Non deve accadere

Anne Holt

Traduttore: G. Puleo
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 423 p., Brossura
  • EAN: 9788806202545
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    Maunakea

    10/01/2013 11:33:22

    Mi associo ai giudizi negativi, il libro comunque si lascia leggere fino in fondo, io non ho nemmeno letto il precedente, trovando questo nella libreria di famiglia, lo avrà comprato qualcuno chissà perchè, ho visto che è del 2004 e avrebbe necessitato la lettura del precedente, essendo questo il secondo libro della serie Serie di Johanne Vik e Yngvar Stubø. I dialoghi non son nulla di che, il finale bè meglio non dir nulla ma credo convenga premettere che resta aperto, non credo proprio leggerò il seguito. Non so se è questa scrittrice o un caso, ma credo di non amare molto gli scrittori nordici...anche Mankell ha sti dialoghi che non mi convincono... questo piangersi addosso, che dovremmo fare noi italiani allora ? non so i personaggi mi mancano di realismo sembrano tristi, spenti, vuoti... anche se mi resta comunque il dubbio che la colpa sia mia di non "capire" l'animo nordico...

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    Maunakea

    10/01/2013 11:32:52

    Mi associo ai giudizi negativi, il libro comunque si lascia leggere fino in fondo, io non ho nemmeno letto il precedente, trovando questo nella libreria di famiglia, lo avrà comprato qualcuno chissà perchè, ho visto che è del 2004 e avrebbe necessitato la lettura del precedente, essendo questo il secondo libro della serie Serie di Johanne Vik e Yngvar Stubø. I dialoghi non son nulla di che, il finale bè meglio non dir nulla ma credo convenga premettere che resta aperto, non credo proprio leggerò il seguito. Non so se è questa scrittrice o un caso, ma credo di non amare molto gli scrittori nordici...anche Mankell ha sti dialoghi che non mi convincono... questo piangersi addosso, che dovremmo fare noi italiani allora ? non so i personaggi mi mancano di realismo sembrano tristi, spenti, vuoti... anche se mi resta comunque il dubbio che la colpa sia mia di non "capire" l'animo nordico...

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    umberto

    22/09/2012 00:19:47

    molto (troppo...) inferiore al precedente "Quello che ti meriti", con un finale sbrigativamente risolto in un paio di paginette...

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    francesco

    19/07/2012 08:40:30

    seconda indagine della criminologa vik e del poliziotto stubo.trama molto originale tensione e pathos in crescendo,purtroppo i dialoghi e le riflessioni dei protagonisti sono noiosi e dispersivi infatti un centinaio di pagine sono di troppo.comunque nel complesso il libro è passabile.

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    Larissa

    10/09/2010 13:32:32

    Mi scoccia ripetere quanto già detto da numerosi lettori IBS, ma questo lavoro della Holt è decisamente deludente e a tratti addirittura fastidioso. Trasuda pochezza in tutto, traduzione compresa. Se lo conoscete per favore spiegate a Giorgio Puleo che la disciplina del biathlon (sci di fondo + tiro con la carabina) NON E'la combinata nordica (salto + sci di fondo)... un po' di cultura nordica, oltre che un ripasso di sintassi italiana, non guasterebbe. Capisco che la Scandinavia ultimamente vada di moda, ma, prima di tradurre a cottimo, forse sarebbe utile preoccuparsi di capire quello che si sta facendo. Voto 2, solo perchè mi riservo l'1 per "La porta chiusa"... a dir poco oltraggioso.

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    giusy

    24/06/2010 12:46:42

    Se potevo avrei dato zero. Noiosissimo, lentissimo e ostico da leggere. Ho saltato diversi paragrafi ed anche i dialighi sono stati difficili da seguire. Non lo consiglio affatto.

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    monica83

    05/04/2010 21:18:11

    dopo aver letto quello che ti meriti,questo libro è veramente una delusione.....i personaggi hanno perso quella grinta e quello smalto che avevano nel romanzo precedente......e anche la storia scorre lenta con una trama a mio parere non ben definita...

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    Elisa

    14/02/2010 16:43:28

    Elisa - 14.02.2010 Lento e prolisso,la coppia avvolta nella melassa, mi aspettavo qualcosa di meglio rispetto al primo romanzo. Per tutto il libro si avverte la mancanza di qualche ingrediente che dia sapore alla storia. Niente da spartire con Mankell, Marklund e Nesser. Un appunto tecnico alla Einaudi: troppi errori di stampa.

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    silvia

    10/02/2010 12:27:45

    Alla fine dei romanzi della Holt non mi rimane nulla. E' una lettura paicevole, avvincente a tratti, con una buona trama e una prosa piacevole. Eppure, qualcosa manca, qualcosa che affascini davvero. Credo si tratti dei personaggi, che non riescono "ad uscire dalla pagina"!

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    Kat

    12/10/2009 16:16:49

    Una splendida costruzione ci racconta questa bella storia piena di idee originali. Il detective Stubo è insuperabile nella sua umiltà e simpatia. Ottima scrittrice Anne Holt, che con questo libro ha confermato il suo valore.

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    Pino Chisari

    30/09/2009 11:18:10

    Non do il minimo solo perché lo stile è accettabile, ma la trama non sta proprio in piedi: personaggi forzati e situazioni fuori d'ogni ragionevole logica. Inoltre, essendo una inchiesta poliziesca, ti aspetti deduzioni logiche e non ingiustificate, gratuite (se non addirittura viscerali) e comode intuizioni da parte di chi indaga. Carina l'idea di fondo, ma la trama è sviluppata in maniera soporifera e assai poco brillante. Con un finale che ti fa rimpiangere i soldi spesi.

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    Carlo Dacquino

    18/09/2009 12:25:30

    1/5 è ancora decisamente troppo! Nel mondo dei libri è come la "Corazzata Potëmkin" per Fantozzi! Un libro assurdo, quasi offensivo dell'intelligenza dei lettori. E che crollo rispetto al precedente "Quello che ti meriti"! Persino i personaggi principali, chi li riconosce più? Dove è finito il detective intelligente e sensitivo Yngvar Stubo? E perchè l'ex affascinante Johanne Vik è diventata niente più che una mamma isterica? Per non parlare del "plot" narrativo, che pure nei thriller dovrebbe avere un qualche importanza e verosimiglianza!

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    ni

    14/09/2009 09:40:58

    Un altro bel libro della holt. L'ho letto subito dopo Quello che ti meriti e mi sono appassionata sempre di più alle vicende e alla vita di Vik e Stubo. Adoro la figlia di lei. Aspetto con ansia il terzo

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    manrico

    07/09/2009 12:56:20

    bruttino.l'ho letto al mare ma è stata una delusione.trama un pò strampalata...ho saltato anche la lettura di parecchi periodi,seguendo solo i dialoghi proprio perchè l'ho trovato anche prolisso..in giro c'è di meglio...

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    Mirco Ficola - Perugia

    30/07/2009 18:02:15

    Decisamente deludente, prolisso e con un finale costruito forzatamente. La scoperta del colpevole è frutto di una sensazione non si sa bene dovuta a cosa, il mondo norvegese è oscurato dalla necessità di ripescare crimini oltre oceano, Vik fa saltare i nervi con la sua ansia post parto. Mi aspettavo di più da questa Autrice ad oggi a me sconosciuta.

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    Yas

    29/06/2009 13:46:25

    Ne avevo sentito parlare cosi bene al telegiornale che ho deciso di leggerlo. In realtà non ritrovo niente delle parole entusiasta che erano riportate nel servizio...Il libro è noioso, sono riuscita a finirlo solo per concedere una possibilità di miglioramento nel finale...che non c'è stata. I personaggi proprio antipatici! Non lo consiglierei

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    GIULIETTA

    22/06/2009 17:57:12

    Io ho letto questo romanzo come una scolaretta un poco ribelle cioè senza riflettere troppo e senza fermarmi a completare schede di relazione. Mi sono lasciata avvolgere dalla narrazione , dall’intreccio di vite che via via si mettevano a fuoco e da una serie di intuizioni che ti devono accompagnare se sei un lettore che apprezza ogni pagina. Non è facile commentare il libro “NON DEVE ACCADERE” di Anne Holt poiché se ti prende il suo ritmo narrativo lo faresti a dosi apparentemente slegate che poi si devono intrecciare in modo perfetto ma questa dote non tutti la possiedono.Se potessi rivolgermi a “lei” la ringrazierei per il suo scritto che tiene sveglia la mente del lettore benchè non sia facile starle dietro: una seconda lettura non guasterebbe ma il tempo è tiranno. Per quanto concerne il finale , cioè la conclusione della vicenda, devo dire che non è facile accettarla poiché resta nel lettore la paura di incontrare il colpevole svoltato l’angolo ma mi è sembrato quasi realistico o forse simbolico : il male non si può sconfiggerlo e rimane su questo mondo e dobbiamo conviverci anche se ce ne vogliamo allontanare. L’eroina non è sempre vincitrice ma non per questo rinuncia alla lotta contro il male. Resta l’amaro in bocca dopo la lettura del romanzo ma è come una sensazione di pausa in attesa del prossimo scritto. Gitta

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    corrado michele

    19/06/2009 16:01:13

    Per me, meglio del precedente. Scrittura senza fronzoli, storia originale, personaggi non ingombranti. Nell'ambito del genere l'autrice è sicuramente al di sopra della media

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    luca

    18/06/2009 13:19:37

    La signora in giallo che viene dal freddo ha aggiornato i suoi modelli, passando da Duerrenmatt a Faletti Giorgio. Effetti del mercato globale. Se si vuole esportare i propri gialli imbastarditi, per la gioia del proprio conto in banca, bisogna importare i più efferati delitti dai thriller americani, immaginare che il mondo sia fatto di quattro persone e perdere il contatto con la realtà. Peccato, perché nel primo volume c'era molta Norvegia vera e personaggi di spessore, mentre in questo sono rimasti solo gli stereotipi (caffè, neve, ghiaccio) ed i protagonisti Johanne e Yngvar sono diventati attori di se stessi. La storia è anche ben strutturata, ha la sua tensione ed un finale di personalità, ma l'autrice regala generosamente ai nostri eroi intuizioni da mago Othelma che stridono con la loro presunta umanità di ordinari vicini di casa. Per non parlare delle loro sovrannaturali doti di baby sitter… Iniziano bene e poi si perdono questi Scandinavi; ma a differenza di Stieg Larsson, Anne Holt ha la possibilità di rifarsi.

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    Federico

    27/05/2009 09:58:29

    In effetti - rispetto al romanzo precedente (che introduce i protagonisti) - Non deve accadere è diverso:i personaggi sembrano cambiati, capovolti, maturati e un (bel) po' vissuti. Non si ritrova la Johanne dell'inizio, ma una seconda madre che cerca di rimanere fuori dall'indagine (senza, ovviamente, riuscirsi). Medesima osservazione per Yngvar. La trama è un po' più lenta (ma lasciando perdere, finalmente, i paragoni con Quello che ti meriti), è comunque originale e ben riuscita, capace di dimostrare come l'Autrice possa ben tenere concorrenza ai giallisti (specialmente americani), con un'opera profondamente "europea" e questa volta tutt'altro che meramente commerciale.

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