La neve dell'ammiraglio

Álvaro Mutis

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 marzo 2007
Pagine: 162 p.
  • EAN: 9788806187675
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Descrizione

Marinaio sempre alla fine di un viaggio, perdente sedotto dal gioco cui non sa rinunciare, avventuriero dalla dubbia moralità, Maqroll è uomo dai pochi amici e dalle infinite donne. Nel primo romanzo del ciclo che Mutis gli ha dedicato, Maqroll si muove nell'oscurità della selva amazzonica: risale un fiume di conradiana memoria, tra indios misteriosi e commercianti senza scrupoli, alla ricerca di ricchezze improbabili quanto irraggiungibili. Il romanzo prende il suo titolo dal nome di una bottega sperduta sulla Cordigliera, appunto "La Neve dell'Ammiraglio": derisorio simbolo di un'avventura che si consuma nel delirio e nel ricordo, in una eterna deriva.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Sandro

    08/06/2014 15:26:10

    Uno dei capolavori della letteratura sudamerica. Mutis, che ci ha lasciati di recente, andrebbe rivalutato.

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    clara lunardelli

    15/01/2010 17:41:20

    meravigliosi margini umani e naturali. per chi ama il confine in ogni cosa. clara

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    Franco

    02/02/2008 14:05:12

    Maqroll il Gabbiere. Che personaggio! Ti affascina subito prendentoti con sé nel suo viaggio, ti fa spettatore di ciò che vede e, soprattutto ciò che sente in quella selva che è materiale, umana e spirituale. Un viaggio come un cammino iniziatico verso una meta che è solo pretestuosa, una meta interna per capire chi si è veramente, che cosa conta e per riconoscere l'immortalità di cui, viventi, si può essere portatori. Affine a personaggi alla Conrad ("Cuore di tenebra" senza dubbio)e a Corto Maltese, il Gabbiere è però più riflessivo, come un diaframma che filtra tutto nel profondo dell'animo e lo elabora continuamente per dare ancora più valore a ciò che gli accade. Dopo questo libro mi sono buttato subito su un altro di Mutis, "L'ultimo scalo del Tramp Steamer", ma mi ha dato una fortissima sensazione di già visto e di inferiore a questo. Come certi scrittori la cui prima opera che si legge ti segna e coinvolge talmente che ogni altra ti sembra poi, vuoi per stile o temi trattati, solo un prolungamento, forse inutile perché già si era assorbito quello che c'era da assorbire da questo autore (penso ora come ora a Celine). Se avessi probabilmente preso in mano prima L'ultimo scalo o un altro libro di questo autore prima di questo magari sarebbe successo l'inverso.

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