Never Say Die

Artisti: Black Sabbath
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: BMG
Data di pubblicazione: 1 marzo 2017
  • EAN: 5050749203823
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Disco 1
  • 1 Never say die
  • 2 Johnny Blade
  • 3 Junior's eyes
  • 4 A hard road
  • 5 Shock wave
  • 6 Air dance
  • 7 Over to you
  • 8 Breakout
  • 9 Swinging the chain

Recensioni dei clienti

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    ac

    17/08/2015 09:56:35

    never say die e' una canzone mitica in puro stile black sabbath il resto del disco ha una sonorita' meno cupa ma decisamente accattivante quindi pur non essendo ai livelli dei primi mitici album del leggendario gruppo britannico lo trovo un album interessante e se vogliamo innovativo [nell'ambito black sabbath] che ascolto sempre con piacere e che mi sento di consigliare a tutti gli amanto del metallo fuso...

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    Alex Lugli

    06/05/2010 23:55:48

    "Never Say Die!" è il titolo dell'ottavo studio album dei Black Sabbath, l'ultimo in cui compare Ozzy Osbourne alla voce, uscito nell'ottobre del 1978. Prima che questo disco venisse registrato, nel 1977, Ozzy Osbourne lasciò i Black Sabbath e fu sostituito da Dave Walker (ex Savoy Brown, Fleetwood Mac). Con questa nuova formazione il gruppo cominciò a comporre alcuni brani che sarebbero poi stati inclusi nell'album (tra cui "Junior's Eyes", che sarà proposta, con un testo diverso da quella definitiva, durante una apparizione nel programma televisivo della BBC "Look Hear!" il 6 gennaio del 1978). Nel gennaio del 1978 Osbourne rientrò nei Black Sabbath, favorendo il licenziamento di Walker. Il cantante tuttavia si rifiutò di cantare le canzoni scritte con Walker obbligando quindi il resto del gruppo a riscrivere i testi di diverse canzoni, tra cui la stessa "Junior's Eyes", il cui testo sarà riscritto in memoria del padre di Osbourne. Voci non confermate ufficialmente dalla Band affermano inoltre che canzoni come "Breakout" e "Swinging The Chain" furono registrate quando Walker era nella Band, motivo per cui Ozzy non canta in nessuna delle due: la prima canzone è una traccia completamente strumentale, mentre la seconda è cantata dal batterista Bill Ward. L'album, per quanto riguarda lo stile musicale, seguirà la scia del precedente "Technical Ecstasy", data la massiccia presenza di sonorità sperimentali (Don Airey suona le tastiere, mentre nel brano strumentale "Breakout" sono presenti degli arrangiamenti di fiati curati da Will Malone) lontane da quelle dei primi album. La risposta del pubblico a tale lavoro fu negativa, tanto da considerarlo uno dei punti più bassi della discografia dei Black Sabbath Il disco contiene anche "Never Say Die", "Johnny Blade", "A Hard Road", "Shock Wave", "Air Dance", "Over To You", "Breakout" e "Swinging The Chain". Non all'altezza dei grandi dischi della Band ma comunque con alcuni spunti sonori interessanti. Nel nome Black Sabbath una garanzia di qualità artistica.

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    Denis18

    02/11/2007 11:40:56

    Un album sufficiente.Nulla a che vedere con capolavori del calibro di "volume 4" o "sabbath bloody sabbath" ma nello stesso tempo contiene alcune canzoni riuscite come la title track, jonnhy blade, la buona shock wawe , e swining the chain.

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    Luca

    29/12/2006 19:17:11

    Uno degli album più sottovalutati della storia del hard & heavy è in realtà un piccolo gioiello! Un album che gli stessi fan dei Sabbath non comprenderanno mai abbastanza. Il disco è variegato nel sound, ma complessivamente ha più energia rispetto al malinconico Technical Ecstacy: si passa da brani tipicamente hard rock(la title track e "A Hard Road")a brani più sperimentali ("Air Dance). C'è ancora Bill Ward in veste di vocalist in "Swinging The Chain".

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