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Amos Oz

Traduttore: E. Loewenthal
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 202 p. , Brossura
  • EAN: 9788807720000

Recensioni dei clienti

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    Adriana

    29/06/2012 13.04.04

    Dopo aver stroncato 'Una storia di amore etcc..', con la 'Scatola nera' ho pensato che non fosse, dopotutto, malaccio. Ma con quest'ultimo si è proprio rivelato la solita palla di Oz. Non è proprio per me - capitolo chiuso.

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    Prot

    17/10/2011 12.16.01

    oz è un bravissimo narratore dell'animo umano e dei sentimenti, un autore a mio parere immenso... il romanzo pur essendo abbastanza statico non mi ha per niente annoiato, e mi sono lasciato cullare dai pensieri dei due protagonisti... grande letteratura

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    Gloria

    29/11/2010 09.10.56

    La storia in sè non è un granchè, quello che fa riflettere è la narrazione a due voci dove colpisce profondamente come un fatto o un punto di vista possa venire percepito, analizzato e sintetizzato da due individui in due modi totalmente diversi. Perfette le descrizioni dei luoghi e del deserto, della vita quotidiana di coppia e del compromesso come soluzione.

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    Libricciola

    07/03/2010 14.33.54

    Molto bello. Rimpiango gli anni da lettrice passati senza aver letto Amos Oz! Mi è piaciuta questa narrazione a due voci...Fin dalle prime pagine, questo romanzo mi ha ricordato tanto L'AMANTE di Yeoshua ( un libro che ho adorato), un po' per l'alternarsi della voce narrante e un po' per i personaggi, lei giovane e iperattiva e lui, più anziano e riflessivo. E' un bella storia di convivenza nonostante tutto, di stili di vita completamnete diversi ma che riescono a trovare un equilibrio grazie al compromesso; belle le pagine che descrivono la cittadina e il deserto che la circonda, e quelle che raccontano della routine casalinga...Anche se il personaggio di Theo mi ha comunicato una grande malinconia: mi immaginavo questo uomo che vive come"sottofondo" alla dinamica vita di lei, che riordina il suo disordine, che vuole intervenire nei suoi discorsi, che non riesce a farsi capire. Il finale però mi ha risollevato il morale, ed è con un sorriso che ho chiuso il libro. di certo continuerò a leggere questo straordinario scrittore!

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    leonardo

    12/10/2008 20.16.07

    oz dà importanza alcompromesso, non come aspetto negativo del comportamento o,peggio, come fine di mire politiche. il compromesso è il modo possibile per convivere laddove tutto, a partire dalla incompatibilità delle persone, agli ambienti di vita , alladurezza del deserto, sembra impossibile. e' poesia la descrizione di noa che si accuccia tra le braccia del suo uomo

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    Arcangela Cammalleri

    05/06/2008 22.10.04

    Il deserto, come luogo dell’anima, anima i confini senza limite dei sentimenti umani. Una cittadina israeliana Tel Kedar, di 8-9 mila abitanti, prostrata dal vento del deserto del Negev che manda frustate di polvere, fa da sfondo alla vicenda umana e sentimentale dei due protagonisti del romanzo: Noa e Theo. Il loro rapporto, dopo sette anni, comincia a mostrare segni di incomprensioni e insofferenze. Theo è un sessantenne, architetto di fama riconosciuta, vive in uno stato di attesa, ha ormai fatto quel che poteva fare, ora che si trova alla fine del mondo, Noa, professoressa di lettere in un liceo, più giovane di 15 anni, al contrario, è piena di entusiasmo e voglia di cambiamenti. La storia si snoda attraverso il racconto dei due protagonisti, in prima persona, lui osserva e ascolta lei, lei che guarda e giudica lui; è un rimando di pensieri e azioni che s’incrociano e si allontanano. Lei frenetica, rincorre il tempo, il suo daffare va tutto a spese della solitudine e della lenta discesa dal dolore verso la tristezza di lui. Il paesaggio desertico contorna e dà la dimensione e la scansione del ritmo della vita degli abitanti di Tel Kedar: il vento che alita come una falciata fredda e acuta, l’aggressività della luce e della polvere, la calce bianca che assorbe le sfumature del deserto, gli spazi aperti strisce di deserto macchiettato. Si respira e s’immagina questa immensa distesa di sabbia su cui il sole brucia con i suoi artigli di vetro acuminato ed è, per noi lettori, come essere novelli beduini che inseguono miraggi lontani e irraggiungibili. E’ la scrittura mirabile di Oz che ci ammalia e ci rapisce come musica dell’anima; lo stile lieve ed elevato solleva la mente in qualche altrove. Nel giorno che muore, si domanda Theo cosa promette l’ultima luce, che cosa ha in serbo; la notte, ma non il nero del buio. Come il chiaro di luna dà luce alla notte che cala, così l’incanto della natura bagliore ai nostri occhi illumina i momenti bui del vivere. Non dire notte.

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    Loris

    25/02/2008 14.44.10

    Romanzo di introspezione, giocato su un rapporto di coppia in cui la differenza di eta’ (15 anni) pare tradursi in una diversa attitudine verso la vita. Theo ha partecipato alla costruzione di Israele, ha progettato insediamenti e ha creduto in un’idea forte di nazione. Deluso da amici e compatrioti, ha scelto un sereno esilio sudamericano, cercando di tenere lontani il dolore e la passione. Noa ha sacrificato anni a un padre consumato dal rancore. Morto lui, ha deciso di cominciare a vivere, lasciando il paese. L’incontro tra i due a Caracas ha generato un’amicizia trasformatasi lentamente in amore. Ora, sul limitare del deserto, Noa vorrebbe ‘fare’: costruire, curare, prodigarsi per gli altri. Theo invece vorrebbe conservare il quieto distacco che ha raggiunto. Teme di perdere Noa, ma intuisce che non puo’ chiuderla in una gabbia di soffocanti attenzioni. Oz ha una scrittura lirica che rende con efficacia lo sviluppo dei monologhi interiori, ma richiede un certo sforzo per restare aderenti alla narrazione. Al fondo, come in altri suoi lavori, si insinua il dubbio che ciascun individuo sia una singolarita’ difficilmente conoscibile da un altro

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