti da sceneggiatore di cinema che da romanziere.

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    GABRIELLA FERDANI

    09/10/2013 15:43:43

    L'ho letto in 3 giorni, mi ha avvinto con la sua tensione mai scontata, mi ha commosso per la genuinità dei suoi personaggi, mi ha fatto riflettere sulla mia vita e sulla vita, sull'Italia e sul mondo. Pur leggendo molto, raramente ho trovato il piacere assoluto in un romanzo. Consigliatissimo agli amanti di tutti i generi, perché in Nera di Malasorte c'è tutto:poliziesco, thriller, amore, storia,psicologia,comicità ecc.Bravo all'autore,attendo altri incontri col commissario Sbrana.

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    Adriano P.

    26/08/2013 18:23:27

    Quando ho voltato l'ultima pagina, ho saputo che non avrei dimenticato. "Nera di Malasorte", questo è: una storia che non si può dimenticare, perché si dispiega al modo ordinario in cui viviamo. Camminare per strade e piazze, che sono la memoria di ciò che è stato e la scena dell'attimo imminente, mentre si è parte di qualcosa di più grande che si svolge con noi e sopra di noi. La vicenda collettiva, sociale e politica, che intesse la trama in cui il nostro andare e tornare diventa l'ordito dell'esperienza personale. Un insieme di realtà e notizia in cui ciò che accade, ciò che ci narriamo di quanto accade, ciò che ascoltiamo di quello che accade, diventa quello che abbiamo vissuto. Questa è la magia di "Nera di Malasorte", una storia manichea, dove bene e male sono schierati e distinti, com'era nella stagione al finire degli anni '60, meticolosamente ricostruita, con la sua attesa giovane del nuovo e vividi contrasti sociali, civili e politici, una storia misogena, al pari del femminismo senza riguardo dell'altro di quegli anni, una storia in cui il male assoluto, l'oltraggio all'umanità, nascosto e animato dall'ideologia, allarga la sua ombra, continua la sua memoria, fino a tutto travolgere, fino all'omicidio, al dolore che altra moneta non trova che la vendetta, alla solitudine che l'aspirazione al bene comune non può colmare. Mentre l'ingegno dello scrivere diviene, pagina dopo pagina, genio del narrare e le vicende si dispiegano come un velo che protegge i mille colori dell'animo dell'Autore, lasciandoci con qualcosa che prima non avevamo: una storia da ricordare.

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    Jessica 71

    26/07/2013 14:21:28

    Potrei scrivere che "Nera di malasorte" è un noir di grande spessore. Potrei anche scrivere che la storia è intensa, i dialoghi divertenti, i personaggi così reali che quasi ti sembra di conoscerli. E poi potrei scrivere ancora che la ricostruzione della fine degli anni Sessanta è minuziosa e attenta. Potrei, infine, scrivere che il protagonista è un non-poliziotto che sembra uscito dalle pagine di Raymond Chandler. E invece scriverò che questo romanzo di 510 pagine l'ho divorato in due giorni e mezzo. Credo che basti questo a far capire cos'è "Nera di malasorte". Pur con qualche incongruenza e ingenuità è, a mio avviso, uno dei noir italiani migliori usciti negli ultimi tempi. Consigliatissimo.

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    Fernando Moricca

    11/07/2013 17:42:33

    Una vera sorpresa! Ho acquistato il libro per due ragioni: il titolo (sono un appassionato fan di Fabrizio De Andrè) e l'ambientazione (La Spezia e Cinque Terre) che sono i luoghi dove vivo da più di quarant'anni. Sono stato trascinato in una storia appassionante ed avvincente che mi ha tenuto incollato al libro fino alla fine. La trama è molto ben costruita ma è lo sfondo storico quello che colpisce maggiormente: la descrizione di un periodo del nostro passato che, soprattutto nei programmi scolastici, non viene mai affrontato. Trattandosi di un esordio letterario non posso che complimentarmi con l'autore: sarò assolutamente felice di confrontarmi con le future indagini del commissario Sbrana!

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    Sissy Gioielli

    07/07/2013 23:59:01

    Un libro emozionante, ricco di storia, sentimento e suspense! Descritto in ogni particolare che rende visibile al lettore ogni scena, ogni luogo e fatto raccontato. Consigliatissimo. P.S Ammetto che in alcuni capitoli mi sono commossa: l'autore ha infatti descritto ciò che fino a oggi mi era stato raccontato a parole dai miei nonni che purtroppo hanno vissuto quelle atrocità!!!

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    Teresa R.

    04/07/2013 12:18:49

    Storia emozionante, personaggi veri e lettura piacevole. Aspetto volentieri la storia successiva.

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    Siria59

    22/06/2013 14:08:03

    Lo confesso: non conoscevo né il libro, né l'autore. Diciamo che sono stata irresistibilmente attratta dalla copertina (bellissima!) e dal riassunto in quarta. Già dopo poche pagine, tuttavia, mi sono resa conto di essere stata fortunata: Nera di malasorte, infatti, è un noir struggente e riuscito, la cui trama si dipana tra storia e finzione, sentimenti decisi e ironie centrate, dubbi esistenziali e personaggi grotteschi. Il tutto con in sottofondo un'epoca ricostruita con sapiente bravura (io c'ero, accidenti!), evocando alla perfezione le speranze, le passioni e le certezze, ma anche le storture, le utopie e le disillusioni, di un periodo che - nel bene e nel male - ha posto le basi al mondo d'oggi. Mi riservo un unico, piccolo appunto personale: la scritura - comunque ottima - è forse a tratti un po' troppo descrittiva (in certi punti sembra quasi una sceneggiatura per fiction). Un'annotazione, la mia, che comunque non inficia - in nessun modo - il giudizio estremamente positivo verso questo romanzo che è sempre - vale la pena di ricordarlo - un'opera prima. Sono curiosa di leggere quanto prima un'altra indagine del commissario Sbrana (un vero e proprio anti-sbirro di chandleriana memoria).

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    Floriana Crespinesi

    21/06/2013 16:49:14

    Noir appassionante che attraversa due periodi cruciali della storia italiana: la fine della guerra e il '68. Personaggi ben costruiti, buona dose di dramma e di ironia, ricostruzione storica accuratissima. Si legge d'un fiato.

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