Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio

Curatore: M. Oliva
Editore: Elliot
Collana: Fuori collana
Anno edizione: 2013
Pagine: 249 p., Brossura
  • EAN: 9788861923416
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Descrizione
Ogni anno oltre cento donne vengono uccise in Italia da uomini che conoscevano o con cui, nella maggioranza dei casi, avevano avuto una relazione affettiva. Il numero delle vittime aumenta in maniera allarmante, a riprova che il femminicidio non è solo un atto empio e feroce ma anche il frutto di una cultura del disprezzo nei confronti della femminilità, di una modalità distorta di vivere i rapporti umani, di una visione dell'amore come smania brutale di possesso. Davanti a un fenomeno tanto odioso, è difficile - se non impossibile - restare semplicemente a guardare. Quaranta autori italiani hanno reagito con le armi della scrittura, donando il proprio racconto per realizzare questa antologia. Oltre al dramma, alla violenza, al vilipendio, troverete però anche la speranza in un futuro più umano e rispettoso, una speranza sostenuta concretamente con i proventi della vendita del libro, che andranno al Telefono Rosa, l'associazione di volontarie che conduce da venticinque anni una battaglia civile necessaria e improrogabile. Prefazione di Roberta Bruzzone.

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Recensioni dei clienti

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    Jane

    13/07/2013 20:02:14

    Quaranta diverse storie che ci illustrano lo schifo di realtà in cui viviamo. Come Laura Costantini, una dei quaranta, scrisse personalmente sul mio libro "una lettura dolorosa ma necessaria"...per cambiare le cose!

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    Renzo Montagnoli

    01/07/2013 18:24:56

    Marilù Oliva, scrittrice bolognese, si è fatta portavoce della ormai indifferibile esigenza di sensibilizzare la pubblica opinione, onde porre fine ai ripetuti femminicidi, coinvolgendo altri 39 narratori, e curando l'edizione per Elliot di un'antologia di trentotto racconti che hanno per tema la violenza sulle donne. Sebbene molti racconti finiscano con l'essere ripetitivi, ce ne sono alcuni, la cui idea e realizzazione presentano originalità che non possono non passare inosservate e che conferiscono valore a questo libro. Mi riferisco a Chiara, di Andrea Cotti, un interrogatorio di un uomo che ha ucciso la moglie in stato interessante, in cui si passa dal freddo rigore procedurale all'emozione di un Pubblico Ministero donna che pure lei è incinta. La scrittura è misurata, mai enfatica, composta con un tono di distacco che non solo non banalizza, ma che accresce la valenza di una trama che ha una sua spiccata originalità. Di grande effetto poi, nella testimonianza "postuma" della vittima, è Pensieri sull'acqua, di Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini; ben scritto, appare come un flash back nel flash back, ma senza che ci siano cadute e appesantimenti in quella che finisce con il diventare una bella prova di stile. Che dire, poi, di Ciao mamma, di Marco Proietti Mancini? E' l'allucinante resoconto della violenza sessuale subita da due donne, poi brutalmente uccise, raccontata in prima persona da una delle vittime, come una lettera di addio alla mamma; sa alternare momenti brutali ad altri toccanti, in un raro e perfetto equilibrio. E poi c'è un racconto che è quello che più mi ha colpito per l'originalità, per le felici intuizioni e perché l'autore ha saputo evitare inutili retoriche, tanto che, pur non essendo strappalacrime, muove a una sofferta commozione. Il brano s'intitola Lettera a Laura, di Milvia Comastri, una lettera mai spedita, uno sfogo di chi l'ha stilata per un'amica che ha lasciato, pure lei vittima di un uomo, questo nostro mondo.

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