Neurobiologia del tempo

Arnaldo Benini

Collana: Scienza e idee
Anno edizione: 2017
Pagine: 120 p., Brossura
  • EAN: 9788860308801

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Scienze, geografia, ambiente - Astronomia, spazio e tempo - Tempo (cronologia)

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Descrizione
Da neuroni e sinapsi di ogni sistema nervoso nascono passato, presente e futuro

«Professore emerito di neurochirurgia presso l'università di Zurigo, Arnaldo Benini è un notevolissimo divulgatore scientifico e scrittore, capace di affrontare le realtà più complesse e sconcertanti della mente, della vita e del mondo.» - Claudio Magris, Corriere della Sera

Il tempo è negli eventi che scorrono o è dentro di noi? Oppure, come sostengono i fisici da Einstein in poi, è un'illusione ostinata che ci impedisce di capire il mondo? Due secoli di indagini naturalistiche e sperimentali sui meccanismi della vita e della coscienza confermano ciò che i fisici negano: tutti gli esseri viventi dotati di un sistema nervoso, anche semplice, possiedono il senso del tempo. Ampiamente documentata da un apparato critico approfondito, questa posizione è avvalorata da ricerche ed evidenze presentate qui con chiarezza e rigore. Il senso del tempo è reale ed è una dimensione essenziale della vita. Come il linguaggio e il senso dello spazio, è un evento biologico prodotto da meccanismi nervosi emersi per selezione naturale. L'organizzazione nervosa dei meccanismi del tempo è complessa: le neuroscienze cognitive, impegnate nello studio dei processi che danno vita ai contenuti della coscienza - come il dolore fisico, lo spazio, il senso del bene e del male, la volontà, la musica, il silenzio, il movimento -, se ne occupano da almeno trent'anni, ma ancora oggi alcuni dilemmi fondamentali restano oscuri. Nonostante questo - è la tesi del libro - la neurobiologia del tempo è certamente uno dei meccanismi fondamentali della coscienza. Arnaldo Berlini è professore emerito di Neurochirurgia e neurologia presso l'Università di Zurigo. Collabora alle pagine di scienza e filosofia dell'edizione domenicale del Sole 24 Ore.

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    Lorenzo Aldini

    08/05/2017 19:42:44

    L’unità della cultura (senza altri aggettivi) è un elemento costitutivo della prosa di Benini che si muove con uguale disinvoltura fra conoscenze letterarie, scientifiche, musicali, trattate sempre con la stessa rigorosa misura. Ci si può avvicinare alla Neurobiologia del Tempo mossi da interessi diversi, trovando anche qui, come nei libri precedenti, snodi concettuali che rilanciano ad altre discipline attraverso collegamenti inattesi. Neurobiologia del tempo sviluppa un tema già in embrione negli altri saggi, affrontato ora in modo completo e con una speciale urgenza, a causa delle provocazioni della fisica contemporanea che vorrebbe relegare il tempo in una dimensione illusoria. Sia chiaro: non tutti i fisici negano l’esistenza del tempo, ma c’è qualcuno che continua a scrivere che il tempo è un’ostinata illusione, perché le equazioni della meccanica quantistica funzionano senza la variabile tempo, parafrasando un discorso di Albert Einstein in un contesto dove probabilmente lo stesso Einstein si sarebbe mosso con più prudenza. Al contrario, l’evidenza neurobiologica mostra che il tempo è qualcosa di reale, sentito e costruito dal cervello in milioni di anni di selezione naturale in un mondo dove il senso del tempo è essenziale per la sopravvivenza. La visione d’insieme verso cui Benini vorrebbe convergere, nello spirito della cultura unitaria, entra in attrito con gli specialisti, che da un lato asseriscono, dall’altro lato negano l’esistenza del tempo, senza cercare un confronto autentico, perché nel panorama accademico contemporaneo non è rilevante fare una sintesi fra discipline diverse. Benini lancia la sfida agli scienziati che negano la realtà del tempo, ma da neurochirurgo egli si sofferma ad indagare i meccanismi cerebrali del senso del tempo: racconta come il cervello sincronizza le diverse percezioni, come le rielabora in simultaneità per la nostra esperienza cosciente; narra le avventurose scoperte di Helmoltz, di Libet e di altri neurofisiologi...

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Da un estratto dell'intervista di Claudio Magris a Arnaldo Benini, Corriere della Sera, 23 maggio 2017:
/br>Il senso del tempo esiste in esseri viventi con sistema nervoso, anche se minuscolo, come api e formiche. Cervelli di pochi grammi, come quello di topi e uccelli, sentono la durata di 24 ore e distinguono, ad esempio, una durata di 10 da una di 20 minuti. Non hanno la dimensione numerica, ma il senso della durata. I vegetali vivono nel tempo in cui noi li inseriamo, senza averne coscienza. Il meccanismo del senso del tempo si è evoluto nel corso di millenni e l'uomo ha acquisito la dimensione numerica e una forte componente emotiva: il tempo della vita scorre secondo la condizione fisica ed emotiva e non secondo l'orologio.