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Alessandro Dal Lago

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 279 p. , Brossura
  • EAN: 9788807817861

Recensioni dei clienti

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    Michele Lucivero

    20/06/2016 14.18.58

    Il testo si confronta con le reazioni sociali conseguenti alla prima massiccia ondata di migranti in Italia, cioè quella degli albanesi. Le reazioni della popolazione e del governo furono diverse, tese alla chiusura nei confronti del diverso, mentre i migranti, chiusi in campi di concentramento per il riconoscimento, cercavano di far disperdere le proprie tracce. L'analisi sociologica di Dal Lago, che attinge largamente alla fenomenologia della vita quotidiana, tenta di mostrare i meccanismi attraverso i quali lo sfruttamento della paura del diverso finisce per assumere una connotazione politica ed avere un peso anche a livello elettorale. Il punto di partenza è sempre quello della vittimizzazione e colpevolizzazione del diverso, meccanismo di esclusione sociale in atto da sempre con diversi stratagemmi, dall'ostracismo all'internamento, ma nella società della conoscenza tale meccanismo assume connotati cognitivi e agisce sul piano della produzione di verità a carattere sociale. Il discorso di Dal Lago cerca di superare i formalismi e i buonismi universalistici per analizzare in concreto quelli che sono i risvolti dei diritti umani. La sua indagine sospende momentaneamente la trattatistica filosofica sul concetto di persona, termine che viene riferito generalmente all'altro indiscriminato, all'essere umano per antonomasia, per sottolineare la curvatura giuridico-politica che le è essenziale e che determina le nuove esclusioni sociali, quelle tipiche della società globalizzata.

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    Il libraio di Bologna

    02/12/2015 15.06.13

    Ci sono persone per le quali scegliere dove e come spostarsi nel mondo è possibile e possono decidere dove lavorare, amare invecchiare. Altre per cui questo è proibito.

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    joy

    01/03/2005 10.08.56

    Io lavoro in biblioteca e l'ho consigliato, ho incontrato troppa gente che parla male degli immigrati, ho sentito il bisogno di far notare questo libro, bisogna leggerlo.

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