Non dimenticare chi sei

Yaa Gyasi

Traduttore: V. Bastia
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 13/04/2017
Pagine: 336 p., Rilegato
  • EAN: 9788811671671
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Recensioni dei clienti

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    mara regonaschi

    18/01/2018 13:00:30

    Storia che partendo dal XVIII secolo e dalla nascita di 2 sorelle in un piccolo villaggio africano della Costa d'Oro (che mai però si conosceranno), ne segue i destini, così diversi, e le generazioni, fino quasi ai giorni nostri. E nel farlo racconta la storia del "popolo nero", delle atrocità della schiavitù praticata dai bianchi ma anche dagli stessi africani, delle lotte di sopravvivenza e affrancamento, del razzismo e della discriminazione che qualsiasi uomo nero ha subito, anche se, come insegna la storia, la crudeltà dell'uomo si spinge addirittura oltre e non ha a che fare solo con il colore della pelle. E' un bellissimo romanzo storico, sull'importanza del passato e della nostra lontana essenza.

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    nihil

    23/11/2017 07:59:53

    Un maldestro tentativo di emulare RADICI di Alex Haley. Ne risulta un testo confuso e improbabile, le descrizioni sono un frullato di luoghi comuni.I protagonisti neri parlano come americani di oggi.

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    Teresa (Fall in books blog)

    25/09/2017 10:05:35

    Il libro è un susseguirsi di storie, raccontate in prima persona, di uomini e donne neri, in particolare della Costa d’Oro, a partire dal 700 fino ai giorni nostri. Si parla di schiavitù, di donne vendute per pochi spiccioli e uomini trattati come nullità, costretti a lavorare prima nelle piantagioni e poi nelle miniere, dai bianchi. Dagli inglesi innanzitutto e poi anche da altri. Uomini bianchi che arrivavano in questi villaggi e rubavano la dignità di migliaia di persone colpevoli soltanto di vivere in un posto ricco di risorse e di avere la pelle di un colore diverso. Ho letto di cattiverie e meschinità indicibili, ho letto di voglia di riscattarsi e ho letto di persone che sono fiere di avere quel colore della pelle e fanno di tutto per vivere una vita normale in un mondo che invece di unire divide, sempre. In un mondo dove i neri hanno un destino già scritto, difficile da cambiare, impossibile da dimenticare. Queste storie sono dolorose, sconcertanti, e sono scritte così bene che riescono ad entrarti dentro con prepotenza. Ti sconvolgono. Mi è capitato spesso mentre leggevo di sentire un monito salirmi dalle viscere che mi spingeva a voler fare qualcosa di concreto per quelle persone di cui stavo leggendo la vita. E soprattutto mi sono chiesta spesso il motivo di tutta quella cattiveria. Non sono riuscita a darmi una risposta. Pian piano mi ha preso sempre più. Ogni storia ti travolge e poi termina lasciandoti così, inerme e spesso piena di domande. Le risposte però fortunatamente sono sempre nei racconti successivi. Nulla è lasciato al caso. La struttura mi ha colpita molto e mi è piaciuta subito. Mi ha incuriosita continuamente questo dover scoprire pian piano la vita dei protagonisti attraverso le storie dei loro figli e dei loro nipoti. La prosa è ottima e le parole sono sempre quelle giuste. Descrivono, raccontano e rievocano in modo ottimale.

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La notte in cui Effa Otcher venne al mondo, accolta dal calore muschiato della terra dei fanti, un incendio imperversava rabbioso nella boscaglia appena fuori dal recinto di capanna di suo padre. Si muoveva rapidamente, e continuò ad avanzare per giorni. Si alimentava d'aria; dormiva nelle grotte e si nascondeva tra gli alberi; bruciava qualsiasi cosa incontrasse, sopra e davanti a sé, noncurante della devastazione che si lasciava alle spalle, finchè non raggiunse un villaggio ashanti. Lì scomparve, fondendosi con la notte. Il padre di Effa